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Posts Tagged ‘andrea laprovitera’

Bologna: 2 agosto 1980, h.10.25, stazione ferroviaria centrale: lo squarcio che provocò ottantacinque morti e duecento feriti e che divise la storia cittadina in un prima e un tragico dopo attentato.

Quest’anno, per la prima volta, nessun ministro, nessun alto papavero governativo a presenziare alla manifestazione pubblica: nessuno a prendersi fischi, proteste e responsabilità pubblico-istituzionali (ché solo gli applausi comandati fanno piacere in tempi di assuefazione e telecrazia) per le risposte mancate dopo trent’anni, per l’assenza di un mandante di questa come delle altre quattordici stragi italiane dal secondo dopoguerra, non legate alla mafia (fra cui: Piazza Fontana nel 1969, Piazza della Loggia e l’Italicus nel 1974, Moro e la sua scorta nel 1978, Ustica nel 1980), mandante tuttora ignoto (e per sempre?) degli esecutori materiali condannati in via definitiva, Fioravanti detto Giusva e la Mambro all’ergastolo, Ciavardini a trent’anni di carcere poiché all’epoca minorenne, oltre ai depistatori riconosciuti, Gelli, capo della P2, Pazienza, Musumeci e Belmonte, rispettivamente consulente e dirigenti del SISMI di allora. Chi, forse, sapeva qualche cosa in più, come il senatore Francesco Cossiga, ha preferito tacere per sempre.

Laprovitera - Vivaldo, Il treno (Rizzoli-Lizard, Milano, 2010)

Senza retorica, con una trama intelligente e ben costruita sui binari della memoria e una grafica altrettanto convincente nel suo essere livida, colma di grigi acquerellati adatti al fiume narrativo, Il treno (Rizzoli-Lizard, Milano 2010), scritto da Andrea Laprovitera e illustrato da Andrea Vivaldo, offre uno spunto duplice di riflessione, poiché fa correre parallele due storie: quella tragica della maledetta bomba, e un’altra cominciata dodici anni prima, una storia d’amore amicizia e morte fra tre giovani studenti sessantottini, quando, si può dire, tutto cominciò. Da notare che i due autori non erano ancora nati nel ’68: ma forse, per leggere certi eventi e rielaborarli col distacco necessario, è bene non avervi preso parte diretta. Le ombre lunghe e plumbee dei volti dei protagonisti di quegli anni di protesta giusta/sbagliata, comunque insanguinata, si protrarranno durante il decennio dei ’70, sino all’epilogo commovente e (purtroppo) realistico del racconto, con quella catarsi che c’è stata (o forse non del tutto), fra nuvole di polvere, cumuli di macerie e l’odore di sangue rappreso per lo scoppio dell’ordigno.

Il libro, dedicato alle vittime della strage e ai loro parenti, si conclude con un’intervista significativa a Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione tra i parenti delle vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980.

Bologna, 2 agosto 1980

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