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Cuoghi Corsello, Alchemilla 8, 2019

A inizio febbraio ha inaugurato presso Palazzo Vizzani-Sanguinetti di Bologna la mostra Alchemilla a cura di Fulvio Chimento, che propone, fino al 16 marzo, opere di David Casini, Cuoghi Corsello, Dado, Claudia Losi, T-yong Chung. 

Una frase dello scrittore e poeta svizzero Edmond Gilliard costituisce il punto di partenza dell’esposizione: “Se fossi più sicuro del mio mestiere metterei fuori fieramente la mia insegna: ‘Qui si puliscono le parole…’. Scrostare parole, lustrare vocaboli: duro, ma utile mestiere”.

Claudia Losi, Asking Shelter, 2018
David Casini, Madonna Casini, 2017

La comprensione di questi termini permette di intuire come il lavoro del poeta sia basato su una scelta accurata dei vocaboli adatti per la composizione del verso, così come il mestiere dell’arte trova compimento in una riformulazione delle forme astratte. Tale suggestione poetica è coerente con un ruolo da protagonista della forma scultorea, declinata nella sua dimensione prettamente installativa. Gli artisti in mostra risultano uniti da tratti uniformi: la capacità di pensare la contemporaneità in forma tridimensionale, la presenza di una componente concettuale riconoscibile, la dimestichezza nell’adattare il proprio lavoro alle esigenze dello spazio, la permanenza di una sapienza manuale rintracciabile nella realizzazione di ciascun lavoro.  

T-yong Chung, Joo Kim, 2017
Cuoghi Corsello, Alchemilla, 2005

Ogni opera è pensata in relazione alle altre e in funzione della luce, l’illuminazione valorizza i dettagli dei lavori e, al tempo stesso, impreziosisce il contesto architettonico di pregio degli ambienti, che risultano “naturalmente immersivi” anche senza ricorrere a espedienti tecnologici. Lo spettatore di Alchemilla viene calato in un contesto onirico, in una dimensione di déjà vu. Ciascun artista scava all’interno della propria produzione, esprimendo la sua caratteristica natura grazie a un focus specifico, ma, al tempo stesso, relazionandosi con le opere altrui. In questo “stare insieme” i lavori alterano leggermente il proprio senso, come soggetti a un processo alchemico che favorisce una sottile alterazione linguistica. Per questo motivo il titolo della mostra prende spunto da una delle piante più note agli alchimisti: l’alchemilla (A. vulgaris) o “erba stella”, considerata pregiata per la goccia di rugiada che spesso conserva all’interno della sua foglia, e che resiste al processo di evaporazione. La perla di rugiada protetta dalla pianta è un elemento ricco di principi curativi e, alla luce della lezione fornita da Gaston Bachelard, può rappresentare anche una forma scultorea modellata, raffinata e lustrata dalla pianta stessa.

MostraALCHEMILLA
Sede Palazzo Vizzani-Sanguinetti, via Santo Stefano 43, Bologna
A cura di Fulvio Chimento 
Periodo 1 febbraio – 16 marzo 2019 
Press Irene Guzman

Dado, Sinopie, 2014

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Jacopo Benassi, Giardino

La mostra raccoglie una selezione di fotografie realizzate dall’artista Jacopo Benassi durante i suoi soggiorni bolognesi negli ultimi anni.

Il corpus centrale delle opere è composto da una serie di ritratti di personalità legate alla città: artisti, scrittori, imprenditori, uomini d’affari, baristi, stilisti, musicisti, animatori culturali, attori… Un centinaio di persone dalle età varie, dai ventenni agli ultranovantenni, che fanno parte del paesaggio cittadino. Un case study che compone un mosaico in grado di darci un unico grande ritratto di Bologna oggi, fatto dei volti di alcune delle persone che la stanno animando e costruendo giorno dopo giorno. A queste fotografie si mescolano immagini di un giardino fotografato nel buio della notte. È il giardino interno di Palazzo Bentivoglio. Questi scatti notturni, mescolati ai volti, finiscono per creare una contestualizzazione spaziale che è anche metafora di stati psicologici e intimi dei soggetti ritratti. La mostra presenterà circa 200 immagini in bianco e nero e sarà accompagnata dall’omonimo libro pubblicato per l’occasione da Damiani editore.

Jacopo Benassi. Bologna Portraits

A cura di Antonio Grulli

Palazzo Bentivoglio

29 gennaio-31 marzo 2019

Sara Zolla press

Jacopo Benassi, Andrea Renzini

Jacopo Benassi, Cecilia Matteucci

Jacopo Benassi, Giardino

Jacopo Benassi, Eva Robins

Jacopo Benassi, , Gasparo Tatler

Jacopo Benassi, Giardino

Jacopo Benassi, Guido Elmi

Jacopo Benassi, Luigi Ontani

Jacopo Benassi, Giardino

Jacopo Benassi, Mariuccia Casadio

Jacopo Benassi, Nino Migliori

Jacopo Benassi, Giardino

 

 

 

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La personale di Geert Goiris, composta da una selezione di stampe fotografiche di diverso formato, uno slide show e una video installazione multicanale, è presentata in un allestimento ambizioso e innovativo concepito appositamente dall’architetto Kris Kimpe, collaboratore abituale dell’artista.

Il Salone sarà occupato da moduli espositivi esagonali, alcuni chiusi, altri aperti e accessibili, ognuno dei quali ospita sulle proprie pareti fotografie o immagini in movimento. I moduli, distribuiti in maniera irregolare, offrono allo spettatore un’esperienza immersiva, lasciandogli al tempo stesso la libertà di scegliere il proprio percorso. Il termine ‘terraforming’, citato nel titolo, si riferisce all’ipotesi di rendere simili alla Terra, e dunque abitabili per gli esseri umani, pianeti diversi dal nostro, alterandone chimicamente l’atmosfera. Si tratta di un’ipotesi che a oggi risulta fantascientifica, e la cui tacita premessa non è difficile da indovinare: una profonda inquietudine circa il futuro della Terra, su cui incombe la minaccia di una catastrofe ecologica.

La mostra bolognese è in stretta relazione con la personale di Geert Goiris appena svoltasi presso la Royal Academy of Fine Arts di Anversa.

Geert Goiris. Terraforming Fantasies 

A cura di Simone Menegoi e Barbara Meneghel

Salone Banca di Bologna di Palazzo De’ Toschi

29 gennaio-24 febbraio 2019

Sara Zolla press

 

 

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In occasione dell’Art Week Bolognese, oggi, 1 Febbraio 2019, alle ore 18,30 sarà presentato presso il Cinema Multisala Odeon il libro NewFaustianWorld di Raffaele Quattrone edito da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE alla presenza dell’autore, di alcuni artisti partecipanti e di Piero Passaro, regista del documentario NewFaustianWorld realizzato da Theater 7/2 Productions e tratto dal libro omonimo. A seguire sarà proiettato il film documentario.

Il 2 e 3 Febbraio alle ore 15 sarà proiettato solo il film documentario.

In un mondo rassegnato dove il destino dell’uomo sembra essere ritornato al di fuori di quelle che sono le sue possibilità, Raffaele Quattrone coinvolge diciassette artisti internazionali con un Faustian Factor: una forte e riconoscibile identità artistica e un esasperato virtuosismo che permette loro di rivaleggiare con le infinite possibilità del computer, con la precisione della resa fotografica, con le reazioni e relazioni del video e della performance. NewFaustianWorld è il mondo di chi come il Faust di Goethe, emblema dell’uomo moderno, ha una tensione interiore che lo spinge a non accontentarsi dell’ordinario, ma a fare della straordinarietà la propria filosofia di vita, ad andare oltre, a raggiungere nuove mete, ad accettare nuove sfide.

Artisti coinvolti: Glenn Brown, Maurizio Cannavacciuolo, Andrea Chiesi, Tiffany Chung, Njideka Akunyili Crosby, Alberto Di Fabio, Kepa Garraza, NS Harsha, Songsong Li, Alessandro Moreschini, Mauro Pipani, Imran Qureshi, Terry Rodgers, Raqib Shaw, Philip Taaffe, Josep Tornero, Jan Worst

Contatti stampa:

contact@newfaustianworld.com

Cinema Odeon, Via Mascarella 3

Venerdì 1 Febbraio dalle ore 18,30 (Presentazione libro + proiezione film documentario)

Sabato 2 Febbraio ore 15 (proiezione documentario)

Domenica 3 Febbraio (proiezione documentario)

INGRESSO GRATUITO

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Giovanni Paolo Bedini. Il fascino della spensieratezza 1844-1924

Giovanni Paolo Bedini. Il fascino della spensieratezza 1844-1924, a cura di Giuseppe Mancini, sarà la prima grande antologica focalizzata sull’intera produzione dell’artista bolognese. Presenterà circa sessanta opere di provenienza pubblica e privata, a cui verranno affiancati i dipinti di maestri contemporanei a lui vicini, con l’intento di mettere in luce non solo il percorso artistico del singolo ma di offrire un più ampio spaccato del suo tempo.

Quella di Giovanni Paolo Bedini fu un’arte allegra e vivace, molto apprezzata dalla critica e lontana da qualsiasi retorica romantica, che maturò le sue peculiarità nel filone del gusto neo-rococò e medio borghese. Lavoratore instancabile, Bedini realizzò moltissime opere tra dipinti ad olio e acquerelli che trovarono largo mercato sia in Italia che all’estero.

Giovanni Paolo Bedini. Il fascino della spensieratezza 1844-1924

L’artista si formò all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove si distinse per la sua versatilità aggiudicandosi premi in Architettura (1863), Decorazione e Figura (1864), Prospettiva (1865), Pittura (1866), Figura delle statue e Anatomia (1867).I suoi esordi risalgono al 1867, quando presentò due opere alla II Esposizione triennale delle Accademie dell’Emilia. In seguito partecipò alle esposizioni di Torino (1872), Genova (1876), Firenze (1877) e Milano (1876, 1893, 1895, 1906).

Dapprima avviato alla pittura di tema storico, ben presto la abbandonò per dedicarsi alla rappresentazione della quotidianità più spensierata: le opere, caratterizzate da un tocco spedito ed efficace, si popolano di figure piene di vita, dai colori gioiosi e modellate con cura, spesso ambientate nei secoli passati, con una particolare predilezione per il XVIII secolo.

Giovanni Paolo Bedini. Il fascino della spensieratezza 1844-1924

Artista ormai affermato, nel 1894 Bedini fu chiamato a coprire la cattedra di Elementi di figura presso l’Accademia bolognese e, tra il 1907 e il 1922, fu docente e Capo di Istituto presso la Scuola Professionale per le Arti Decorative di Bologna.

La mostra, inaugurata sabato 1 dicembre 2018 presso la Sala Ercole di Palazzo d’Accursio a Bologna, sarà aperta gratuitamente al pubblico sino al 3 febbraio 2019. Per l’occasione è stato pubblicato un esauriente catalogo corredato da testi critici e immagini inedite.

Press Sara Zolla

Giovanni Paolo Bedini. Il fascino della spensieratezza 1844-1924

Per info

www.bolognaperlearti.it

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Paolo Gotti, CINA 1978. Appunti di viaggio

Inaugurata il 15 dicembre 2018 con il patrocinio dell’Istituto Confucio dell’Università di Bologna, la bella mostra fotografica di Paolo Gotti CINA 1978. Appunti di viaggio resterà aperta sino al 31 gennaio 2019.

L’esposizione consiste in una serie di scatti in bianco e nero che documentano diversi aspetti di quella che era la Cina di quarant’anni fa, e che il fotografo bolognese ha realizzato nel luglio del 1978 in occasione di un viaggio d’inchiesta organizzato dall’Istituto politico culturale Edizioni Oriente di Milano nella parte settentrionale del paese, partendo dalla capitale Pechino per poi visitare le città di Dalian, Shenyang, Changchun, Harbin e i pozzi di petrolio di Daqing, fino ai confini settentrionali della Manciuria.

Paolo Gotti, CINA 1978. Appunti di viaggio

Paolo Gotti, CINA 1978. Appunti di viaggio

L’indagine si inserisce all’interno di una situazione politica  segnata dai clamorosi avvenimenti seguiti all’arresto della “banda dei quattro” che rappresentò la fine più evidente di quel movimento politico noto come Rivoluzione Culturale, lanciato da Mao nel 1966 contro le strutture del Partito Comunista Cinese. L’obiettivo del viaggio era quello di comprendere quanto stava avvenendo e le ragioni che avevano scatenato un’inversione di rotta che avrebbe portato nel tempo a un nuovo schieramento del paese nello scacchiere internazionale, ma questo avveniva registrando non tanto i luoghi della politica quanto piuttosto quelli frequentati dalla gente comune: fabbriche, scuole e asili, quartieri urbani e zone rurali.

Paolo Gotti, CINA 1978. Appunti di viaggio

Paolo Gotti, CINA 1978. Appunti di viaggio

Paolo Gotti, CINA 1978. Appunti di viaggio

Sono queste immagini, scattate da Paolo Gotti, a immortalare alcuni tra gli aspetti più singolari della società cinese di quarant’anni fa – così diversa dalla Cina contemporanea – visti attraverso l’emozione di uno sguardo occidentale: dai mezzi di trasporto spesso bizzarri e improvvisati alle insegne disegnate con i gessetti, ai grandi pannelli illustrati con fumetti promozionali, dalle ricamatrici tradizionali alle esercitazioni delle soldatesse armate di fucile, dalle scuole speciali per bambini ipovedenti fino alle fabbriche, come quelle dei locomotori, che avrebbero portato in futuro il paese a diventare la potenza economica che oggi è.

Press Irene Guzman

Paolo Gotti, CINA 1978. Appunti di viaggio

CINA 1978. Appunti di viaggio

Temporary Gallery | via Santo Stefano 91/a, Bologna

Opening: sabato 15 dicembre ore 19.00

Periodo mostra: 16 dicembre 2018 – 31 gennaio 2019

Orari: martedì-domenica, 10.30-12.30 | 17.00-19.30 

Ufficio stampa: paologotti.press@gmail.com | + 39 349 1250956 

www.paologotti.com

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Massimo Baldini. A Tour not so Grand

L’esposizione Massimo Baldini. A Tour not so Grand che si terrà dal 9 al 22 novembre presso la Fondazione Carlo Gajani di Bologna presenterà circa 30 fotografie in bianco e nero dell’autore e sarà accompagnata da un testo introduttivo di  Attilio Brilli, autorevole studioso del Grand Tour e storico della letteratura di viaggio.

Massimo Baldini. A Tour not so Grand

In questa mostra Baldini gioca, ironicamente, sull’idea di un Grand Tour non poi così grande, come allude il titolo, nel senso che le mete dei suoi viaggi e del suoi studi con la macchina da presa non sono stati i classici luoghi da cartolina o i soliti monumenti contemplati nelle guide turistiche, ma le piccole realtà, i tanti musei nascosti, ad esempio, del nostro paese, considerati a torto minori, ma che minori non sono, perché ricchi di oggetti curiosi e autentiche poeticità.

Massimo Baldini. A Tour not so Grand

L’autore ha fotografato questi luoghi e le cose che in essi ha potuto osservare durante le sue visite. Ne ha colto, talvolta, la sottesa ironia, restituendoci un mondo popolato di oggetti che parlano attraverso la loro unicità. Mentre come viaggio di formazione culturale il Grand Tour ricercava in Italia le tracce dell’eredità classica, la mostra di Massimo Baldini perlustra invece la zona grigia delle rotte meno battute.

Sara Zolla press

Massimo Baldini. A Tour not so Grand

Massimo Baldini. A Tour not so Grand

Fondazione Carlo Gajani, via de’ Castagnoli 14, Bologna

Da venerdì 9 a giovedì 22 novembre 2018

Vernissage  venerdì 9 novembre, dalle 18.00 alle 20.00

Orari per le visite: da lunedì a giovedì, dalle 15.00 alle 19.00

Ingresso libero

 

 

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