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Vanni Cuoghi, Monolocale 34 (Venere del Gheto Novo), 2015, cm 21x30, china e acquerelli su carta

Vanni Cuoghi, Monolocale 34 (Venere del Gheto Novo), 2015, cm 21×30, china e acquerelli su carta

“La magia della città è nota e le storie che si dipanano tra le pietre e le calli si intersecano e si fondono in un articolato gioco di scatole cinesi. A Venezia bisogna sapersi perdere, consigliava Ugo Pratt, e lasciare solidificare le leggende. Quella del Ghetto è la storia di un’isola nell’isola. Su questo fazzoletto di terra, già contaminato nel 1500 da scorie della lavorazione dei metalli, si insediò la comunità Ebraica a cui la Serenissima concesse l’isola. Visitando il Ghetto Ebraico (la parola “ghetto” ebbe origine proprio qui nel 1516) ci si accorge di come gli spazi siano colmi di storie, leggende, superstizioni e immaginazioni tanto da impregnarne ogni singola parete. Questa densità sentimentale mi ha portato a immaginare una specie di sineddoche, le storie degli abitanti del Ghetto rappresentano la storia di tutti gli Ebrei di tutte le epoche, forse perché l’essere “isola nell’isola” dà luogo inevitabilmente a delle amplificazioni narrative.

Vanni Cuoghi, Monolocale 31 (Golem), 2015, cm 21x30, acrilico, china e acquerelli su carta

Vanni Cuoghi, Monolocale 31 (Golem), 2015, cm 21×30, acrilico, china e acquerelli su carta

Ho voluto costruire delle scatole, delle case di bambola, ho dipinto e disegnato storie non direttamente connesse tra loro, che spaziano dai giorni della peste ai rastrellamenti nazisti; dal sacrificio di Isacco al Golem; da Corto Maltese alla Venere degli stracci. Ogni monolocale è diventato una stanza con la luce accesa e noi osservatori, guardiamo l’evolversi delle vicende, come L.B. Jeffries in Rear Window (La finestra sul cortile). Quando Giuseppe Pero mi ha proposto di esporre da lui questo progetto, ho avuto l’impressione che ci fosse un’assonanza a me già nota: la galleria si trova nel quartiere Isola di Milano, chiamato così perché isolato dal resto della città dallo snodo ferroviario. La somiglianza mi ha fatto sorridere perché la galleria diventerà isola… nell’Isola.”

Vanni Cuoghi

Vanni Cuoghi, Monolocale 32, 2015, cm 21x30, acrilico,china e acquerelli su carta

Vanni Cuoghi, Monolocale 32, 2015, cm 21×30, acrilico,china e acquerelli su carta

Per quest’occasione Vanni Cuoghi prende spunto dalla magia della città di Venezia e in particolare celebra i 500 anni del Ghetto Ebraico (1516 – 2016).

Vanni Cuoghi – Da Terra a Cielo
Inaugurazione giovedì 10 dicembre ore 18.30 sino al 29 gennaio 2016
Galleria Giuseppe Pero Via Porro Lambertenghi 3, Milano

Galleria Giuseppe Pero

 

 

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