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Leonardo da Vinci, Uomo Vitruviano, fine XV sec. c.a., Gallerie dell'Accademia, Gabinetto dei Disegni, Venezia

 

Già Dio, sommo Padre ed architetto, aveva costruito con leggi di un’arcana sapienza questa dimora mondana della divinità che noi possiamo vedere: e aveva ornato di intelligenze la regione che sta sopra i cieli e riempito di una grande quantità di animali di ogni genere le parti marcescenti e maleodoranti del mondo inferiore. Ma, terminata la sua opera, gli rimaneva il desiderio che ci fosse qualcuno che di tale capolavoro comprendesse l’intima ragione, amasse la bellezza, rimanesse ammirato della grandiosità. Proprio per questo, nonostante tutto fosse già compiuto (secondo la testimonianza di Mosè e del Timeo), pensò infine di creare l’uomo. (…)

E così accolse l’uomo, opera di immagine indefinita, e lo pose al centro dell’universo, rivolgendosi a lui in questo modo: “Non ti abbiamo dato, o Adamo, né una dimora certa, né un aspetto proprio, né qualche dono particolare, perché tu possa decidere di raggiungere ed ottenere quella dimora, quell’aspetto e quei doni che più desideri. La natura delle altre creature, che è definita, l’abbiamo costretta entro leggi da noi prescritte. Tu, invece, senza alcuna costrizione, sceglierai la tua natura grazie alla libertà cui ti ho affidato. E non ti abbiamo creato né terrestre né celeste, né mortale né immortale, cosicché tu stesso, come libero e sovrano scultore del tuo destino, ti modelli nella forma che preferisci. Potrai degenerare nelle inferiori che sono brute, ma per tua libera scelta potrai anche rigenerarti nelle superiori che sono divine”.

Giovanni Pico della Mirandola (1463-1494), De hominis dignitate, 1486 (trad. a cura di L. Lacchini e P.C. Rivoltella, Padova 1992)

Ps. “I libri hanno gli stessi nemici dell’uomo: il fuoco, l’umidità, le bestie, il tempo; e il loro stesso contenuto.” (Paul Valéry)

Il post di oggi è dedicato a Elvira Giorgianni Sellerio (Palermo, 1936-2010), una grande donna scomparsa pochi giorni fa, che ha fatto dei libri (“l’equivalente più prossimo d’un uomo”, F. Gualdoni), della loro diffusione, difesa e conoscenza, la sua vita e, per decenni, la gioia e il respiro di milioni di lettori.

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