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Posts Tagged ‘fondo peterzano’

Miguel Ángel Sánchez, Marina Abdel Nour Barsoum

Altro che l’ennesima bolla estiva (tutta italiana) sui presunti disegni del Fondo Peterzano arbitrariamente attribuiti al Merisi da due sedicenti studiosi del grande pittore (i cui nomi non citerò per evitare l’effetto Erostrato e, del resto, sono stati ampiamente smentiti da studiosi veri e seri, non ultimo il giovane Davide Dotti): ci sono invece caravaggeschi moderni intenti a rapire e a consegnare all’eternità (per il valore che questa parola può avere riferita alle umane cose) l’anima del mondo attraverso i ritratti degli uomini che questo mondo abitano, sognano, amano, combattono, desiderano.

Miguel Ángel Sánchez, Kirolos Nagy, el activista

E, appunto, El alma del mundoè il progetto fotografico sviluppato a partire dal 2009 e pubblicato in Spagna nel 2011 con le immagini di Miguel Ángel Sánchez e il commento altrettanto intenso di Nuria Tesón che dà voce a quei volti, alle loro storie, alla dignità di ciò che fanno per vivere e rendere vivo il proprio paese, l’Egitto.

Miguel Ángel Sánchez, La Madre del mundo

Si tratta di un’ottantina di fotografie di cittadini di Il Cairo, in cui sono presenti tutti i tipi umani, uomini e donne ovviamente, vecchi, adulti e bambini, e fra essi verdurai, attivisti politici, musicisti, artisti, mercanti e ambulanti, barbieri, giornalisti e scrittori, madri e cantatrici di un intero popolo.

Miguel Ángel Sánchez, El vendedor de algodón de azúcar

Tuttavia, pur volendoli ritrarre in un momento storico ben preciso, quello del cambiamento della cosiddetta “Primavera araba”, ciascuna figura è di fatto quasi ieraticamente isolata (come in Zurbarán) per far risaltare “l’espressionismo” psicologico di ogni volto (come in de Ribera), posta su sfondi quasi sempre neutri, fatti di sole grandi pareti con colpi di luce mirati e molta ombra (come l’ultimo Caravaggio), e spesso accompagnata dai propri strumenti di lavoro (come nei bodegones del primo Velázquez, così attento al dato quotidiano), che insieme all’eleganza senza tempo dei caftani o d’altri abiti di antica tradizione mediorientale fanno di questa galleria non tanto un reportage databile (e fra qualche anno datato), ma un’opera in grado di trascendere il proprio periodo anche grazie alla conoscenza e all’uso di citazioni che vanno dallo “spinario” classico sino ai maestri della ritrattistica occidentale – fotografi inclusi – (da Raffaello a Ingres sino a Steve McCurry), passando ovviamente per il sostrato indubbiamente spagnolo di Sánchez che indica non tanto e non solo una filiazione diretta col Merisi quanto con le sue declinazioni iberiche.

Miguel Ángel Sánchez, Scairon, el rey sudanés

A differenza però dei grandi pittori secenteschi, qui nulla di religioso, postborromaico, gesuitico o controriformato: se c’è una passione in quegli occhi è tutta civile, anzi umana: del voler vivere anzitutto e del volere sempre e ancora altro futuro e un futuro altro, come in apertura del testo dicono i due verdurai attraverso le parole di Tesón: El futuro es difuso como una bocanada de humo que no esperan que se disipe.

Miguel Ángel Sánchez – website

Miguel Ángel Sánchez, Los verduleros

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