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Dario Bellezza (Roma, 1944-1996)

Dario Bellezza (Roma, 1944-1996)

 

“I poeti animali parlanti
sciagurano in bellezza versi
profumati – nessuno li legge,
nessuno li ascolta. Gridano
nel deserto la loro legge di gravità.”

Dario Bellezza (1944-1996)

 
“Questo nel dolore è compimento felice.
Chi ama la vita lo conservi e bruci,
ma resti impassibile, di marmo
a contemplare la sventura mia
e il disinganno. Ché solo morte
esiste e a lei m’affido, tranquillo
negatore terrestre delle Stelle.”

Dario Bellezza (1944-1996)

 

Ps. Fu circa a metà anni ’90 che vidi Dario Bellezza al Costanzo Show. Era già malato, ma sempre combattivo. E pagò anche la scelta di apparire in quel salotto, visto che si attirò non poche e ingiuste e feroci critiche anche sulla sua opera. Ma oggi (e domani) restano i suoi versi, il suo nome, non quello dei suoi denigratori. Perché i poeti sono anime di verità, profeti e visionari e matti e rabdomanti e fragilissimi e arrabbiatissimi e sconfitti, solitari e antipatici e amabilissimi inascoltati necessari “animali parlanti”.

Caro poeta, io non ti dimentico.

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Poesia è/ il grido che grideremmo/ al risveglio in una selva oscura/ nel mezzo del cammin/ di nostra vita (…) Poesia è tutto/ quanto alato canta (…) Poesia è una voce di dissenso/ contro lo spreco di parole/ e la pletora folle della stampa (…) È una foto di Ma’/ in reggiseno Woolworth/ che guarda dal vetro/ un giardino segreto (…).Lawrence Ferlinghetti, da Cos’è la poesia (Mondadori, Milano, 2002)

Lawrence Ferlinghetti

Wislawa Szymborska

Ad alcuni piace la poesia/ ad alcuni- non a tutti./ E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza./ Senza contare le scuole, dov’è un obbligo,/ e i poeti stessi,/ ce ne saranno forse due su mille./ Piace-/ ma piace anche la pasta in brodo,/ piacciono i complimenti e il colore azzurro,/ piace una vecchia sciarpa,/ piace averla vinta,/ piace accarezzare un cane./ La poesia-/ ma cos’è mai la poesia?/ Più d’una risposta incerta è stata data in proposito./ Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo come all’àncora d’un corrimano.” Wislawa Szymborska, da La fine e l’inizio (Scheiwiller, Milano, 1998)

Hans Magnus Enzensberger

(cosa bella cosa/ nome contro cosa/ se l’idea ti acchiappa/ ti mette nella pappa/ se la cosa acchiappa te/ vince il papa vince il re)Angelo Lumelli, da Cosa bella cosa (Guanda, Milano, 1977)

Un gran peso/ le poesie non l’hanno./ Fintanto che sale, la palla da tennis,/ è, mi pare,/ più leggera dell’aria.” Hans Magnus Enzensberger, da Più leggeri dell’aria (Einaudi, Torino, 2001)

L’aria l’è cla ròba lizìra/ ch’la sta datònda la tu tèsta/ e la dvénta piò cèra quant che t’róid.” (L’aria è quella roba leggera/ che ti gira intorno alla testa/ e diventa più chiara quando ridi) Tonino Guerra, da I bu (Rizzoli, Milano, 1972)

Tonino Guerra

Ps. Proprio bella l’idea che la poesia sia fatta d’aria.

Di saggi ne propongo tre assai godibili: L’invenzione della poesia (Mondadori, Milano, 2001) ovvero le lezioni americane del ’67 di Jorge Luis Borges, l’audiolibro Che cos’è la poesia (Luca Sossella Editore, Roma, 2005) con testo e voce di Valerio Magrelli (il libretto è introdotto da un verso illuminante della Szymborska: “preferisco il ridicolo di scrivere poesie, al ridicolo di non scriverne”) e L’avventura della poesia (Jaka Book, Milano 2002) di Roberto Mussapi, cui do commento con queste parole di Dario Bellezza: “I poeti animali parlanti/ sciagurato in bellezza versi/ profumati-nessuno li legge,/ nessuno li ascolta. Gridano/ nel deserto la loro legge di gravità” (da Proclama sul fascino, Mondadori, Milano, 1996).

Questo post è dedicato agli amici Andrea P., mio fratello ideale, e Debora V., che, tra gli altri meriti, ha contribuito a farmi amare la poesia della sua terra, ultimamente con l’opera Tonino Guerra, Raffaello Baldini, Nino Pedretti, tre grandi poeti in musica (cd+libretto illustrato da Guerra stesso, NdA Press, Cerasolo Ausa di Coriano, Rimini, 2009), lavoro reso possibile dalle note di Andrea Alessi e dei suoi talentuosi musicisti, tra cui Daniela Piccari, voce solista potente, cui qua e là, fra le tracce, si alternano le voci dei tre poeti in questione a recitare i propri versi.

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