La notizia dell’esplosione omicida (tre bombole di gas) avvenuta stamane a Brindisi all’ingresso dell’Istituto Morvillo Falcone è a dir poco terrificante, assurda, inconcepibile.
Non sono facile alla commozione, questa volta sì.
Eppure penso sia importante continuare ad esserci, tanto più se, come pare, l’attentato è di stampo mafioso: fa bene la CGIL insieme ad altre associazioni antimafiose che avevano già programmato una manifestazione per oggi proprio nella città pugliese a non rinunciare, a non rimandare, anzi, mi auguro accanto alle istituzioni, a fare sentire che lo Stato e la gente sono lì, sono la stessa cosa, e non si lasciano intimidire dai mostri, poiché le bombe oltre al dolore per la violenza e la morte, oltre alla bestialità dell’atto, denunciano anche la loro debolezza, senza paradosso.
Da neogenitore (da quasi un anno ormai), oltre che da insegnante, non posso che condividere quanto mi ha scritto un amico artista qualche ora fa: “dobbiamo passare la vita ad approfondire e a trasmettere la nostra conoscenza (ai figli anzitutto), solo così possiamo cercare di salvare il mondo, un mondo che non possiamo capire.”
Già, creare le possibilità affinché le coscienze più giovani siano sempre libere di esserlo: una parte non piccola del loro e nostro futuro, il cui dovere iniziale spetta anzitutto a ognuno di noi.
