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Posts Tagged ‘gianluca costantini’

cicatrici0La migliore e più sintetica definizione di Gianluca Costantini è quella data nel suo stesso blog channeldraw.blogspot.it ovvero artista/attivista: lui è uno veramente impegnato, uno che crede nelle battaglie per i diritti umani e le porta avanti sino in fondo, ed è un uomo generoso e un vero artista del tratto, nel senso che il suo segno lo riconosci per finezza, eleganza curvilinea verrebbe da dire orientale, calligrafia forse presa anche dalla sua amata e da sempre frequentata Istanbul, chissà.

Insomma è un creativo autentico di cui amo il lavoro e rispetto la coscienza civica, ripeto, vera, vissuta in prima persona, nulla mai retorica (tra gli altri se ne sono accorti anche l’Internazionale e Pagina 99), uno dei tanti piccoli fari rispetto al nostro tempo controriformato, cosa di cui non si ha abbastanza consapevolezza e non mi riferisco tanto alla morale religiosa, ma cosa ancor più grave alla cosiddetta società laica, politicamente corretta e ipocritamente perfetta: lavorando in campo educativo so di cosa parlo. C’è una volontà di omologare, imbrigliare tutto e tutti dentro certe regole sin dall’infanzia, anche se ufficialmente si è tutti per l’inclusione, la diversità e l’espansione delle intelligenze. Sono tempi tristi, terribilmente conformisti quelli attuali. E gli artisti/attivisti come Costantini aiutano ad alzare il velo sulle cose, ad andare verso la direzione opposta alla parete della caverna sulla quale si vedono solo le ombre della realtà. Il bello è che lui lo fa declinando una vasta gamma di sentimenti umani, dall’ironia alla vergogna alla rabbia alla pietà alla dolcezza, con poche tracce di nero (talvolta rosso) su bianco. E con poesia, sempre.

A proposito, uno dei suoi ultimi lavori editi da NdA Press riguarda proprio un’antologia di ritratti di poesia in lotta, come si legge in copertina. È un lavoro stupendo nella sua levità pensante (e non pesante) che consiglio a chiunque per iniziare in modo differente il 2017, ovvero con pensieri folgoranti, illuminazioni direbbe Rimbaud, in cui le parole completano l’immagine e trovano a loro volta sostanza nel tratto dei volti. Poesia, appunto. E coscienza. Eccone una breve galleria.

Ps. Prima di dare doverosamente spazio alle immagini, desidero ringraziare ancora una volta Gianluca Costantini e la sua compagna Elettra Stamboulis  in quanto fondatori di Mirada, l’associazione culturale che in tanti anni di attività faticosa e vissuta con passione ha aperto possibilità fattive di incontro, dialogo, mostre con artisti affermati e giovani sconosciuti (basti citare, fra le mille attività svolte, Komikazen e R.A.M.).

Ora Mirada prosegue i suoi obiettivi solo non più a Ravenna, visto che l’amministrazione cittadina ha deciso di rinunciare anche a questa preziosa e fruttuosa collaborazione, nel clima di generale decadenza culturale che proprio negli ultimi anni è sempre più evidente.

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komikazen

Desidero ringraziare Gianluca Costantini ed Elettra Stamboulis che per ben undici anni hanno creato, curato, animato Komikazen – Festival Internazionale del Fumetto di Realtà, cominciando da veri pionieri nei primi anni duemila e riuscendo a portare ogni anno a Ravenna le migliori firme in circolazione di questo linguaggio, arricchendo la conoscenza di tutti, autori e lettori, dunque anche la mia.

Questo appuntamento fisso, di qualità vera e da molti giustamente atteso, non vedrà la dodicesima edizione. Motivo? Tagli di fondi tali da renderne impossibile una realizzazione seria.

Ma si sa, i comuni sono in bolletta, bisogna risparmiare, ci sono cose più importanti, etc.

Già, peccato che proprio a Ravenna si siano appena trovati trentamila euro per delle panchinacce olandesi a mosaico (giuro, non è una presa in giro nella sedicente capitale del mosaico! Vedi: https://lucamaggio.wordpress.com/2016/02/29/ravenna-capitale-del-mosaico-in-panchina/), o che fondi e appoggi e papaveri sin da Roma si siano mossi per aprire un nuovo museo archeologico in quel di Classe (le cui sale si riempiranno svuotando parte della collezione del Museo Nazionale della città. Vedi: https://lucamaggio.wordpress.com/2016/01/28/quel-pasticciaccio-brutto-di-ravenna-e-i-marmi-romani/), tanto per dire le prime e più recenti news che il PD ravennate ha appoggiato e sottoscritto.

A proposito, a giugno in città ci saranno le elezioni comunali: il futuro sindaco sarà Michele De Pascale, PD ovviamente, perché vuolsi così colà dove si puote / ciò che si vuole, e più non dimandare. L’unica speranza è che Raffaella Sutter, che è l’unica ad aver proposto una lista di sinistra indipendente oltre ad aver inserito la parola cultura in senso pare non retorico ma attivo nel proprio programma, alla fine non faccia da sponda all’immarcescibile PD pigliatutto.

Ma no, mi sbaglio. In fondo ‘sti fumettari se la sono andata a cercare: pensanti d’accordo, ma troppo criticoni, alla fine stavano anche sulle balle. Inclusi gli organizzatori del festival. Meglio levare loro lo spazio. In linea con quanto accade nel migliore dei partiti possibili che fortunatamente ci governa nel locale come nel nazionale. Dunque, lunga vita al re!

 

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Caro lettore, bentrovato!

Prima di invitarti alla mostra di sabato, ti comunico un paio di novità: dopo anni le mie pubblicazioni non saranno più tutti i lunedì, anzi non ci sarà un giorno fisso. Fra un pezzo e l’altro potranno pertanto passare due giorni come due settimane e anche più.

Perché?

Per gli altri miei impegni anzitutto e per riacquistare una certa freschezza e libertà e divertimento di scrittura. Se il blog, questo blog almeno, diviene un obbligo lavorativo con scadenza, meglio farne a meno.

Sicché, avendo sempre voglia di scrivere (la parola, vizio antico), scriverò quando vorrò, quando riterrò di avere una curiosità o qualcosa da dire, più che altro in ambito culturale.

A questo proposito, rispolvererò alcune rubriche da tempo trascurate e altre più pepate ne tirerò fuori dal cassetto, o meglio dalle scarpe come certi fastidiosi sassolini da scuotere via e dimenticare per strada…

Buone cose e alla prossima!

Luca

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RAM 2015

Pedagogia dello sguardo

a cura di Elettra Stamboulis

dal 12 al 27 settembre
Inaugurazione sabato 12 settembre ore 18 MAR

Ravenna, via di Roma, 13 – ingresso gratuito

Il Museo d’Arte della città di Ravenna ospita come ormai da tradizione la mostra biennale del premio R.A.M. di Ravenna e Provincia: inaugura infatti sabato 12 settembre alle ore 18 la mostra con i lavori dei vincitori della selezione RAM 2014/15. Il concorso biennale, giunto alla decima edizione, si consolida come la più importante e continuativa esperienza di valorizzazione dei giovani artisti visivi della nostra Provincia. Realizzato dal 1999 da Associazione Mirada per conto dell’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Ravenna, RAM ha costituito il trampolino di lancio per la nuova leva di artisti e creativi del nostro territorio, diventando ormai l’appuntamento più significativo per conoscere gli emergenti del territorio.

La commissione, composta quest’anno da Maria Rita Bentini, Gianluca Costantini, Sabina Ghinassi, Elettra Stamboulis e Antonella Perazza, ha individuato 7 vincitori i cui lavori saranno esposti nelle stanze al piano terra del MAR. Gli artisti in mostra sono:

Mosaico Sara Vasini (a cura di Luca Maggio)
Fotografia Nicola Baldazzi (a cura di di Maria Rita Bentini)
Scultura Victor Fotso Nyie (a cura di di Elettra Stamboulis)
Videoarte Miriam Dessì (a cura di di Daniele Torcellini)
Pittura DissensoCognitivo (a cura di di Claudio Musso)
Istallazione Caterina Morigi (a cura di di Sabina Ghinassi)
Istallazione UkiYo-E alias Silvia Bigi e Luca Maria Baldini (a cura di di Antonella Perazza)

Il tema individuato quest’anno anno è la pedagogia. Che cos’è l’arte se non anche una pedagogia dello sguardo? Partendo dall’esperienza montessoriana, che fa dell’uso del grafismo uno dei suo principali strumenti pedagogici ed educativi, attraversando le indagini narrative di Truffaut e del suo Ragazzo selvaggio, approdando ma solo per poco sulle rive del Teatro dell’Oppresso, gli artisti hanno dialogato con i curatori intercettando poi la loro personale pedagogia dello sguardo. Senza per questo dimenticare come le esperienze pedagogiche costituiscano un’eredità immateriale importante del nostro territorio.
Le opere saranno accompagnate da un testo critico specifico per ogni lavoro che verrà poi pubblicato sul catalogo collettivo di RAM in doppia versione: free press e catalogo.

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Pubblico due immagini dell’autore Gianluca Costantini apparse sia in rete sia sul settimanale Ravenna & Dintorni (giovedì 8 gennaio 2015 n.611 p.7) sulla strage di Charlie Hebdo.

http://www.gianlucacostantini.com
http://www.politicalcomics.info  | http://untitled.org.uk
https://www.facebook.com/gianlucacostantini.drawing
http://www.twitter.com/channeldraw
http://pinterest.com/drawingworld

Gianluca Costantini, 2015

Gianluca Costantini, 2015

Gianluca Costantini, 2015

Gianluca Costantini, 2015

Infine il link con le opere dei ragazzi dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna (Giulia Bevilacqua, Sara Bombonati, Beatrice Celli, Alessandra Falcinelli, Andrea Fiori, Isotta Folli, Pilar Garcia, Andrea Gonzalez, Emanuele Matronola, Laura Mitaritonda, Giulia Rambelli, Francesca Saitta, Sofia Signani, Daniele Tamburro, Eleonora Trota, Martina Zani) che, coordinati dal loro docente di Applicazioni digitali per le arti visive Gianluca Costantini, hanno aggiunto la scritta Je suis Charlie ad alcuni loro lavori precedenti, un’azione semplice perché non si deve e non si vuole restare in silenzio:

Je suis Charlie – l’Accademia di Belle Arti di Ravenna a sostegno di Charlie Hebdo

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Gianluca Costantini, Al Aqsa mosque (feat. Luca Barberini - Koko Mosaico), 2009

Gianluca Costantini, Al Aqsa mosque (feat. Luca Barberini – Koko Mosaico), 2009

Gianluca Costantini (Ravenna, 1971): autore di political comics, disegnatore e blogger. Di recente, desidero ricordare, è uscita la riedizione del bellissimo “L’ammaestratore di Istanbul”, scritto con Elettra Stamboulis e centrato,  nomen omen, sulla tua città d’elezione, Istanbul ovvero l’antica Costantinopoli. Qui però sono a chiederti: come nasce il tuo rapporto col mosaico, in particolare con quello contemporaneo?

La mia formazione è avvenuta all’Istituto d’Arte per il Mosaico di Ravenna, quindi il mosaico è stato fondamentale per la mia visione. Era la fine degli anni ‘80 e la scuola era molto energetica. Era veramente una scuola d’arte. Verso il terzo anno si è capito che avrei fatto l’artista e il mosaico non poteva non farne parte. Anche il mio lavoro nel fumetto è stato influenzato per molto tempo dai mosaici bizantini di San Vitale e Galla Placidia.

Ma la strada del mosaico contemporaneo è stata sempre difficile, intuivo nei mosaicisti un nervosismo relazionale, una difficoltà ad aprirsi. Volevano essere artisti ma non riuscivano a sperimentare, rimanendo sempre ancorati al passato in qualche modo. Si lamentavano ma non avevano coraggio. Feci varie mostre con il mosaico e frequentai anche l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, che in quegli anni aveva l’indirizzo “Decorazione a mosaico”. Ci provai, feci mosaici con i lego, con le lavatrici, con i circuiti elettrici etc… ma poi mi annoiai. Non c’era un confronto con altri, quelli che facevano più strada erano i tradizionali.

Qui uno dei lavori, fotografato da Alex Majoli:

Gianluca Costantini, Ragno, 1992 (foto di Alex Maioli)

Gianluca Costantini, Ragno, 1992 (foto di Alex Majoli) 

Per andare contro tutti mi diedi al mosaico miniato realizzando alcuni lavori che alcuni ancora si ricordano. Li potete vedere qui: http://www.gianlucacostantini.com/art/decoration-of-existence-micro-contemporary-mosaic/

Uno dei due venne perfino rubato all’Albergo Cappello durante una edizione di After curata da Felice Nittolo.

Solo qualche anno fa sono tornato al mosaico alla prima edizione della Biennale del mosaico in collaborazione con Luca Barberini di Koko Mosaico: realizzammo quattro mosaici e li esponemmo in una mia personale alla Galleria Miomao dal titolo “Opus Quotidianum” curata da Sabina Ghinassi.

La mia relazione con il mosaico continua poi ogni due anni quando devo aiutare i giovani mosaicisti nell’allestimento di R.A.M – Giovani Artisti Ravennati.

Valentina Scarpa, Mosaico digitale, 2013

Valentina Scarpa, Mosaico digitale, 2013

In qualità di docente insegni in diverse Accademie di Belle Arti fra Bologna, Rimini e Ravenna. In quest’ultima in particolare hai curato il progetto di archivio digitale inedito, ridisegnando coi ragazzi i mosaici antichi: http://www.gianlucacostantini.com/insegnamento/accademia-ravenna-2012-2013/

Puoi parlarmene? Come nasce quest’idea? Come l’avete portata avanti? Avrà ulteriori sviluppi?

L’anno scorso è stato il mio primo anno come insegnante a Ravenna e il mio problema maggiore era come far avvicinare i ragazzi, che hanno tutti una propensione materiale dell’arte, al mondo digitale. C’è una visione molto artigianale che sembra tenere lontani i mosaicisti dai computer. Mi sono accorto con grande stupore che non esiste una digitalizzazione dei cartoni musivi in digitale. Abbiamo pensato allora di unire la didattica grafica all’utilità di creare un archivio digitale.

I ragazzi in questo modo hanno imparato l’uso di Photoshop e Illustrator ridisegnando i mosaici direttamente a computer. Il risultato è, per quanto mi riguarda, molto interessante.

Spero quest’anno di continuare questa sperimentazione.

copertina-cattive-abitudini-2013

“L’ammaestratore di Istanbul”, TAMO, Ravenna

“L’ammaestratore di Istanbul”, TAMO, Ravenna

In genere saluto i miei intervistati con la domanda: progetti futuri? La pongo anche a te, naturalmente. Ma desidero anche intervenire rispetto alla recentissima polemica di cui sei stato oggetto, in merito alla vignetta che settimanalmente pubblichi sul free press Ravenna & Dintorni: in particolare in quella che ha scatenato lo sdegno delle autorità e del Sindaco si vedeva lo stemma di Ravenna coi due leoni non più affrontati, ma col rosso che “abbracciava” da dietro quello giallo. A me è piaciuta e mai avrei pensato a reazioni così ufficiali e roboanti, segno che hai colpito, forse al di là delle tue stesse intenzioni. Comunque, prima di chiedere un tuo commento su quanto accaduto, ricordo il vecchio adagio di Voltaire, uno dei padri laici della nostra modernità: “Non sono d’accordo con ciò che dici, ma difenderò sino alla morte il tuo diritto di dirlo”. E la satira è uno degli anticorpi più sani della nostra ovattata società.

Non ho progetti futuri, ma progetti continui. In questo momento sono in uscita tre miei libri nuovi: il libro “Arrivederci Berlinguer” scritto da Elettra Stamboulis e pubblicato da Becco Giallo, il libro “Cattive Abitudini” scritto da Emidio Clementi, il cantante dei Massimo Volume, e “Bronson drawings” che raccoglie i miei disegni realizzati per il Bronson produzioni di Ravenna. Inoltre in occasione del festival Komikazen è uscita la ristampa de “L’ammaestratore di Istanbul”. Sono contemporaneamente in mostra con tre personali: “Julian Assange, dall’etica hacker a Wikileaks” allo Zuni di Ferrara, “L’ammaestratore di Istanbul” al TAMO di Ravenna e “Mangiare sandwich di realtà” al CAOS Centro Arti Opificio Siri di Terni.

“Mangiare sandwich di realtà”, CAOS Centro Arti Opificio Siri, Terni

“Mangiare sandwich di realtà”, CAOS Centro Arti Opificio Siri, Terni

Dal 2004 pubblico una vignetta ogni settimana su Ravenna&Dintorni dal titolo “Tutto ad un tratto”, in cui si parla spesso della città di Ravenna. Abbiamo colpito un po’ tutti, essendo satira, molti si sono lamentati ma nessuno era arrivato a tanto come il Sindaco. La sua azione è stata un perfetto autogol.

Contatti:

http://www.gianlucacostantini.com

http://www.politicalcomics.info  

https://www.facebook.com/gianlucacostantini.drawing

http://www.twitter.com/channeldraw

http://pinterest.com/drawingworld

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