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Posts Tagged ‘don luigi ciotti’

L’odierna situazione italiana è chiara: chiudere i porti e impedire l’accesso a chiunque, compresi i bambini e i malati, chiudendo gli occhi persino di fronte alle torture, agli stupri, agli omicidi che sono la regola nei campi di raccolta libici. (…) E non c’è solo questo. Ai muri esterni si affiancano quelli interni tesi a rendere difficile la vita dei migranti più precari, a cominciare dai richiedenti asilo (per i quali il “decreto Salvini” ha addirittura limitato la possibilità di iscriversi nei registri anagrafici del Paese in cui vivono). In questo contesto si assiste alla chiusura e allo smantellamento di alcune delle esperienze di accoglienza più significative anche in termini di convivenza tra migranti e popolazione locale. Ricordo per tutte quella di Riace su cui si sono concentrate iniziative amministrative e giudiziarie che sono andate ben oltre il doveroso controllo di legalità e correttezza amministrative che hanno prodotto, nei fatti, l’interruzione di un modello di accoglienza che aveva generato lavoro e sicurezza e costruito la ricchezza umana e sociale di una comunità. (…)

Ricordi l’appello diffuso da Libera, ANPI, ARCI e Legambiente che chiamava tutti, il 7 luglio scorso a indossare una maglietta rossa come quella che portava il piccolo Aylan e come quelle che le madri mettono ai bambini prima di salire sui gommoni perché siano più visibili? Quell’appello, a cui hanno risposto decine di migliaia di persone, era ed è un invito a fermarci, a riflettere, a guardarci non più allo specchio ma in profondità e chiederci che cosa abbiamo fatto della nostra umanità e che mondo stiamo consegnando ai giovani, ai bambini. Ma anche a sostituire il rancore con una solidarietà contagiosa, persino – per quanto possibile – con un po’ di gioia. E poi darsi da fare, a tradurre il “basta al disumano” in fatti concreti punto. Perché di fronte al disumano non si può più restare inerti. L’ingiustizia è di chi la commette ma anche di chi assiste e non fa nulla o non fa abbastanza per fermarla. Queste parole sono rivolte anche a te, soprattutto se sei giovane e non ancora del tutto travolto dalla rabbia e dall’insano orgoglio di essere superiore a qualcuno. (…)

Questo tempo ci dice che dobbiamo ripartire da due cose, umilmente ma tenacemente: le relazioni e la conoscenza. Sono le strade per crescere in umanità e in cultura, due strade che l’umanità ha smesso di percorrere. Partire dalle relazioni perché la premessa di una società giusta e pacifica è l’andare oltre le relazioni opportunistiche e d’interesse, il riconoscere l’altro e il “diverso” come un completamento, un arricchimento della nostra identità. Partire dalla cultura, perché un tempo complesso, soggetto a continue e rapide mutazioni, richiede parole e pensieri che lo sappiano interpretare, che sappiano orientarci nel suo groviglio. Se manca la cultura prevalgono le approssimazioni, le semplificazioni, gli slogan, e da lì le manipolazioni, le “bufale”, la propaganda. Viene da qui il mio investimento sui giovani e sulla educazione, che non è una semplice trasmissione di conoscenze, ma il richiamo alla necessità di essere protagonisti della storia in una dimensione che privilegi il noi rispetto alla solitudine egoistica di ciascuno. È questo il compito che ci consegna l’iniziativa delle magliette rosse del 7 luglio. (…) Questo vale per tutti noi, anche per te.

Luigi Ciotti, Lettera a un razzista del terzo millennio, Edizioni Gruppo Abele, Torino 2019, pp.50-51 e pp.70-72.

www.libera.it

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Negli anni mi sono sempre schierato contro i tanti squali e squaletti come Berlusconi e Renzi, che si sono succeduti al governo con le loro corti ridicole di senz’anima, lacchè e rottweiler.

Costoro hanno anche la responsabilità di aver preparato il terreno per il disastro populista attuale, figlio dunque di leggi e atteggiamenti personali e distanti da forme di giustizia umana, autentica che avrebbe invece dovuto ispirare Parlamento e governi per dare guida al popolo durante le tempeste. Si pensi anche solo allo sbando in cui è stato lasciato il mondo lavorativo – specie giovanile – o alle questioni derivate dalle truffe bancarie: migliaia di vite rovinate e più di qualche suicidio. La politica ha fallito per assenza colpevole.

Veniamo all’oggi: la mia è una opposizione totale a questo governo bicefalo (o acefalo?), in particolare sono contro ogni razzismo e neofascismo, contro ogni piccolo Salvini (o Trump o Putin, non a caso due suoi modelli), contro i razzisti e gli ipocriti al comando dei vari governi europei, contro il clima disumano e le pallottole che cominciano a volare e a colpire per questioni di pelle: nel 2018! In Italia!

Tutto questo è inaccettabile, antiumanitario, criminale. Ecco perché l’immagine in apertura del post vuole idealmente vestire questo blog con la maglietta rossa proposta lo scorso 7 luglio da don Ciotti, presidente dell’Associazione Libera: un gesto piccolo ma chiaro “per fermare l’emorragia di umanità”.

Ps. Tutto questo può apparire retorico: non importa. I tempi chiedono che si prenda posizione chiudendo non le porte e i porti ai bisognosi, ma al razzismo. E per sempre.

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