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Posts Tagged ‘angelo ambrogini detto poliziano’

Premessa: oggi questo blog compie due anni di attività! Per festeggiare anche l’arrivo della Primavera, dedico a tutti gli oltre 138.500 visitatori, lettori abituali e casuali, followers e amici, la bellezza dei versi di Poliziano che ispirarono Botticelli in uno dei suoi oggi più noti capolavori.

Sandro Botticelli, La Primavera, 1482 ca., Galleria degli Uffizi, Firenze

Candida è ella, e candida la vesta,
ma pur di rose e fior dipinta e d’erba;
lo inanellato crin dall’aurea testa
scende in la fronte umilmente superba.
Rideli atorno tutta la foresta,
e quanto può suo cure disacerba;
nell’atto regalmente è mansüeta,
e pur col ciglio le tempeste acqueta.

Folgoron gli occhi d’un dolce sereno,
ove sue face tien Cupido ascose;
l’aier d’intorno si fa tutto ameno
ovunque gira le luci amorose.
Di celeste letizia il volto ha pieno,
dolce dipinto di ligustri e rose;
ogni aura tace al suo parlar divino,
e canta ogni augelletto in suo latino.  (…)

“Sovente in questo loco mi diporto,
qui vegno a soggiornar tutta soletta;
questo è de’ mia pensieri un dolce porto,
qui l’erba e’ fior, qui il fresco aier m’alletta;
quinci el tornare a mia magione è accorto,
qui lieta mi dimoro Simonetta (Cattaneo Vespucci, n.d.r.),
all’ombre, a qualche chiara e fresca linfa,
e spesso in compagnia d’alcuna ninfa. (…)”

Poi con occhi più lieti e più ridenti,
tal che ’l ciel tutto asserenò d’intorno,
mosse sovra l’erbetta e passi lenti
con atto d’amorosa grazia adorno.
Feciono e boschi allor dolci lamenti
e gli augelletti a pianger cominciorno;
ma l’erba verde sotto i dolci passi
bianca, gialla, vermiglia e azzurra fassi.

Angelo o Agnolo Ambrogini detto Poliziano (Montepulciano, 1454 – Firenze, 1494), dal Canto I delle Stanze per la giostra del magnifico Giuliano di Piero de’ Medici (1475-78).

Ps. Questo post scriptum è un’aggiunta pomeridiana, dopo aver saputo della scomparsa di Tonino Guerra proprio stamane, lo stesso giorno della nascita di Alda Merini. Ed è con affetto che dedico a lui i bei colori evocati dal Poliziano, l’incanto dello sguardo di ninfa Simonetta, le meraviglie che le parole possono dire, sanno fare.

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