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Posts Tagged ‘ettore sottsass’

Ettore Sottsass, disegno per Il pianeta come festival, 1972

La mostra Ettore Sottsass. Oltre il design aprirà domani, sabato 18 novembre 2017 sino all’8 aprile 2018, allo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università Parma, all’interno dei suggestivi spazi dell’Abbazia cistercense di Valserena.

Nel 1979 Ettore Sottsass donò quasi 14.000 materiali progettuali (schizzi, bozzetti e disegni) e 24 sculture allo CSAC. Nel centenario della nascita dell’autore, proprio a partire da questa preziosa donazione, il Centro Studi (Archivio che conta oggi un patrimonio di 12 milioni di pezzi e che nel 2015 è diventato anche Museo) ha ideato un importante progetto espositivo ed editoriale.

Ettore Sottsass, Senza titolo, composizione con elementi di arredo, senza data (1939-40?), pastello a cera, china, acquarello su carta mm 340 x 493, applicata su carta mm 420 x 595

Il titolo della mostra Ettore Sottsass. Oltre il design rimanda al metodo di lavoro proprio di Sottsass che travalica la specificità della sua attività di designer verso una visione più allargata in cui il disegno ha una centralità assoluta, come strumento di progettazione ma prima e soprattutto come momento di riflessione e di verifica formale.

Oltre alla mostra che esporrà parte dei materiali del fondo, un ampio e intenso lavoro di catalogazione e digitalizzazione, a partire dai suoi disegni infantili, sarà restituito nella pubblicazione del catalogo del fondo Ettore Sottsass 1922-1978 (Silvana editoriale).

Press Irene Guzman

CSAC Parma – Ettore Sottsass. Oltre il Design

Ettore Sottsass, Stazione nuova piazza Vittorio, tempera su carta applicata su carta, mm 360 x 253, in basso a destra sul recto “Sot-sas”

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Ettore Sottsass

La prima volta che ho incontrato il nome di Ettore Sottsass Jr. (1917-2007) è stato leggendo, per caso molti anni fa, questo suo pensiero: “se questa fatica porterà a qualcosa non lo so: non si sa se stiamo facendo la stessa vita e la stessa fine degli ignoti che muoiono esangui senza sorriso e senza primavera alla periferia di tutte le città del mondo o se un giorno potremo dire che è stata dura ma che adesso sappiamo meglio cos’è un tramonto.

Poi, incuriosito, avrei scoperto che architetto e designer di genio fosse, con una coerenza umana e una curiosità antropologica che hanno reso unico il suo operare, dalla Olivetti a Poltronova, dal gruppo Memphis alla Sottsass Associati, dal disegnare gioielli (inizialmente per la prima moglie, Fernanda Pivano) agli scatti fotografici estemporanei, ora in parte raccolti in un libretto prezioso e imperdibile, Foto dal finestrino (Adelphi, Milano 2009), col corredo delle sue parole (“abbastanza raramente mi incontro con l’architettura, quella che prova ad avvolgere con cura il mio corpo e la mia molto fragile anima”) a commento delle 26 immagini “rubate” negli angoli più disparati del pianeta (India, Cina, Catania, Los Angeles, Bali, Milano, gli altopiani iranici, etc.) per una delle rubriche perla di Domus.

Poco prima della sua scomparsa venne inaugurata a Trieste un’esposizione su tutte le sue attività, per la quale in fase di preparazione Sottsass raccomandò: “Vorrei che fosse solamente solitudine e intensità.

Di tale mostra resta il bellissimo catalogo, Vorrei sapere perché (Electa, Milano 2007), titolo  preso dalle parole dette da Sottsass dopo aver visto alcuni templi in India nel 1962: “Senza che io sappia cosa sono, le forme di pietra hanno il senso del sacro, sacro per sempre. Vorrei sapere perché.

Ettore Sottsass, intervista americana ;  Ettore Sottsass, intervista italiana

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