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MARTE Associazione Culturale

Domenica 20 novembre chiude  O(Ax) = dO(Am) Equazione Impossibile, prima mostra dell’Associazione Culturale Marte, con una performance musicale di Enrico Malatesta all’interno del Battistero degli Ariani a Ravenna, ore 16.30.

Chiunque voglia partecipare si ritenga invitato!

È forse ancora presto per tirare somme e bilanci di un’operazione complessa com’è stata questa esposizione itinerante inserita all’interno di RavennaMosaico 2011 e che ha tenuto impegnato per un intero anno il gruppo di lavoro di cui faccio parte e sono socio fondatore insieme a Luca Barberini, Giuseppe Donnaloia, Âniko Ferreira da Silva, Arianna Gallo, Takako Hirai, Pavlos Mavromatidis, Flavia Pelosi e  Daniele Torcellini, primo ideatore del progetto.

Ricordo per sommi capi che si è trattato di un ribaltamento del tradizionale ruolo di mero esecutore assegnato al mosaico, infatti il senso del titolo è tutto qui: O(Ax) = dO(Am), ovvero l’opera di un artista x è uguale alla derivazione dell’opera di un artista mosaicista.

I 10 mosaici scelti quali bozzetti, in realtà opere finite esse stesse, sono stati tradotti, ovvero metabolizzati e traditi, in forma di pittura, performance, video arte, installazioni plastiche, fotografiche, etc., da altrettanti artisti di varie provenienze (il decimo è Malatesta, che si ispira a un lavoro dei CaCO3 come già gli Orthographe, nel suo caso per metterlo in musica) selezionati durante numerosi incontri, talvolta scontri dialettici, per cercare di far emergere chiara e potente l’idea che marte ha del mosaico: un’arte, o meglio un linguaggio al pari degli altri artistici, tanto che da esso può derivare altra arte, a sua volta indipendente e potenzialmente traducibile con altri mezzi, in una derivazione-generazione (o degenerazione creativa) infinita.

Ciò che talvolta non è possibile dimostrare con la bellezza delle leggi matematiche, può riuscire, e carico di futuro, in arte.

O(Ax) = dO(Am) Equazione Impossibile – Il blog della mostra

Marte Associazione Culturale – Pagina Facebook

marteassociation@gmail.com

Video Intervista rilasciata a Ravenna Web TV il 4 novembre 2011

Opere:

Luca Barberini, Folla (particolare), 2009

janesfonda, afterfolla, 2011 (After Luca Barberini)

Jo Braun, Mosaic Plastered Over (MoPO), 2010

Filippo Farneti, Deleting memory (particolare), 2011 (After Jo Braun)

CaCO3, Immersione (progetto site-specific), 2011

Enrico Malatesta, After CaCO3, 2011

CaCO3, Organismo n.19, 2011

Orthographe, senza titolo, 2011 (After CaCO3)

Arianna Gallo, Lens, 2009

David Loom, Revolve, 2011 (After Arianna Gallo)

Takako Hirai, Istinto, 2011

Giorgia Severi, Juniperus Chinensis Stricta, 2011 (After Takako Hirai)

Andrej Koruza, Tessera e Fuga #6 (particolare), 2008

Filippo Pirini, pǝɟɹɐƃ, 2011 (After Andrej Koruza)

Julian Modica, Surface sensible, 2006

NASTYNASTY©, Ario’s Bubbles Vision (QR), 2010 (After Julian Modica )

NASTYNASTY©, Ario’s Bubbles Vision, 2010 (After Julian Modica)

Atsuo Suzumura, Battaglia di Okehazama, 2002

Serena Nostini, Naginata 2.0, 2011 (After Atsuo Suzumura)

Matylda Tracewska, Black Square II, 2011

Takahiro Watanabe, Una sedia (particolare), 2011 (After Matylda Tracewska)

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MARTE Associazione Culturale

Premessa: inaugura oggi alle 18.00 in piazzetta Ariani a Ravenna la prima mostra dell’Associazione Culturale Marte, nata nel maggio 2011 e della quale sono socio fondatore insieme ad altri critici e artisti.

Si tratta di un progetto di “contro mosaico”  in esposizione presso più sedi pubbliche e private, del quale rendo noto comunicato stampa e info.

Mostra: O(Ax) = dO(Am)Equazione Impossibile
Da un’idea di: Daniele Torcellini
Cura e organizzazione: Marte Associazione Culturale
Sedi : Mar – Museo d’Arte della Città di Ravenna, Battistero degli Ariani, Longo Souvenir, Ostello Galletti Abbiosi
Periodo: Ravenna, 5 – 20 novembre 2011 nell’ambito della seconda edizione del Festival Internazionale di Mosaico Contemporaneo Ravenna Mosaico
Inaugurazione: venerdì 4 novembre 2011 ore18.00 a partire da Via degli Ariani 18, Longo Souvenir;ore 19.00 performance di Filippo Pirini, Via Diaz 34-66
Finissage: domenica 20 novembre 2011 ore 16.30 performance di Enrico Malatesta, Battistero degli Ariani
Con la collaborazione di:  Comune di Ravenna, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini, CIDM, Mar – Museo d’Arte della Città,Ravenna Teatro – Teatro Rasi, Ostello Galletti Abbiosi, Longo Souvenir
Con il sostegno di: Comune di Ravenna
Ingresso: Gratuito

Il progetto di mostra O(Ax) = dO(Am) Equazione Impossibile, nato da un’idea di Daniele Torcellini e curato dall’Associazione Culturale Marte è in programma a Ravenna dal 4 al 20 Novembre 2011, nell’ambito del Festival Internazionale RavennaMosaico, presso il Mar – Museo d’Arte della Città, il Battistero degli Ariani, Longo Souvenir e Ostello Galletti Abbiosi. Il progetto intende indagare i concetti di originalità e derivazione nell’arte, attraverso una riconsiderazione del ruolo, del valore e dell’utilizzo della tecnica del mosaico in rapporto ad altre tecniche d’arte. Il progetto intende capovolgere una delle caratteristiche tradizionalmente associate al mosaico, ovvero quella di essere esclusivamente uno strumento di traduzione di idee originali, come bozzetti pittorici di artista o progetti di design.

Le opere esposte nell’ambito della mostra O(Ax) = dO(Am) Equazione impossibile testimoniano un rovesciamento dei tradizionali ruoli di ideatore ed esecutore, originale e derivazione. Ora sono le opere a mosaico a fare da bozzetto e ad essere oggetto di traduzione, ma anche appropriazione, interpretazione, ispirazione e mistificazione attraverso altri linguaggi artistici: pittura, fotografia, scultura-installazione, musica, video-arte, performance, etc.

L’esposizione prevede che le opere a mosaico non siano esposte, incluse solo fotograficamente nel catalogo di mostra. Ad essere esposte sono esclusivamente le traduzioni, in quanto opere dalla piena autonomia espressiva. In questo modo s’intende sia porre al centro della scena, sia escludere il mosaico – e con esso il concetto di originalità – dall’operazione artistica, in quella progressiva catena di creazione che vede l’arte nascere dall’arte.

Artisti Mosaicisti: Luca Barberini, Jo Braun, CaCO3, Arianna Gallo, Takako Hirai, Andrej Koruza, Julian Modica, Atsuo Suzumura, Matylda Tracewska.

Artisti Traduttori: Filippo Farneti, janesfonda, David Loom, Enrico Malatesta, NASTYNASTY©, Serena Nostini, Orthographe, Filippo Pirini, Giorgia Severi, Takahiro Watanabe.

O(Ax) = dO(Am) Equazione Impossibile – Il blog della mostra

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Intervista sul settimanale Ravenna & Dintorni

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Luca Barberini, On the Oil Barrel, 2010

(Premessa: l’intervista che segue, a cura di Linda Landi, è apparsa sul sito e sul numero 419 del 2 dicembre 2010 del settimanale Ravenna&Dintorni, pagina 13.)

Il mosaico a Ravenna: un dibattito che auspicabilmente continua. È ora la volta di Luca Maggio, critico e insegnante di storia dell’arte (classe 1978) che porta avanti le ragioni di alcuni giovani mosaicisti in risposta all’intervista rilasciata da Saturno Carnoli su Ravenna&Dintorni del 18 novembre 2010 (a pagina 14).

«Non sono d’accordo sull’affermazione che segue – spiega Maggio, “la mia generazione non è riuscita a passare il testimone ai giovani, che oggi sono studenti meno motivati… noi abbiamo vissuto la rivolta, oggi invece manca un pensiero disobbediente e autonomo”. La ritengo mortificante verso chi ha insegnato e continua a insegnare mosaico con passione, e soprattutto verso chi è stato formato e con coraggio ha investito oggi la propria vita nel mosaico, in particolare in quello artigianale e artistico».

Double Game Academy, Ravenna, 2009: in primo piano l'opera di Silvia Naddeo, Eat Meet, premiata dal MAXXI di Roma

Qualche nome?

«Tra le cosiddette “nuove leve” ravennati, esistono realtà già qualitativamente affermate a livello nazionale ed internazionale come Dusciana Bravura, Matteo Randi, Filippo Tazzari, Caterina Baldassarri o la giovane Silvia Naddeo, romana d’origine ma ravennate per formazione musiva, di recente premiata dal MAXXI di Roma proprio per una scultura mosaico. Poi, Takako Hirai, giapponese che da anni collabora con Koko Mosaico ovvero Arianna Gallo e Luca Barberini, da tempo attivissimi nel settore, tra l’altro, Barberini è l’attuale vicepresidente dell’Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei, e ancora il gruppo CaCO3 ovvero Âniko Ferreira da Silva, Giuseppe Donnaloia e Pavlos Mavromatidis, i quali solo nell’ultimo anno hanno diverse esposizioni all’attivo, dall’Artplay di Mosca al Museo Nazionale di Ravenna.

Ma si potrebbero citare molti altri artisti del’ultima generazione, anche stranieri. Mi preme dire che sono tutti più che “motivati e autonomi”, avendo un percorso, una poetica e dignità creativa originali. Non sono promesse, ma già realtà fertili, e ignorarli vuol dire non sapere quel che è accaduto negli ultimi dieci anni».

CaCO3, Organismo verde n.1, 2010

Ma il calo degli iscritti negli istituti di formazione è una realtà…

«Vero, ma penso che l’analisi di Carnoli sia comunque sbagliata, specie per le soluzioni avanzate. In sostanza lui propone di aprire nuovi spazi formativi, al momento non necessari. Se c’è un calo di iscritti, non è dovuto alla mancanza di qualità dei percorsi formativi, ma è da attribuirsi all’assenza di prospettive professionali future, che potrebbero essere attivate da una rete virtuosa di sinergie fra istituzioni pubbliche e private per commissioni e appalti musivi/edili in grado di offrire sbocchi lavorativi. Tutto ciò è difficile, ma non utopico e ne ha parlato per esperienza diretta anche l’architetto e designer Ugo La Pietra lo scorso 9 ottobre, in occasione del convegno “Architettura e Mosaico” organizzato dal Centro Internazionale di Documentazione sul Mosaico del MAR: o crei il circuito o ne resti fuori e Ravenna non può permettersi di vivere solo sul passato, specie riguardo l’identità musiva. In questo senso, occorrerebbero anche spazi espositivi adeguati.

Per i fondi da reperire, Carnoli citava la Regione, ammesso che ne abbia, ed eventuali tagli al Ravenna Festival, polemica vecchia e sterile. Il Festival dà lustro culturale al nome della città nel mondo, oltre ad aver commesso a Marco Bravura due considerevoli opere musive, l’Ardea Purpurea del 1999 a Beirut (una copia è in Piazza della Resistenza a Ravenna), e quest’anno le Onde a Trieste, in occasione di concerti diretti da Riccardo Muti. Sono segni importanti vista anche la candidatura della città a Capitale Europea della Cultura del 2019».

Dusciana Bravura, Alchemy, 2010, Artplay, Mosca



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Il gruppo CaCO3 nasce nel 2006 tra Fasano (Br) e Ravenna, dove tuttora è attivo, su iniziativa di tre mosaicisti dai percorsi eterogenei, Âniko Ferreira da Silva (Ravenna, 1976), Giuseppe Donnaloia (Martina Franca, Ta, 1976) e Pavlos Mavromatidis (Kavala, Grecia, 1979), che dopo aver condiviso l’esperienza di formazione presso la Scuola per il Restauro del Mosaico (dipartimento dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze), hanno intrapreso una ricerca originale sviluppando un linguaggio musivo inedito.

CaCO3, Movimento n.1 (campo di forze), 2007

CaCO3, Movimento n.5, 2008

Il loro lavoro su sezioni ingrandite di superfici e pareti condotte a mosaico, rende

CaCO3, Movimento n.8 (particolare), 2008

evidente come il micromondo non sia mai statico, piuttosto oggetto di movimento perpetuo, come effettivamente accade a livello delle particelle microatomiche.

Ed è sorprendente come questo gruppo sia giunto a rendere le intuizioni della fisica contemporanea, dai campi elettromagnetici alla tessitura a stringhe dell’universo, pur non essendo fisici di mestiere, grazie piuttosto ad anni dedicati allo studio della relazione fra le tessere, disposte obliquamente e consequenziali tra loro, partendo dall’opus vermiculatum dell’antichità, unità minima mutuata dalla loro esperienza decennale nel restauro di reperti romani, ellenistici e bizantini.

CaCO3, Organismo, 2009

L’andamento da essi usato per creare opere astratte (Movimenti

CaCO3, I.M.O. 1, 2009

e Organismi), che esulano tanto dalla bidimensionalità tradizionale del mosaico, quanto dal suo essere relegato a mera tecnica traspositiva di cartoni, dimostra come ogni parte del cosmo sia mobile, persino la componente pietrosa dei muri, e il mosaico, nato per l’architettura millenni fa, può essere oggi riflessione a sé stante sullo spazio, ancor più netta e stringente quando i CaCO3 operano con pietre e marmi tendenti al monocromo, se non direttamente bianchi, creando in certi casi veri e propri achrome musivi, in cui la direzione del vermiculatum viene spartita ad onde, in sensi contrari, come se una mano invisibile (quasi eco spinoziana del Deus sive Natura) intervenisse sulle micro tessere-molecole della materia e ne animasse il moto verso i due vettori opposti dell’universo, il prima e il dopo del tempo.

CaCO3 – blog e contatti

CaCO3, Movimento n.7 (dittico), 2008

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