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Posts Tagged ‘daniele torcellini’

Caro lettore, bentrovato!

Prima di invitarti alla mostra di sabato, ti comunico un paio di novità: dopo anni le mie pubblicazioni non saranno più tutti i lunedì, anzi non ci sarà un giorno fisso. Fra un pezzo e l’altro potranno pertanto passare due giorni come due settimane e anche più.

Perché?

Per gli altri miei impegni anzitutto e per riacquistare una certa freschezza e libertà e divertimento di scrittura. Se il blog, questo blog almeno, diviene un obbligo lavorativo con scadenza, meglio farne a meno.

Sicché, avendo sempre voglia di scrivere (la parola, vizio antico), scriverò quando vorrò, quando riterrò di avere una curiosità o qualcosa da dire, più che altro in ambito culturale.

A questo proposito, rispolvererò alcune rubriche da tempo trascurate e altre più pepate ne tirerò fuori dal cassetto, o meglio dalle scarpe come certi fastidiosi sassolini da scuotere via e dimenticare per strada…

Buone cose e alla prossima!

Luca

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RAM 2015

Pedagogia dello sguardo

a cura di Elettra Stamboulis

dal 12 al 27 settembre
Inaugurazione sabato 12 settembre ore 18 MAR

Ravenna, via di Roma, 13 – ingresso gratuito

Il Museo d’Arte della città di Ravenna ospita come ormai da tradizione la mostra biennale del premio R.A.M. di Ravenna e Provincia: inaugura infatti sabato 12 settembre alle ore 18 la mostra con i lavori dei vincitori della selezione RAM 2014/15. Il concorso biennale, giunto alla decima edizione, si consolida come la più importante e continuativa esperienza di valorizzazione dei giovani artisti visivi della nostra Provincia. Realizzato dal 1999 da Associazione Mirada per conto dell’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Ravenna, RAM ha costituito il trampolino di lancio per la nuova leva di artisti e creativi del nostro territorio, diventando ormai l’appuntamento più significativo per conoscere gli emergenti del territorio.

La commissione, composta quest’anno da Maria Rita Bentini, Gianluca Costantini, Sabina Ghinassi, Elettra Stamboulis e Antonella Perazza, ha individuato 7 vincitori i cui lavori saranno esposti nelle stanze al piano terra del MAR. Gli artisti in mostra sono:

Mosaico Sara Vasini (a cura di Luca Maggio)
Fotografia Nicola Baldazzi (a cura di di Maria Rita Bentini)
Scultura Victor Fotso Nyie (a cura di di Elettra Stamboulis)
Videoarte Miriam Dessì (a cura di di Daniele Torcellini)
Pittura DissensoCognitivo (a cura di di Claudio Musso)
Istallazione Caterina Morigi (a cura di di Sabina Ghinassi)
Istallazione UkiYo-E alias Silvia Bigi e Luca Maria Baldini (a cura di di Antonella Perazza)

Il tema individuato quest’anno anno è la pedagogia. Che cos’è l’arte se non anche una pedagogia dello sguardo? Partendo dall’esperienza montessoriana, che fa dell’uso del grafismo uno dei suo principali strumenti pedagogici ed educativi, attraversando le indagini narrative di Truffaut e del suo Ragazzo selvaggio, approdando ma solo per poco sulle rive del Teatro dell’Oppresso, gli artisti hanno dialogato con i curatori intercettando poi la loro personale pedagogia dello sguardo. Senza per questo dimenticare come le esperienze pedagogiche costituiscano un’eredità immateriale importante del nostro territorio.
Le opere saranno accompagnate da un testo critico specifico per ogni lavoro che verrà poi pubblicato sul catalogo collettivo di RAM in doppia versione: free press e catalogo.
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MostraAFTER AFTER 

Curatori: Felice Nittolo, Luca Maggio, Daniele Torcellini

Sede: Art Gallery “niArt”

Periodo: Ravenna, 7 – 28 aprile 2012

Finissage: sabato 28 aprile 2012 ore 18.30

Catalogo: http://afterafter02.wordpress.com/

Patrocinio: Comune e Provincia di Ravenna, Ravenna 2019

Col sostegno di: Ravennae – ori e smalti per il mosaico

 

Comunicato stampa

Si è svolta con successo l’inaugurazione della seconda edizione di After After, collettiva inerente la scena artistica ravennate che gravita intorno al mosaico, quest’anno impreziosita da alcune performances d’apertura, fra cui una composizione per piano preparato con tessere di mosaico di Matteo Ramon Arevalos, eseguita dal vivo dall’autore, e la lettura dei versi di Gregor Ferretti da parte di Franco Costantini.

Il catalogo della mostra è disponibile online al sito web http://afterafter02.wordpress.com/

Anche il finissage di sabato 28 aprile sarà caratterizzato da un momento performativo con la proiezione di un video, la presenza e l’intervento degli autori stessi, Andrea Sala e Giulia Alecci, che così introducono il proprio lavoro:

“Cosa nasce dalla trasposizione della fissità ritrattistica del sistema musivo ravennate su di corpo vero?

Come può un’organicità viva e calda accogliere e relazionarsi con la linearità geometrica della figura umana dei mosaici bizantini?

Dove si incontra l’atteggiamento storico di astrarre il corpo, che cerca una simbolicità nella quale non vi è attenzione per i caratteri somatici individuali e che arriva a costruire una rappresentazione grafica “magica” del corpo, e una performance in cui una nudità tutta tridimensionale e totalmente rivolta verso una lettura specifica della persona accoglie un reticolo di tessere?

Attraverso il disegno sul corpo dell’altro di un reticolo di mosaico si esprime inoltre un desiderio di eternità e stabilità nella relazione con l’altro, omettendo volutamente come spesso accade nelle relazioni che è inutile cercare la stabilità in un mondo e su di un corpo che è in costante cambiamento ed evoluzione.

Quello che è un esperimento, introduce poi al suo interno un romanticismo nella posa, giustificato dall’intento di render vivi quei mosaici e dal lavoro di coppia che vi è dietro. È inoltre importante ricordare a che punto in una relazione si impari a conoscere, analizzare, scomporre, frammentare e ricreare ogni singola parte del corpo dell’altro, come appunto accade in un mosaico.

L’azione di disegnare questa seconda pelle di tessere sul corpo dell’altro sarà documentata da un video che verrà proiettato in occasione della performance, nella quale gli interpreti si fermeranno per cinque minuti in un abbraccio.”

La mostra After After, curata da Felice Nittolo, Luca Maggio e Daniele Torcellini, è aperta presso la galleria d’arte niArt dal 7 al 28 aprile 2012 ed espone opere di Matteo Ramon Arevalos, Raffaella Ceccarossi, Silvia Danelutti, Naghmeh Farahvash Fashandi, Filippo Farneti, Simone Gardini, Samantha Holmes, Sergio Policicchio e Andrea Sala.

L’esposizione è visitabile nei giorni di martedì, mercoledì e sabato dalle 11.00 alle 12.30 e nei giorni di giovedì, venerdì e sabato, dalle 17.00 alle 19.00, oppure su appuntamento chiamando il numero (+39) 338 2791174.

Info: Art Gallery “niArt”

Catalogo online: http://afterafter02.wordpress.com/

After After 2012, foto Rafael Puerto Dominguez

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MostraAFTER AFTER

Curatori: Felice Nittolo, Luca Maggio, Daniele Torcellini

Sede: Art Gallery “niArt”

Periodo: Ravenna, 7 – 28 aprile 2012

Inaugurazione: sabato 7 aprile 2012 ore 18.30

Patrocinio: Comune e Provincia di Ravenna, Ravenna 2019

Col sostegno di: Ravennae – ori e smalti per il mosaico

Comunicato stampa

Continua anche quest’anno l’indagine di After After sulla scena artistica ravennate che gravita intorno al mosaico, progetto arrivato alla sua seconda edizione, sempre per la cura di Felice Nittolo, Luca Maggio e Daniele Torcellini, presso la galleria d’arte niArt dal  7 al 28 aprile 2012.

Lungo il decennio 1991 – 2001, Felice Nittolo aveva ideato il progetto After dedicato agli allora neodiplomati dell’Istituto d’Arte per il Mosaico “G. Severini”, per verificare e nello stesso tempo andare oltre le possibilità raggiunte dai ragazzi grazie agli insegnamenti appresi durante il percorso scolastico.

Dopo l’intervallo di un decennio, lo scorso anno After After ha ripreso le fila di quel discorso ora rivolto sia ad alcuni di quegli ex studenti, nel frattempo divenuti artisti espressivamente autonomi, sia ad artisti di generazione più recente ma sempre di formazione ravennate e non a caso provenienti dall’Accademia di Belle Arti della città.

L’edizione attuale vuole approfondire la riflessione intrapresa intorno alla natura, alla libertà e alle possibilità del pensiero musivo in relazione al vasto contesto dell’arte contemporanea di cui è parte.

Quest’anno inoltre la rassegna sarà arricchita da alcuni momenti performativi: i primi due il 7 aprile, giorno dell’inaugurazione, da una parte con la musica inedita per piano preparato di Matteo Ramon Arevalos e dall’altra con la lettura di un testo poetico di Gregor Ferretti curata da Franco Costantini; il finissage del 28 aprile vedrà la proiezione di un video di Andrea Sala e Giulia Alecci, con la presenza e l’intervento degli autori.

In mostra saranno esposte le opere di Matteo Ramon Arevalos, Raffaella Ceccarossi, Silvia Danelutti, Naghmeh Farahvash Fashandi, Filippo Farneti, Simone Gardini, Samantha Holmes, Sergio Policicchio e Andrea Sala.

L’esposizione sarà visitabile nei giorni di martedì, mercoledì e sabato dalle 11.00 alle 12.30 e nei giorni di giovedì, venerdì e sabato, dalle 17.00 alle 19.00, oppure su appuntamento chiamando il numero (+39) 338 2791174.

Felice Nittolo – niArt Gallery

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Accademia di Belle Arti di Ravenna, facciata e ingresso principale presso Via delle Industrie, 76

Maria Rita Bentini (Ravenna, 1959): sei stata coordinatrice didattica dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna dal 2008 sino all’ottobre 2011. La maggior parte dei giovani artisti che sto intervistando per questa rubrica, di provenienza nazionale ed estera, sono usciti da questa Accademia, scelta proprio per specializzarsi sul mosaico, con un’offerta didattica ormai riconosciuta anche a livello internazionale.

A questo proposito, ti chiedo di tracciare un bilancio generale di questo triennio, di ciò che è stato fatto e di cosa si potrebbe, anzi, si dovrebbe ancora fare.

Piuttosto che un bilancio mi piacerebbe far scorrere rapidamente, a memoria, le immagini di quanto accaduto in questi tre anni così intensi di esperienza. Partendo da una considerazione precedente a questo mio impegno.

Vivevo a Ravenna (anche continuando a insegnare all’Accademia di Bologna) e in città prendevo parte attiva alla vita della ricerca artistica contemporanea: mostre, incontri, progetti. Ma registravo di frequente che l’Accademia non c’era. Sì, qualche volta se ne parlava, ma era come se fosse confinata ai margini della vita culturale della città. Molti ravennati frequentavano l’Accademia a Bologna, o continuavano gli studi artistici a Milano, a Venezia. Dopo gli anni di D’Augusta e di Dragomirescu, non vedevo segni della sua presenza in città, e non soltanto perché era stata trasferita la sede dalla Loggetta Lombardesca in via delle Industrie.

Sono arrivata dopo mesi in cui si diceva: “l’Accademia di Ravenna chiude”. Il Comune di Ravenna aveva deciso di fare un accordo con l’Accademia di Bologna che prevedeva una collaborazione tra le due Accademie e la scelta di concentrare l’’offerta formativa sul mosaico contemporaneo. Non mi ero mai particolarmente interessata né all’Accademia di Ravenna, né al mosaico contemporaneo. Quando avevo curato mostre come la personale di Leonardo Pivi nel 2005 per il Museo d’Arte della Città, il progetto non era partito dal mosaico ma dai linguaggi contemporanei, dalla loro ibridazione – Pivi con la Lara Croft e gli altri personaggi virtuali del suo immaginario era un perfetto outsider del mosaico ravennate -, anche se poi ne era uscita una mostra bellissima (di mosaici) che sorprese.

A metà novembre 2008, il Direttore chiese a me e ad alcuni docenti ravennati a Bologna  di lavorare anche a Ravenna e di scommettere su un rilancio dell’Accademia. Conoscevo l’assessore Stamboulis e la sua competenza perché da anni collaboravo con RAM, il concorso dei giovani artisti ravennati del circuito nazionale G.A.I., stimavo i colleghi (Babini, Cucchiaro, Nicosia e gli altri), così ho accettato questa sfida.

Frame video di Marisa Monaco, supervisione di Yuri Ancarani

Come coordinatrice ho subito messo le mie energie con quelle di chi voleva che l’Accademia di Ravenna ripartisse, c’erano anche nuovi docenti come Dusciana Bravura, Sabina Ghinassi, Felice Nittolo. Molti i problemi e le cose da fare, ma tante le idee nuove. Bisognava riformulare i vecchi piani di studi sperimentali, anche il Corso di Mosaico avrebbe chiuso se non si adeguava. Poi, perché non affiancare al Mosaico le nuove tecnologie? Così è comparso il corso di New Media, con Yuri Ancarani. E Fotografia, con Guido Guidi, doveva restare. Tra i nuovi docenti sono arrivati Daniele Torcellini, l’arch. Antonio Troisi, Alessandra Andrini, Viola Giacometti.

Per la prima mostra di fine anno intitolata Oralities ci siamo uniti a un progetto europeo della città e a un evento bellissimo come il Festival delle Culture, poi ci sono state le rassegne che hanno presentato le novità più belle del mosaico dell’Accademia nella cornice di RavennaMosaico: Doppio gioco, Life is Mosaic! E infine Avvistamenti, che si è chiusa da poco. Ma era necessario valorizzare l’Accademia anche a livello nazionale, così abbiamo partecipato al Premio delle Arti: i giovani artisti da Ravenna sono stati subito selezionati e Silvia Naddeo, lo scorso anno, ha vinto il Primo premio per la Decorazione con la sua “carotona” (l’opera Eat meat, 2009, n.d.r.) a mosaico. Una bella soddisfazione, anche perché la commissione era davvero di alto profilo, presieduta da Anna Mattirolo, Direttrice del MAXXI Arte, e con Laura Cherubini tra i componenti. Quest’anno alla Biennale di Venezia c’era un evento speciale del Padiglione Italia dedicato ai giovani artisti di talento usciti dalle Accademie italiane: ecco, abbiamo partecipato, e anche dall’Accademia di Ravenna sono stati selezionati due artisti.

Peter Greenway al Teatro Alighieri di Ravenna, 24.11.2009

Poi gli eventi e i progetti particolari: Peter Greenaway al Teatro Alighieri, con un pubblico straordinario, per la lectio magistralis all’apertura dell’anno accademico 2009-2010, la presentazione del volume dedicato ai centottant’anni dell’Accademia un anno fa  (allora il nostro testimonial-ex allievo fu Giuseppe Tagliavini, premio Oscar effetti speciali di Avatar). La giornata per Albe Steiner – grazie a Massimo Casamenti! -, il designer che con la sua cultura del progetto ha influenzato anche molti creativi del territorio, con la bellissima testimonianza della figlia Anna e il film che documentava la sua avventura di uomo e di artista. Eventi aperti a tutta la città che hanno cominciato a fare sentire che l’Accademia c’è e che la sua presenza rende più attiva e giovane la vita culturale di Ravenna.

Draghiland, 23.10.2011

Il murales dedicato alla Poderosa, presentato al pubblico prima di essere spedito a Cuba, Draghiland che stava benissimo nel giardino del Complesso residenziale La Compagnia di san Giorgio a cui gli allievi avevano lavorato per tutta un’estate, i preziosi  totem musivi per il Sistema Museale della Provincia. E altro ancora accanto al Mosaico, perché in Accademia ci sono tanti altri corsi come Pittura, Decorazione, Plastica ornamentale, Incisione. Penso alla collaborazione dell’Accademia con il Premio OPERA/Fabbrica, un concorso a tema per giovani artisti promosso dalla CGIL. O all’etichetta del vino M.O.M.A. che, dopo essere stata dedicata a Morandi, è ora quella di un’allieva dell’Accademia di Ravenna, il cui progetto è stato scelto prima da una commissione presieduta dal Direttore del MAMbo, poi votato on-line come il migliore.

Totem musivi per il Sistema Museale della Provincia di Ravenna, 2011

C’è stata la mostra Elogio della mano al Mar, disegni anatomici provenienti dall’Accademia di san Pietroburgo, per coltivare un nuovo rapporto internazionale. E l’incontro con le realtà teatrali: Chiara Lagani (Fanny & Alexander), Motus, Kinkaleri, Edoardo Sanchi (sono sue le scene dell’Avaro delle Albe). Ne è nata la mostra di fine anno 2010 insieme a “Ravenna viso in aria”, in un week end di full immersion con le energie delle realtà teatrali del territorio. Nella stessa primavera, in collaborazione con il Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’arte dell’Accademia di Bologna diretto da Cristina Francucci, abbiamo promosso un ciclo di cinque conferenze dedicate al tema arte-museo-scuola che si sono svolte al Mar: sono state presentate esperienze molto innovative come quella della sezione didattica del Castello di Rivoli a Torino, del Palazzo delle Esposizioni a Roma, del MAMbo a Bologna, offrendo coordinate nuove alla didattica dell’arte di cui ha tanto bisogno questa città.

L’ultima slide che ho in mente è per il Premio Tesi. Ho subito pensato a un Premio per individuare gli allievi più promettenti ma soprattutto per dare a loro la possibilità di crescere, “fuori”. Così lo abbiamo chiamato Starting Point!   Il primo anno alla Ninapì, poi al Museo Carlo Zauli di Faenza e infine al Palazzo della Provincia ravennate, Cripta e Giardini pensili: una mostra come premio, ma anche qualcosa di più. Piuttosto che i docenti ho voluto dei giovani critici all’opera, che hanno selezionato e presentato i giovani artisti vincitori.  È stato un contatto che ha fatto scaturire molte nuove aperture. La rivista Solo Mosaico ha arricchito questo premio con una residenza a San Pietroburgo e Mosca, dando al migliore del Mosaico un’ottima possibilità di sviluppare un proprio progetto per cominciare a prendere il volo.

Premio Tesi 2010, assegnazione del Premio Solo Mosaico (sulla destra si riconoscono Roberta Grasso e Silvia Naddeo)

Ecco, sì, sono nati nuovi talenti. Grazie all’esperienza didattica di tanti docenti dell’Accademia, ma anche (credo) dalle stimolanti occasioni create in questi tre anni.

Pensa che al Premio Giovani Artisti e Mosaico promosso quest’anno dal Museo d’arte della Città, tra i dieci selezionati in mostra ben quattro venivano dall’Accademia, e la vincitrice (per l’opera che ha utilizzato il mosaico in modo non convenzionale) è stata Samantha Holmes: un anno fa era venuta da New York in Accademia proprio per imparare il mosaico.

Quello che si potrebbe ancora fare? Meglio dirti quello che NON si dovrebbe fare: tornare indietro.

Settembre 2011: prima dell’inizio del nuovo anno accademico 2011-2012 hai deciso di non rinnovare la disponibilità del tuo incarico: una rinuncia o una presa di posizione? Quali ragioni ti hanno portata a questa scelta?

Chi mi conosce sa che quest’ultimo anno, in particolare, è stato durissimo. Non dico che gli anni precedenti siano stati una passeggiata, specie per contrastare la logica di chi, dalla logica del “tanto peggio tanto meglio”, cerca di ottenere alcuni vantaggi . Ma la ragione di questa scelta è molto semplice. Nell’esperienza fatta ho visto molte potenzialità e molti limiti, diciamo ostacoli, che hanno “bruciato” molte, troppe energie.

Per me queste potenzialità devono essere aiutate sia incrementando la qualità dei percorsi legati al Mosaico, sia formulando qualche nuova ipotesi. Accanto al Mosaico l’Accademia dovrebbe offrire spazio ad altre esperienze e linguaggi, in particolare coinvolgendo realtà molto vive nel territorio, come il teatro contemporaneo, la fotografia. Non parlo solo di nuove risorse necessarie, ma di andare più chiaramente in una certa direzione. Quando i soldi sono pochi bisogna sempre usarli con più intelligenza. Lasciare andare le cose senza fare buone scelte, non porta da nessuna parte, anzi.

Accademia Belle Arti Ravenna Centottant'anni, Longo Editore Ravenna, 2010

In tutti questi mesi mi sono chiesta e ho chiesto con insistenza: Quale visione dell’Accademia? Quale l’importanza nel sistema del contemporaneo della città e in Romagna dell’Accademia?

Per me dalla risposta a queste domande dipende il futuro di questa Istituzione. Piccola ma importante perché legata al territorio, anche se in stretto rapporto con l’Accademia di Bologna. Importante per il Mosaico, visto che ormai l’Istituto d’arte Severini è divenuto Liceo, perdendo la sua specificità, e che dunque l’Accademia resta l’unico luogo di  formazione  legato al Mosaico. Importante se Ravenna vuole crescere davvero nella sua dimensione contemporanea verso la Candidatura a Capitale europea della Cultura nel 2019.

Silvia Naddeo, QrCode Ravenna 2019

Perché, infine, tanto sostegno  all’Università, tanta attenzione alla sua qualità, e non all’Accademia?

Ho visto l’assenza di scelte, l’Accademia completamente in mano a funzionari le cui azioni hanno davvero poco a che fare con la realtà dell’arte contemporanea. D’altra parte il fatto stesso di essere molto attivi, di impegnarsi per cercare di cambiare la stagnazione, com’è accaduto in questi tre anni a me e ai miei colleghi, apre molti canali di stima e buone collaborazioni all’esterno, ma può provocare effetti collaterali.

Ho esposto queste mie considerazioni a Bologna, tutte ascoltate e raccolte mentre lo stesso mio incarico è stato poi assegnato a Maurizio Nicosia, spero che la verifica in corso questi mesi porti a una svolta positiva. A Ravenna continuo a insegnare Storia dell’Arte contemporanea e a seguire con attenzione come l’Accademia viene gestita. Ora, per esempio, mi preoccupano le scelte che hanno riguardato il Biennio: se non si cura bene l’offerta formativa, che diranno i numerosi nuovi iscritti? La migliore pubblicità di una scuola è il buon andamento delle cose, per questo l’Accademia deve essere curata bene.  Intanto non vedo più tra i docenti Dusciana Bravura, Yuri Ancarani, Daniele Torcellini e Piercarlo Ricci, docente di 3D, che in Accademia ha fatto un gran lavoro anche allestendo un’ottima aula multimediale. Non si può perdere tempo, così si rischia di cancellare ogni buona novità.

Infine, una domanda alla storica e alla critica d’arte Bentini: nella diluizione artistica e identitaria contemporanea, cosa è il mosaico oggi, quale ruolo ha? E quale il suo futuro, pur sapendo che come ogni arte da sé va crescendo e si va regolando o negando?

Ho già avuto modo, negli ultimi mesi, di esprimermi pubblicamente su questi punti.

Kaori Katoh, Fioritura, 2010

Il mosaico deve essere sdoganato, nella visione di chi lo pratica e anche di chi lo promuove, come un linguaggio visivo, uno dei molti praticati oggi dagli artisti. E come ogni linguaggio anche il mosaico cresce, prolifera, si contamina, divenendo uno strumento ricco di possibilità per gli artisti. Surplus di materia, luce-colore, frammentazione-ricomposizione, lentezza esecutiva, sono aspetti costitutivi del mosaico.  Antichi e up-to date. Ma ad una condizione. La tecnica (penso al mosaico ravennate) deve essere tramandata, ma al tempo stesso deve essere attaccata da visioni sperimentali, che nascono da sguardi e da attitudini “esterne” appartenenti alle estetiche contemporanee. La “diluizione” artistica oggi è il flusso inarrestabile di immagini che non trova alcun argine nelle categorie tradizionali, viviamo una mutazione dell’immaginario collettivo data dalle nuove tecnologie. Su questo occorre prendere posizione (Bauman stesso, che ha parlato di modernità liquida, ce lo ha ricordato proprio in questi giorni a Ravenna, sottolineando il ruolo del “locale”), ma le coordinate identitarie contemporanee si  ridefiniscono sempre più in tal senso. Senza queste aperture  il mosaico si trasforma in un esercizio di stile altamente artigianale, magari protetto in un piccolo angolo del mondo, Ravenna.

Da dieci anni ormai a Faenza si fanno esperienze che hanno trasformato la ceramica in un terreno molto fecondo di esperienze contemporanee. Mi ricordo bene dell’opera di Sislej Xhafa, arrivato a Faenza per una residenza d’artista al Museo Carlo Zauli: si era appropriato della materia, per lui nuova, passando in ceramica la mail con la quale era stato invitato a fare quell’esperienza. In quel passaggio c’era tutta la densità di un incontro, di un nuovo punto di vista. È stato salutare anche il progetto che hai di recente curato insieme a Torcellini: l’Equazione impossibile genera nuovi pensieri, dunque nuove pratiche. La performance sonora di Malatesta che ha tradotto il mosaico dei CaCO3, a sua volta in dialogo con lo spazio del Battistero degli Ariani, le immagini ieratiche e il fulgore degli ori della cupola del VI secolo, è  in tal senso un’esperienza bellissima.

Penso che il ruolo dell’Accademia a questo proposito potrebbe essere molto importante, ma, come dicevo prima, in questa città bisogna fare buone scelte.

Bric-à-Brac accademiaravenna.net – Il blog dell’Accademia di Ravenna

Accademia di Belle Arti di Ravenna

Maria Rita Bentini alla Biennale di Venezia del 2007

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MARTE Associazione Culturale

Domenica 20 novembre chiude  O(Ax) = dO(Am) Equazione Impossibile, prima mostra dell’Associazione Culturale Marte, con una performance musicale di Enrico Malatesta all’interno del Battistero degli Ariani a Ravenna, ore 16.30.

Chiunque voglia partecipare si ritenga invitato!

È forse ancora presto per tirare somme e bilanci di un’operazione complessa com’è stata questa esposizione itinerante inserita all’interno di RavennaMosaico 2011 e che ha tenuto impegnato per un intero anno il gruppo di lavoro di cui faccio parte e sono socio fondatore insieme a Luca Barberini, Giuseppe Donnaloia, Âniko Ferreira da Silva, Arianna Gallo, Takako Hirai, Pavlos Mavromatidis, Flavia Pelosi e  Daniele Torcellini, primo ideatore del progetto.

Ricordo per sommi capi che si è trattato di un ribaltamento del tradizionale ruolo di mero esecutore assegnato al mosaico, infatti il senso del titolo è tutto qui: O(Ax) = dO(Am), ovvero l’opera di un artista x è uguale alla derivazione dell’opera di un artista mosaicista.

I 10 mosaici scelti quali bozzetti, in realtà opere finite esse stesse, sono stati tradotti, ovvero metabolizzati e traditi, in forma di pittura, performance, video arte, installazioni plastiche, fotografiche, etc., da altrettanti artisti di varie provenienze (il decimo è Malatesta, che si ispira a un lavoro dei CaCO3 come già gli Orthographe, nel suo caso per metterlo in musica) selezionati durante numerosi incontri, talvolta scontri dialettici, per cercare di far emergere chiara e potente l’idea che marte ha del mosaico: un’arte, o meglio un linguaggio al pari degli altri artistici, tanto che da esso può derivare altra arte, a sua volta indipendente e potenzialmente traducibile con altri mezzi, in una derivazione-generazione (o degenerazione creativa) infinita.

Ciò che talvolta non è possibile dimostrare con la bellezza delle leggi matematiche, può riuscire, e carico di futuro, in arte.

O(Ax) = dO(Am) Equazione Impossibile – Il blog della mostra

Marte Associazione Culturale – Pagina Facebook

marteassociation@gmail.com

Video Intervista rilasciata a Ravenna Web TV il 4 novembre 2011

Opere:

Luca Barberini, Folla (particolare), 2009

janesfonda, afterfolla, 2011 (After Luca Barberini)

Jo Braun, Mosaic Plastered Over (MoPO), 2010

Filippo Farneti, Deleting memory (particolare), 2011 (After Jo Braun)

CaCO3, Immersione (progetto site-specific), 2011

Enrico Malatesta, After CaCO3, 2011

CaCO3, Organismo n.19, 2011

Orthographe, senza titolo, 2011 (After CaCO3)

Arianna Gallo, Lens, 2009

David Loom, Revolve, 2011 (After Arianna Gallo)

Takako Hirai, Istinto, 2011

Giorgia Severi, Juniperus Chinensis Stricta, 2011 (After Takako Hirai)

Andrej Koruza, Tessera e Fuga #6 (particolare), 2008

Filippo Pirini, pǝɟɹɐƃ, 2011 (After Andrej Koruza)

Julian Modica, Surface sensible, 2006

NASTYNASTY©, Ario’s Bubbles Vision (QR), 2010 (After Julian Modica )

NASTYNASTY©, Ario’s Bubbles Vision, 2010 (After Julian Modica)

Atsuo Suzumura, Battaglia di Okehazama, 2002

Serena Nostini, Naginata 2.0, 2011 (After Atsuo Suzumura)

Matylda Tracewska, Black Square II, 2011

Takahiro Watanabe, Una sedia (particolare), 2011 (After Matylda Tracewska)

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MARTE Associazione Culturale

Premessa: inaugura oggi alle 18.00 in piazzetta Ariani a Ravenna la prima mostra dell’Associazione Culturale Marte, nata nel maggio 2011 e della quale sono socio fondatore insieme ad altri critici e artisti.

Si tratta di un progetto di “contro mosaico”  in esposizione presso più sedi pubbliche e private, del quale rendo noto comunicato stampa e info.

Mostra: O(Ax) = dO(Am)Equazione Impossibile
Da un’idea di: Daniele Torcellini
Cura e organizzazione: Marte Associazione Culturale
Sedi : Mar – Museo d’Arte della Città di Ravenna, Battistero degli Ariani, Longo Souvenir, Ostello Galletti Abbiosi
Periodo: Ravenna, 5 – 20 novembre 2011 nell’ambito della seconda edizione del Festival Internazionale di Mosaico Contemporaneo Ravenna Mosaico
Inaugurazione: venerdì 4 novembre 2011 ore18.00 a partire da Via degli Ariani 18, Longo Souvenir;ore 19.00 performance di Filippo Pirini, Via Diaz 34-66
Finissage: domenica 20 novembre 2011 ore 16.30 performance di Enrico Malatesta, Battistero degli Ariani
Con la collaborazione di:  Comune di Ravenna, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini, CIDM, Mar – Museo d’Arte della Città,Ravenna Teatro – Teatro Rasi, Ostello Galletti Abbiosi, Longo Souvenir
Con il sostegno di: Comune di Ravenna
Ingresso: Gratuito

Il progetto di mostra O(Ax) = dO(Am) Equazione Impossibile, nato da un’idea di Daniele Torcellini e curato dall’Associazione Culturale Marte è in programma a Ravenna dal 4 al 20 Novembre 2011, nell’ambito del Festival Internazionale RavennaMosaico, presso il Mar – Museo d’Arte della Città, il Battistero degli Ariani, Longo Souvenir e Ostello Galletti Abbiosi. Il progetto intende indagare i concetti di originalità e derivazione nell’arte, attraverso una riconsiderazione del ruolo, del valore e dell’utilizzo della tecnica del mosaico in rapporto ad altre tecniche d’arte. Il progetto intende capovolgere una delle caratteristiche tradizionalmente associate al mosaico, ovvero quella di essere esclusivamente uno strumento di traduzione di idee originali, come bozzetti pittorici di artista o progetti di design.

Le opere esposte nell’ambito della mostra O(Ax) = dO(Am) Equazione impossibile testimoniano un rovesciamento dei tradizionali ruoli di ideatore ed esecutore, originale e derivazione. Ora sono le opere a mosaico a fare da bozzetto e ad essere oggetto di traduzione, ma anche appropriazione, interpretazione, ispirazione e mistificazione attraverso altri linguaggi artistici: pittura, fotografia, scultura-installazione, musica, video-arte, performance, etc.

L’esposizione prevede che le opere a mosaico non siano esposte, incluse solo fotograficamente nel catalogo di mostra. Ad essere esposte sono esclusivamente le traduzioni, in quanto opere dalla piena autonomia espressiva. In questo modo s’intende sia porre al centro della scena, sia escludere il mosaico – e con esso il concetto di originalità – dall’operazione artistica, in quella progressiva catena di creazione che vede l’arte nascere dall’arte.

Artisti Mosaicisti: Luca Barberini, Jo Braun, CaCO3, Arianna Gallo, Takako Hirai, Andrej Koruza, Julian Modica, Atsuo Suzumura, Matylda Tracewska.

Artisti Traduttori: Filippo Farneti, janesfonda, David Loom, Enrico Malatesta, NASTYNASTY©, Serena Nostini, Orthographe, Filippo Pirini, Giorgia Severi, Takahiro Watanabe.

O(Ax) = dO(Am) Equazione Impossibile – Il blog della mostra

Marte Associazione Culturale – Pagina Facebook

marteassociation@gmail.com

+39 329 8194477

Intervista sul settimanale Ravenna & Dintorni

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Premessa: di seguito la seconda e ultima parte della presentazione critica in catalogo della collettiva musiva AFTER AFTER, curata da Felice Nittolo, Daniele Torcellini e da me. L’esposizione è attualmente in corso sino al prossimo 16 aprile 2011 presso Art gallery niArt di Ravenna.

Before AFTER AFTER (parte seconda) di Luca Maggio e Daniele Torcellini

Daniele 28/02/11 21.50

…ti riferisci all’articolo su Ravenna e Dintorni? Sì, io preferisco ragionare sul concetto di cultura visuale… anche se forse questo stesso concetto è solo una moda passeggera utile a rinfrescare una disciplina che mostra alcuni acciacchi… e sarà destinato ad essere superato come altre mode passeggere… e comunque sì… meglio spostare lo sguardo, come hanno fatto questi giovani artisti…

Luca 28/02/11 21.53

…infatti, tenendo presente che in quanto artisti del 2011 sono più emancipati nell’uso e nella combinazione dei linguaggi, o meglio aggiornati sulle possibilità odierne, senza particolari restrizioni, a parte l’onestà e la singolarità del proprio percorso…

Daniele 28/02/11 21.55

…ieri stavo riflettendo sul fatto che questi artisti sono usciti tutti da una formazione prevalentemente orientata al mosaico ed ognuno di loro ha prodotto e produce risultati differenti. Chi realizza opere strutturalmente musive, chi opere decorativamente mosaicate, chi opere che hanno solo un riferimento alla poetica del mosaico e chi opere che non hanno più nulla a che vedere con il mosaico…

Luca 28/02/11 22.01

verissimo: dovrebbero farsene una ragione coloro che pontificando ritengono il mosaico morto e finito e in realtà non conoscono quanto siano stati fertili anche solo gli ultimi dieci anni! Aveva ragione Catullo: “le chiacchiere dei vecchi inaciditi non stimiamole che un soldo bucato…”. Questa testimonianza che sarà After After dimostra proprio il contrario: tuttora si può partire dal mosaico più tradizionale, ma nulla osta a far sparire le tessere, a creare un mosaico solo virtuale (che sembra ma non è, anche se poi, essendo visibile, in effetti è, rimanda a… e qui si aprirebbero discorsi semiotici: ecco dove può anche condurre il mosaico-non mosaico contemporaneo…), per non dire di altre ricerche che interpretano la tessera in senso lato… o ancora chi ne costruisce andamenti inediti…

Daniele 28/02/11 22.02

…mmmhh… io penso che parlare del fatto che il mosaico è vivo sia come parlare del fatto che la pittura è morta… mosaico e pittura sono linguaggi, tecniche, non sono né morte né vive… le loro possibilità espressive dipendono dalla mano e dalla mente dell’artista… che poi dal loro utilizzo, come dall’utilizzo di qualunque altro mezzo, si possa arrivare ad un’opera d’arte, questo è da discutere, caso per caso, nel tempo, nel mercato e in ogni altra sede dove la definizione di artisticità possa avere un senso o un’utilità…

Luca 28/02/11 22.04

sul mercato preferirei glissare, per me non è un criterio valutativo affidabile (se non per autori storicizzati, e anche lì…), ma una banderuola quando non una bolla, a volte con preconcetti che ancora pesano e ingiustamente proprio sul mondo del mosaico artistico… mentre sulla definizione di artisticità… non so cosa vuoi/voglia dire, rispetto anche a quanto ci siamo scritti prima… riguardo al fatto che mosaico, pittura etc. sono linguaggi/tecniche e in quanto tali né vivi né morti, siamo d’accordo: ogni tanto salta fuori qualcuno col leitmotiv “l’arte è morta”: molto banalmente, finché esisterà l’uomo sul pianeta esisterà l’arte, che essendo espressione e pensiero vivo dell’uomo, miscela di carne mente mani e tempo umani, muta col trascorrere del tempo, necessariamente, o saremmo ancora qui a copiare statue greche o le colombine di Galla Placidia… il che è sempre possibile, magari attraverso il filtro dell’ironia, altro formidabile e feroce mezzo dell’intelligenza: mettere un paio di baffi alla Gioconda e il mito è denudato… ecco se l’uomo si estinguesse mi spiacerebbe quasi più per la scomparsa dell’ironia: in sé la natura non lo è, ironica intendo… ma non voglio andare troppo fuori tema… torniamo al nostro mosaico…

Daniele 28/02/11 22.07

…opere che ingannano, serialità, opere fatte di tessere che non sono mosaici, opere che possono essere mosaici ma non di tessere, realismi e astrazioni, tradizionalismi e sperimentazioni. Le possibilità espressive si inseguono e si intrecciano le une alle altre senza soluzioni di continuità… è il senso della vista quello che più viene solleticato in questa mostra…

Luca 28/02/11 22.08

sono d’accordo, ma proprio per la natura di queste opere, come accennavo poco fa, sono propenso a leggerle anche a livello semiologico e di rottura (o evoluzione) semantica in più di qualche caso… ma probabilmente sono mie deformazioni professionali, o meglio passionali… l’artista oggi sa che può fare e fa senza porsi limiti (ma anche questo non è vero sino in fondo o non sarebbe forse il limite dei limiti?)…

Daniele 28/02/11 22.09

…Luca come pensi di lavorare sul testo critico per la mostra?

Luca 28/02/11 22.10

…sai, io stavo pensando a qualcosa a quattro mani… che ne dici?

Daniele 28/02/11 22.11

…mmmhhh… a quattro mani? non sono molto convinto… abbiamo due modi di scrivere molto diversi l’uno dall’altro…

Luca 28/02/11 22.12

e se pensassimo a qualcosa come un dialogo?

Daniele 28/02/11 22.12

…ecco! anche io stavo pensando ad un dialogo!!!

Luca 28/02/11 22.13

e anche da un punto di vista critico, trattandosi di una collettiva, anziché fare il solito elenco della spesa con relative due righe a testa, può essere più stimolante costruire un dialogo cercando le linee comuni, se esistono, fra personalità così differenti e originali.

Daniele 28/02/11 22.15

…bene bene! vada per il dialogo!… o altrimenti una chattata su skype? eh eh…

Luca 28/02/11 22.15

ma sì, perché no?

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Art gallery niArt – Ravenna

Ravenna Web TV – video intervista ai tre curatori

Ps. Il linguaggio del mosaico è da molti anni veicolo di un intenso scambio tra Ravenna e il Giappone e molto nutrita è la presenza di artisti di provenienza giapponese che ha gravitato e che gravita intorno a Ravenna. È anche per questo motivo che si è deciso di mettere in vendita il catalogo della mostra al prezzo di € 5: il ricavato delle vendite sarà devoluto alla croce rossa del Giappone.

Atzuo Suzumura, Akatonbo, 2008

Gianluca Costantini, Opus cotidianum, 2009 (cartone di G. Costantini, realizzazione studio Koko Mosaico)

Mattia Battistini, Tigre, 2003

Luca Barberini, White collars, 2011

Takako Hirai, Istinto, 2011

Valeria Ercolani, 22, 2011

Filippo Tazzari, 2012, 2011

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