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Posts Tagged ‘benedetta rossignoli’

Chiariamo subito il titolo: i due soggetti non sono parenti neanche alla lontana, l’uno essendo d’origine indo-iranica e attestato sin dal 1200 a.C., l’altro più recente e giudeo. Dal II secolo a.C. il mitraismo si diffonde nel mondo ellenistico e romano, specie tra le fila dei legionari e dei generali-imperatori alla loro testa. Dopo l’Editto costantiniano (313 d.C.), evento fondamentale per la storia della civiltà occidentale a distanza di pochi mesi dalla vittoria su Massenzio al Ponte Milvio (28 ottobre del 312), molti particolari di questo culto sono stati più o meno velocemente fatti propri dall’astro ascendente del cristianesimo.

Rilievo mitraico, III sec. d.C., Roma, Museo Nazionale Romano

Questo non deve sorprendere: per secoli la Chiesa, ultima struttura del tardoantico tuttora operante, ha metabolizzato cristianizzandoli, antichi usi pagani (non solo mitraici) tanto nelle terre nordiche, quanto nel mondo mediterraneo, cosa tuttora verificabile in una qualsiasi sagra di paese del centro o sud Italia.

Filosofo (Plotino?), fine III sec. d.C., Ostia, Museo Ostiense

Del resto, l’assorbimento e la trasformazione del dato altro nella propria civiltà è tipico della mentalità romano-ellenistica già precristiana e tale resterà per buona parte del medioevo: il volto del saggio calvo e barbuto identificato con San Paolo, rappresenta in realtà il tipo del filosofo (Plotino in particolare) e risale al periodo (IV-V sec. d.C.) in cui il cristianesimo, accusato d’essere religione di poveri ignoranti, si rifaceva un pedigree culturale prendendo a prestito le immagini altrui. Analogo discorso per il bucolico pastore crioforo divenuto il buon pastore evangelico o l’aver messo in cattedra San Pietro, come si conveniva ad un vero magister dell’antichità.

Pastore crioforo, III sec. d.C., Roma, Musei Capitolini

Così per le reliquie: bastava raffigurassero l’oggetto di fede ricordandone la forma. Ciò spiega la diffusione in tutta Europa di decine di sacre spine, chiodi e frammenti lignei della vera croce, che messi insieme farebbero probabilmente l’equivalente di un bosco. Certo è un concetto di autentico simbolico diverso dal nostro modo razionale d’intendere: gli edifici della Terra Santa, ad esempio, sono stati riprodotti in Europa rispettando la pianta più che l’alzato.

Ma per tornare all’oggetto di questa breve indagine, i rapporti e i prestiti tra mitraismo e cristianesimo, l’argomento è vasto e richiederà almeno un altro approfondimento. Per ora segnalo alcuni testi per una bibliografia minima: Franz Cumont, Le religioni orientali nel paganesimo romano (Bari, 1967, postumo, 1a ed. Paris, 1906) e The Mysteries of Mithra (New York, 1956, postumo); Georges Dumézil, Mithra-Varuna, essai sur deux représentations indo-européennes de la Souveraineté (Paris, 1940 e 1948, 2a ed. accresciuta); Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni (Torino, 1954); Maarten J. Vermaseren, Mithra, The Secret God (New York, 1963) e con M.J.Van Essen, The exscavations in the Mithraeum of the Church of Santa Prisca in Rome (Leiden, 1965); Hans Peter L’Horange, L’impero romano dal III al VI secolo, forme artistiche e vita civile (Milano, 1985); Federico Zeri, Orto aperto (pg. 17-46, Milano, 1990) e, postumo, L’arco di Costantino. Divagazioni sull’antico (Ginevra-Milano, 2004, su un ciclo di lezioni del 1989); Carlo Pavia, Guida dei Mitrei di Roma Antica (Roma, 1999); Ivana Della Portella, Roma sotterranea (Verona, 1999); David UlanseyI Misteri di Mithra (Roma 2001); l’antologia a cura di Paolo Scarpi e Benedetta Rossignoli, Le religioni dei misteri, Vol.I-II (Farigliano, Cn, 2002); Paolo Liverani, Giandomenico Spinola, Pietro Zander, Le necropoli vaticane. La città dei morti di Roma (Milano-Città del Vaticano, 2010).

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