Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘caetano veloso’

Quattro i grandi nomi del primo modernismo letterario antieuropeo nella São Paulo degli anni’20, città che diede i natali ai due più importanti fra essi: Mário de Andrade (1893-1945) e Oswald de Andrade (1890-1954), fondatore del “movimento antropofagico”, di cui fu esponente Raul Bopp (1898-1894), nativo di Tupaceretã, mentre l’ultimo, Manuel Bandeira (1886-1968), era originario di Recife.

Bandiera del Brasile: verde e giallo ricordano i colori delle antiche famiglie reali d’origine portoghese; le 27 stelle sul globo blu corrispondono agli attuali stati della Federazione e riproducono il cielo sopra Rio de Janeiro il 15 novembre 1889, inizio della Repubblica Brasiliana; la scritta “Ordem e Progresso” sulla fascia si ispira ad una frase del positivista francese Auguste Comte

Febbre, emottisi, dispnea e sudori notturni./ La vita intera che avrebbe potuto essere e che non fu./ Tosse, tosse, tosse./ Fatto chiamare il medico:/ – Dica trentatré./ – Trentatré… trentatré… trentatré…/ – Respiri/ …/ – Lei ha una caverna nel polmone sinistro/ e il polmone destro infiltrato./ – Allora, dottore, non è possibile tentare il pneumotorace?/ – No. L’unica cosa da fare è suonare un tango argentino. (Não. A única coisa a fazer é tocar um tango argentino).” Manuel Bandeira, Pneumotórax (in Poesia straniera, Portoghese e Brasiliana, Vol. 16, Roma, 2004)

Musical. La foresta brasilisca e altre foreste. Donne fertilizzanti portano colonne, architetture, ortaggi. Musica, Maestro! Materia organica! Corbeilles monumentali lanciano dal settimo cielo dei bicchieri bianchi ananassi di negre nude. Pappagalli, orsi, giaguari, struzzi, l’animale animalia. Rosacee su asparagi della platea. Condimenti. Le pudende sotto ai riflettori. Sincopi tiptappano cubismi, dislocamenti. Alterando le geometrie. Tutto si organizza, si fonde collettivo, simultaneo e nudino, una serpe, un nastro, una ghirlanda, un’equazione, passi svedesi, stringa argentine. Serafino, così è la vita.Oswald de Andrade, Serafim Ponte Grande, 1933 (Serafino Ponte Grande, Torino, 1976)

Loro intento era “brasilianizzare i brasiliani”, secondo il motto di Mário de Andrade, innovare la lingua poetica e di prosa attraverso l’uso del gergo quotidiano, scardinare la struttura consequenziale del romanzo classico, sostituendole frammenti di vari e possibili testi nello stesso libro (come appunto in Serafim Ponte Grande), sorta di esperimento cubista (“metonimico” secondo Jakobson) della parola, decostruzione peraltro attuata parallelamente, ma con esiti e presupposti diversi, anche da altri americani, del nord però, come Gertrude Stein (1874-1946) e, a livello di poesia pura che riflette su di sé, Wallace Stevens (1879-1955).

Oscar Niemeyer, Brasilia, Congresso Nazionale-Piazza dei Tre Poteri, 1958-60

Tornando ai pionieri letterari brasiliani, la spinta a ricercare un’identità nazionale attraverso l’arte, usando libertà linguistiche prima impensate nel loro paese (contemporaneamente agli studi etnomusicali di Villa-Lobos), fu indirettamente uno dei contributi concettuali della Brasilia di Lucio Costa e Oscar Niemeyer (102 compiuti!), come della bossa nova (letteralmente “voce nuova”) del musicista Antonio Carlos Jobim e del poeta Vinícius de Moraes, il cui primo esempio compiuto fu il disco Canção do amor demais (1958), in particolare la canzone Chega de Saudade, inizialmente cantata da Elizeth Cardoso e suonata da João Gilberto, altro esponente fondamentale del movimento, in quanto artefice dello stile chitarristico ad esso peculiare.

Poi, la seconda generazione di cantautori fu anche storia di resistenza alla dittatura militare (1964-84), come, fra altre cose, narra Caetano Veloso nel bellissimo Verdade tropical del 1997 (Verità tropicale, Milano, 2003).

Ma la musica, non solo brasiliana, fin dagli esordi della bossa nova, non fu più la stessa: e il mondo intero cominciò a brasilianizzarsi.

Dicionário Cravo Albin da Música Popular Brasileira

Annunci

Read Full Post »