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Archive for the ‘scultura’ Category

Daniela Novello, pietra e piombo

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Sto in questo corpo di pane

e il coltello mi attraversa

a diminuirmi in un tozzo

che nessuno ingoia.

Sono crosta e bolle di lievito

Ogni giorno

Ogni giorno provo ad accomodarmi un senso.

Elisa Ruotolo, Corpo di pane, Nottetempo 2019.

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Matteo Lucca, mani di pane

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Non lo sapevo
ma avevo come tutti
il mio punto di rottura
come i vetri
come la terracotta
come il ferro.
Incrinata sbreccata e fusa
cammino in questa stanza
coperta fino alle unghie.
Nessuno tranne te
può vedermi debole.

Elisa Ruotolo, Corpo di pane, Nottetempo 2019.

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Matteo Lucca, ritratti di pane

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Chiedo che passi tutto: il male e l’amore
ogni compromissione tentata e negata
con la vita.
Insegnami la gioia del niente
la lingua oscura della terra
che parla dal grano
fammi essere antica come il fuoco
vulnerabile come il legno
e senza anima.
Aiutami a tenere a casa la stanchezza
a restare nascosta nei desideri
e nella fame.
In fine proteggi a lungo questa verità
– come l’orcio colmo quando hai sete –
che è violento e smisurato
l’amore dei timidi.

Elisa Ruotolo, Corpo di pane, Nottetempo 2019.

Daniela Novello, pietra e piombo

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Geumhyung Jeong, Upgrade In Progress, ph®Rolando Paolo Guerzoni

Upgrade in Progress è la prima personale dell’artista coreana  Geumhyung Jeong  in un’istituzione d’arte contemporanea italiana, inaugurata il 28 febbraio 2020 in una delle sedi più suggestive della Fondazione Modena Arti Visive, la Palazzina dei Giardini, dove resterà aperta sino al 2 giugno.  

Geumhyung Jeong, Upgrade In Progress, ph®Rolando Paolo Guerzoni

L’artista è nota a livello internazionale nell’ambito delle arti performative per le sue coreografie divertenti e inquietanti in cui si esibisce con apparecchi elettronici con sembianze umanoidi che ha costruito da sola imparando i codici meccanici e di programmazione. Durante questa interazione fisica, ossessiva e sensuale, è sempre più ambiguo chi controlla chi. Ciò che diventa sempre più evidente è invece l’indagine compiuta dall’artista sull’inesorabile legame tra il nostro corpo e la tecno-sfera contemporanea. 

Geumhyung Jeong, Upgrade In Progress, ph®Rolando Paolo Guerzoni

L’esposizione presenta una nuova installazione site-specific commissionata da Fondazione Modena Arti Visive, un ulteriore step della ricerca presentata nel 2019 alla Kunsthalle Basel e alla 5° Ural Industrial Biennial of Contemporary Art. Si tratta di  una nuova e più evoluta serie di robot a controllo remoto  realizzati con una varietà di dispositivi protesici, strumenti hardware meccanici e tecnologici e manichini medici, acquistati  su siti internet specializzati .  Le sculture saranno collocate su una serie di piani di lavoro modulari che trasformeranno le sale della Palazzina dei Giardini in un unico palcoscenico, intervallato da una serie di video tutorial disposti  lungo il percorso espositivo.  La location non è solo la mera rappresentazione del luogo di lavoro dell’artista, ma sarà utilizzata realmente da  Geumhyung Jeong  durante il suo periodo di residenza in città  come studio-laboratorio dove svolgere test ed esperimenti sui propri “giocattoli”.   

Press Irene Guzman

Geumhyung Jeong, Upgrade In Progress, ph®Rolando Paolo Guerzoni

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La mostra personale di Sissi, Vestimenti è in programma dal 21 gennaio al 19 aprile 2020 presso Spazio Bentivoglio, a cura di Antonio Grulli,  uno dei Main Project di ART CITY BOLOGNA 2020.

L’esposizione, intesa quasi come una piccola antologica, permetterà ai visitatori di approfondire alcune dei temi centrali della produzione dell’artista,  e  raccoglierà un’ampia selezione di sculture-abito da lei realizzate in circa vent’anni di carriera.  Buona parte della produzione di Sissi, infatti, negli anni si è concentrata sulla realizzazione di abiti,  talvolta indossabili, che ha sempre inteso e presentato come vere e proprie sculture, anche all’interno di ampie installazioni o di performance.

Le sculture-abito verranno presentate in un grande progetto installativo pensato appositamente per lo spazio espositivo bolognese. 

La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione bilingue (italiano-inglese) edita da Corraini Edizioni,  con testi di Mariuccia Casadio (critica d’arte, curatrice e giornalista), Antonio Grulli (curatore della mostra), e un dialogo di Sissi con l’artista Christian Holstad . 

Press Sara Zolla

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Massimo Bartolini, Madrigali A Cinque Voci Dell’Illustrissimo, & Eccellentissimo Prencipe Di Venosa, D. Carlo Gesualdo – Libro Terzo, inchiostro su carta, 2019

Dal 16 febbraio al 22 marzo 2020 , lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma riapre gli spazi rinnovati e restaurati dell’Abbazia di Valserena con l’installazione di Massimo Bartolini dal titolo On Identikit , primo appuntamento del programma di residenze d’artista Through time: integrità e trasformazione dell’opera, realizzato in occasione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020.

L’artista, riconosciuto a livello internazionale, è stato invitato a confrontarsi con l’ Archivio-Museo dello CSAC di Parma , che conserva oltre 12 milioni di materiali originali della comunicazione visiva e della ricerca artistica italiana a partire dai primi decenni del Novecento. Un patrimonio preziosissimo su cui l’artista ha lavorato, focalizzandosi in particolare sulle opere di due maestri dell’arte: Luigi Ghirri e Luciano Fabro.

Luigi Ghirri, Identikit, 1976-78, C Print, ©Eredi di Luigi Ghirri

Nella serie Identikit (1979) di Ghirri, i titoli dei vinili fotografati dall’artista sugli scaffali della propria libreria, spesso erosi dall’uso e quasi illeggibili sulla spina dei 33 giri, hanno provocato in Bartolini una “curiosità da archeologo”, per poterli finalmente ascoltare, rigorosamente su vinile, in un luogo ben preciso e in compagnia di qualcuno. Questo qualcuno è Lo Spirato di Luciano Fabro (1968-73), opera allestita in una delle cappelle nobiliari della chiesa dell’Abbazia di Valserena, una scena che per Bartolini sta “a metà tra un letto sfatto ed un letto posseduto” dove il corpo è allo stesso tempo presente e invisibile. 

Luciano Fabro, Gesso per Lo Spirato, 1968-73. Veduta dell’installazione presso CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma

La musica è nascosta dentro l’immagine di Identikit come la figura è nascosta dentro il gesso de Lo Spirato. Con il lavoro On Identikit, Bartolini intende fare incontrare l’essere invisibile e presente dello Spirato con l’essere, invisibile per natura, della musica, che risuona nei suggestivi spazi della chiesa. 

Press Irene Guzman

Massimo Bartolini. On Identikit

16 febbraio – 22 marzo 2020

Abbazia di Valserena

Strada Viazza di Paradigna 1, Parma

www.csacparma.it

Ingresso
5 euro. Per tutte le riduzioni e informazioni aggiornate: http://www.csacparma.it/visita/

Orari
Mercoledì, giovedì e venerdì 15.00-19.00

Sabato e domenica 10.00-19.00 

Per informazioni e prenotazioni

info@csacparma.it

Ufficio stampa CSAC

Irene Guzman

+39 349 1250956 | press@csacparma.it

CSAC – Abbazia di Valserena, Parma

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Maurizio Mercuri, Ho perso tempo, 2019, legno, rame elettroeroso e patinato, cm 26 x 20 x 18; courtesy l’artista

Dal 24 gennaio al 7 marzo 2020 gli ambienti settecenteschi di Palazzo Vizzani di Bologna ospitano la mostra Filigrana, un dialogo tra le opere per lo più inedite, di Stefano Arienti, Pierpaolo Campanini e Maurizio Mercuri, a cura di Fulvio Chimento. 

La filigrana, antica tecnica di impressione visibile su carta solo in trasparenza o in controluce, rimanda alla preziosità e alla sapienza del processo di elaborazione artistica, ma costituisce simbolicamente anche l’anima dell’opera d’arte che può manifestarsi o rimanere quieta, in attesa di un atto critico in grado di ridestarla.

Stefano Arienti, Rete arancio, 2019, stampa digitale su microciniglia, cm 135 x 182; courtesy l’artista

Stefano Arienti presenta esclusivamente opere inedite, frutto della sua attuale ricerca, che prevede la stampa di immagini su materiali di uso comune, come tappetini in ciniglia o carta da manifesto. Le opere realizzate da Pierpaolo Campanini dialogano con affreschi, tessuti e carte da parati che decorano gli ambienti di Palazzo Vizzani: la pittura diviene quasi araldica e infonde carica simbolica al percorso espositivo, accentuando la dimensione mimetica delle opere. Il suono, la luce e la fotografia sono gli elementi che qualificano i lavori per lo più inediti di Maurizio Mercuri, artista dotato di un talento cristallino che gli permette di formalizzare con immediatezza la sorgente concettuale delle sue intuizioni artistiche. 

Pierpaolo Campanini, Senza titolo, 2001, olio su tela, cm 190 x 140; ph. Roberto Marossi, courtesy Kaufmann Repetto

La filigrana, in conclusione, è espressione di una stratificazione di senso, di un presente sul quale incide un involontario processo di conservazione/disgregazione esercitato dal tempo, lo stesso che ha permesso agli ambienti di Palazzo Vizzani (la cui direzione artistica è affidata a Camilla Sanguinetti) di mantenere intatta la sua essenza.

Press Irene Guzman

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