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Posts Tagged ‘giorgia severi’

Oggi a Ravenna presso la niArt Gallery si inaugura una personale di Giorgia Severi, artista che stimo sia professionalmente sia umanamente. Ha passato un anno in Australia, la ragazza, e con quel vissuto denso ha allestito Country, evento collaterale alla Biennale tuttora in corso a Venezia. I suoi sono riti e feste parlanti per occhi e anima. Siete tutti invitati.

 

niArt Cultura

 

RESTORING THE WORLD è un progetto che Giorgia Severi ha dedicato al bosco pineta di Lido di Dante e Lido di Classe per l’incendio doloso che ha colpito la riserva naturale nel 2012.

Dischiuso in diverse opere e durato un anno, questo progetto ha in sè la consapevolezza di appartenenza ad un territorio e l’amore per la Madre Terra che hanno portato l’artista a voler restituire qualcosa a quel luogo: L’essere umano fa parte di un disegno più grande di cui è una piccola parte. Come piante e animali, noi siamo inscritti nel disegno, nel tutt’uno e nell’evoluzione dello stesso; è come vivere sulla schiena di un grande animale. Siamo ospiti di passaggio.

still.sito

 

L’artista restaura il paesaggio e gli alberi prendendosi cura della pineta e si porta via la memoria degli alberi arsi. Cura è infatti il titolo dell’installazione dove Giorgia Severi ha curato parti degli alberi e raccolto legni bruciati dalle sembianze antropomorfe restaurandoli e ponendoli come ciò che rimane di quel luogo in una sorta di scheletro del paesaggio e quel che rimane. “Restaurare etimologicamente significa “rifare a una cosa le parti guaste e quelle che mancano o per vecchiezza o per altro accidente.

 

particolare Cura

 

L’archeologia continua con Barks, il trittico di calcografie di alcuni pini rimasti in piedi nella zona colpita dall’incendio che parla di memoria come una sindone. Nel 2013 per Emergenze Creative ha realizzato la performance OPERAZIONE CAMPO BASE, in collaborazione con la Protezione Civile di Ravenna durata tre giorni in Piazza del Popolo, durante la quale l’artista consegnava ai fruitori i semi raccolti durante i mesi estivi dalla riserva naturale, in un rito dedicato alla pineta che poneva l’uomo in stretto collegamento con il proprio bosco in un ruolo di responsabilità e connessione spirituale nel silenzio e con gli elementi naturali acqua, fuoco e sabbia provenienti dalla pineta stessa. L’opera vera è l’azione che si fa dentro le persone: ciò che loro si portano via ed imparano dall’opera. L’arte è un’operazione culturale/sociale, una responsabilità che ci prendiamo per comunicare qualcosa agli altri tentando di aggiungere un nuovo linguaggio per diffondere un messaggio.La performance è stata documentata dall’artista fotografo Emiliano Biondelli di NastyNasty. Infine ARSA il film dedicato al progetto, mostra due punti di vista diversi, dal cielo e dall’interno della tenda, il cuore di RESTORING THE WORLD dove volando sembra di vedere una lacuna in un affresco e durante la performance l’intimità della tenda riporta al silenzio e alla riconciliazione col territorio. ARSA è stato realizzato in collaborazione con il regista Daniele Pezzi e il musicista Giovanni Lami.

L’artista lavora in Italia e all’estero, soprattutto in Australia dove ha realizzato l’ultimo progetto in collaborazione con artisti Aborigeni e attualmente in mostra alla Biennale di Venezia con l’evento collaterale COUNTRY.

www.giorgiaseveri.com

www.niart.eu

ORARI MOSTRA:

niArt :martedì e mercoledì 11-12,30, giovedì e venerdì 17-19, sabato 11-12,30/17-19

artgallery@alice.it

fuori orari e info per appuntamenti: 3382791174

 

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Giorgia Severi, Rajasthan - You should just fly , tela e corteccia d'albero del deserto, 50x140x3cm, 2013

Giorgia Severi, Rajasthan – You should just fly , tela e corteccia d’albero del deserto, 50x140x3cm, 2013

Giorgia Severi (Ravenna, 1984): per cominciare ti chiedo di parlare della tua formazione artistica e del perché, in particolare, hai scelto la via del mosaico ravennate.

Credo di aver intrapreso questa strada quando ero bambina; creare cose e stare a contatto con la natura mi ha salvata. Perchè il mosaico? Beh, a quell’età non avevo una lucidità consapevole da poter capire perfettamente perchè avessi scelto restauro del mosaico piuttosto che scenografia, o non so cos’altro. Posso dire che sicuramente rappresentava per me l’unione tra diverse componenti fondamentali che mi interessavano molto, ossia i materiali, la natura e l’arte/cultura. La pietra e il linguaggio artistico correvano insieme. Penso sia stato questo ad attrarmi.

Giorgia Severi, To Everyone, pietra dolomia, 150x150x150 cm, 2012

Giorgia Severi, To Everyone, pietra dolomia, 150x150x150 cm, 2012

Giorgia Severi, To Everyone (particolare), 2012

Giorgia Severi, To Everyone (particolare), 2012

Col tempo hai interiorizzato il concetto di mosaico dedicandoti ad altro, fra cui, assai potente, il messaggio di connessione che lega tutti i viventi alla Terra, intesa come elemento (dovrei dire “l’elemento”) e come pianeta. Da queste riflessioni nascono le tue installazioni, video, performances, sculture e, saltuariamente, qualche ritorno all’uso del mosaico come idea-frammento del tuo vissuto più che come tecnica tradizionale. Potresti dunque parlare della tua poetica in senso lato e di cosa significa per te usare anche il mosaico?

Credo profondamente in un linguaggio universale dell’arte e non solo dell’arte. Cerco di utilizzarla, di passare attraverso di essa, per parlare del pianeta su cui viviamo. Siamo terra, albero, nuvole, acqua, roccia. Questo è quello da cui veniamo, quello che siamo. E facciamo parte di un grande disegno, quello del meraviglioso pianeta Terra, che include noi, ossia un’infinitesima parte, e tantissimo altro.

Ho deciso di “battermi” per la Terra su cui vivo, parlando alle persone attraverso il linguaggio artistico.

Intendo la ricerca artistica alla pari di quella scientifica e di quella spirituale, poichè sperimentano su livelli diversi, ma cercano la stessa cosa.

Riguardo al mosaico, lo vedo come una “giustapposizione di elementi” ovvero un insieme di elementi anche molto diversi tra loro, che vengono portati in un luogo comune. Forse è rimasto dentro di me il concetto più profondo, quello del mosaico come società. Questo lavora sicuramente in me come idea di aggregazione di elementi e/o persone, come una sorta di comunione.

Giorgia Severi, Operazione Campo Base, performance, 2013

Giorgia Severi, Operazione Campo Base, performance, 2013

Giorgia Severi, Operazione Campo Base, performance, 2013

Giorgia Severi, Operazione Campo Base, performance, 2013

Giorgia Severi, Operazione Campo Base, performance, 2013

Giorgia Severi, Operazione Campo Base, performance, 2013 

In genere concludo chiedendo quali progetti futuri aspettino l’intervistato. Recentemente, a questo proposito, Gianluca Costantini mi ha risposto dicendo che più che progetti futuri ha progetti continui. Credo si possa dire anche di te. Ad esempio, so che a breve partirai per molti mesi per l’Australia…

Prima di tutto credo si debba parlare di un importante progetto dal titolo Restoring the World, Cura, dedicato a una foresta incendiata in Italia nel 2012. Iniziato lo stesso anno, il progetto, una volta giunto al suo termine, andrà in mostra nel 2014 in diverse sedi in Italia.

Potete intanto seguirlo qui: www.giorgiaseveri.com/works/cura

A questo progetto hanno collaborato e lavorato diverse persone, dal Corpo Forestale dello Stato e Protezione Civile ad artisti come Daniele Pezzi, Emiliano Biondelli e Giovanni Lami. Ci tengo a dire che Restoring the World, Cura si rivolge alle persone, non solo agli addetti ai lavori. Poichè si deve parlare di emergenze, ci si deve rivolgere a tutti, con un linguaggio che sia il più fruibile possibile. Si è lavorato realmente con e vicino alle persone,  come nella performance Operazione Campo Base, dove venivano consegnati a ognuno i semi della stessa foresta incendiata, in un rito per il bosco dentro a una tenda della Protezione Civile, che simboleggiava appunto l’emergenza.

Giorgia Severi, Cura, parti di alberi restaurate provenienti da un incendio, 2013

Giorgia Severi, Cura, parti di alberi restaurate provenienti da un incendio, 2013

Un lavoro formato da diversi elementi, come appunto un mosaico: un’installazione Cura, il restauro di una parte degli alberi andati a fuoco nell’incendio doloso, Ho restaurato il paesaggio, la performance Operazione Campo Base sopra citata, il video Arsa girato in collaborazione con Daniele Pezzi e Tedde, la documentazione fotografica, il rapporto di collaborazione con gli Enti e i Corpi che hanno permesso che questo progetto avesse vita.

Poi, sì, a gennaio partirò per un progetto in Australia, ma di questo ne parlerò al ritorno… 

www.giorgiaseveri.com

Giorgia Severi, Adoring the World, materiali vari, 2012-2013

Giorgia Severi, Adoring the World, materiali vari, 2012-2013

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MARTE Associazione Culturale

Domenica 20 novembre chiude  O(Ax) = dO(Am) Equazione Impossibile, prima mostra dell’Associazione Culturale Marte, con una performance musicale di Enrico Malatesta all’interno del Battistero degli Ariani a Ravenna, ore 16.30.

Chiunque voglia partecipare si ritenga invitato!

È forse ancora presto per tirare somme e bilanci di un’operazione complessa com’è stata questa esposizione itinerante inserita all’interno di RavennaMosaico 2011 e che ha tenuto impegnato per un intero anno il gruppo di lavoro di cui faccio parte e sono socio fondatore insieme a Luca Barberini, Giuseppe Donnaloia, Âniko Ferreira da Silva, Arianna Gallo, Takako Hirai, Pavlos Mavromatidis, Flavia Pelosi e  Daniele Torcellini, primo ideatore del progetto.

Ricordo per sommi capi che si è trattato di un ribaltamento del tradizionale ruolo di mero esecutore assegnato al mosaico, infatti il senso del titolo è tutto qui: O(Ax) = dO(Am), ovvero l’opera di un artista x è uguale alla derivazione dell’opera di un artista mosaicista.

I 10 mosaici scelti quali bozzetti, in realtà opere finite esse stesse, sono stati tradotti, ovvero metabolizzati e traditi, in forma di pittura, performance, video arte, installazioni plastiche, fotografiche, etc., da altrettanti artisti di varie provenienze (il decimo è Malatesta, che si ispira a un lavoro dei CaCO3 come già gli Orthographe, nel suo caso per metterlo in musica) selezionati durante numerosi incontri, talvolta scontri dialettici, per cercare di far emergere chiara e potente l’idea che marte ha del mosaico: un’arte, o meglio un linguaggio al pari degli altri artistici, tanto che da esso può derivare altra arte, a sua volta indipendente e potenzialmente traducibile con altri mezzi, in una derivazione-generazione (o degenerazione creativa) infinita.

Ciò che talvolta non è possibile dimostrare con la bellezza delle leggi matematiche, può riuscire, e carico di futuro, in arte.

O(Ax) = dO(Am) Equazione Impossibile – Il blog della mostra

Marte Associazione Culturale – Pagina Facebook

marteassociation@gmail.com

Video Intervista rilasciata a Ravenna Web TV il 4 novembre 2011

Opere:

Luca Barberini, Folla (particolare), 2009

janesfonda, afterfolla, 2011 (After Luca Barberini)

Jo Braun, Mosaic Plastered Over (MoPO), 2010

Filippo Farneti, Deleting memory (particolare), 2011 (After Jo Braun)

CaCO3, Immersione (progetto site-specific), 2011

Enrico Malatesta, After CaCO3, 2011

CaCO3, Organismo n.19, 2011

Orthographe, senza titolo, 2011 (After CaCO3)

Arianna Gallo, Lens, 2009

David Loom, Revolve, 2011 (After Arianna Gallo)

Takako Hirai, Istinto, 2011

Giorgia Severi, Juniperus Chinensis Stricta, 2011 (After Takako Hirai)

Andrej Koruza, Tessera e Fuga #6 (particolare), 2008

Filippo Pirini, pǝɟɹɐƃ, 2011 (After Andrej Koruza)

Julian Modica, Surface sensible, 2006

NASTYNASTY©, Ario’s Bubbles Vision (QR), 2010 (After Julian Modica )

NASTYNASTY©, Ario’s Bubbles Vision, 2010 (After Julian Modica)

Atsuo Suzumura, Battaglia di Okehazama, 2002

Serena Nostini, Naginata 2.0, 2011 (After Atsuo Suzumura)

Matylda Tracewska, Black Square II, 2011

Takahiro Watanabe, Una sedia (particolare), 2011 (After Matylda Tracewska)

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MARTE Associazione Culturale

Premessa: inaugura oggi alle 18.00 in piazzetta Ariani a Ravenna la prima mostra dell’Associazione Culturale Marte, nata nel maggio 2011 e della quale sono socio fondatore insieme ad altri critici e artisti.

Si tratta di un progetto di “contro mosaico”  in esposizione presso più sedi pubbliche e private, del quale rendo noto comunicato stampa e info.

Mostra: O(Ax) = dO(Am)Equazione Impossibile
Da un’idea di: Daniele Torcellini
Cura e organizzazione: Marte Associazione Culturale
Sedi : Mar – Museo d’Arte della Città di Ravenna, Battistero degli Ariani, Longo Souvenir, Ostello Galletti Abbiosi
Periodo: Ravenna, 5 – 20 novembre 2011 nell’ambito della seconda edizione del Festival Internazionale di Mosaico Contemporaneo Ravenna Mosaico
Inaugurazione: venerdì 4 novembre 2011 ore18.00 a partire da Via degli Ariani 18, Longo Souvenir;ore 19.00 performance di Filippo Pirini, Via Diaz 34-66
Finissage: domenica 20 novembre 2011 ore 16.30 performance di Enrico Malatesta, Battistero degli Ariani
Con la collaborazione di:  Comune di Ravenna, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini, CIDM, Mar – Museo d’Arte della Città,Ravenna Teatro – Teatro Rasi, Ostello Galletti Abbiosi, Longo Souvenir
Con il sostegno di: Comune di Ravenna
Ingresso: Gratuito

Il progetto di mostra O(Ax) = dO(Am) Equazione Impossibile, nato da un’idea di Daniele Torcellini e curato dall’Associazione Culturale Marte è in programma a Ravenna dal 4 al 20 Novembre 2011, nell’ambito del Festival Internazionale RavennaMosaico, presso il Mar – Museo d’Arte della Città, il Battistero degli Ariani, Longo Souvenir e Ostello Galletti Abbiosi. Il progetto intende indagare i concetti di originalità e derivazione nell’arte, attraverso una riconsiderazione del ruolo, del valore e dell’utilizzo della tecnica del mosaico in rapporto ad altre tecniche d’arte. Il progetto intende capovolgere una delle caratteristiche tradizionalmente associate al mosaico, ovvero quella di essere esclusivamente uno strumento di traduzione di idee originali, come bozzetti pittorici di artista o progetti di design.

Le opere esposte nell’ambito della mostra O(Ax) = dO(Am) Equazione impossibile testimoniano un rovesciamento dei tradizionali ruoli di ideatore ed esecutore, originale e derivazione. Ora sono le opere a mosaico a fare da bozzetto e ad essere oggetto di traduzione, ma anche appropriazione, interpretazione, ispirazione e mistificazione attraverso altri linguaggi artistici: pittura, fotografia, scultura-installazione, musica, video-arte, performance, etc.

L’esposizione prevede che le opere a mosaico non siano esposte, incluse solo fotograficamente nel catalogo di mostra. Ad essere esposte sono esclusivamente le traduzioni, in quanto opere dalla piena autonomia espressiva. In questo modo s’intende sia porre al centro della scena, sia escludere il mosaico – e con esso il concetto di originalità – dall’operazione artistica, in quella progressiva catena di creazione che vede l’arte nascere dall’arte.

Artisti Mosaicisti: Luca Barberini, Jo Braun, CaCO3, Arianna Gallo, Takako Hirai, Andrej Koruza, Julian Modica, Atsuo Suzumura, Matylda Tracewska.

Artisti Traduttori: Filippo Farneti, janesfonda, David Loom, Enrico Malatesta, NASTYNASTY©, Serena Nostini, Orthographe, Filippo Pirini, Giorgia Severi, Takahiro Watanabe.

O(Ax) = dO(Am) Equazione Impossibile – Il blog della mostra

Marte Associazione Culturale – Pagina Facebook

marteassociation@gmail.com

+39 329 8194477

Intervista sul settimanale Ravenna & Dintorni

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Premessa: di seguito la seconda e ultima parte della presentazione critica in catalogo della collettiva musiva AFTER AFTER, curata da Felice Nittolo, Daniele Torcellini e da me. L’esposizione è attualmente in corso sino al prossimo 16 aprile 2011 presso Art gallery niArt di Ravenna.

Before AFTER AFTER (parte seconda) di Luca Maggio e Daniele Torcellini

Daniele 28/02/11 21.50

…ti riferisci all’articolo su Ravenna e Dintorni? Sì, io preferisco ragionare sul concetto di cultura visuale… anche se forse questo stesso concetto è solo una moda passeggera utile a rinfrescare una disciplina che mostra alcuni acciacchi… e sarà destinato ad essere superato come altre mode passeggere… e comunque sì… meglio spostare lo sguardo, come hanno fatto questi giovani artisti…

Luca 28/02/11 21.53

…infatti, tenendo presente che in quanto artisti del 2011 sono più emancipati nell’uso e nella combinazione dei linguaggi, o meglio aggiornati sulle possibilità odierne, senza particolari restrizioni, a parte l’onestà e la singolarità del proprio percorso…

Daniele 28/02/11 21.55

…ieri stavo riflettendo sul fatto che questi artisti sono usciti tutti da una formazione prevalentemente orientata al mosaico ed ognuno di loro ha prodotto e produce risultati differenti. Chi realizza opere strutturalmente musive, chi opere decorativamente mosaicate, chi opere che hanno solo un riferimento alla poetica del mosaico e chi opere che non hanno più nulla a che vedere con il mosaico…

Luca 28/02/11 22.01

verissimo: dovrebbero farsene una ragione coloro che pontificando ritengono il mosaico morto e finito e in realtà non conoscono quanto siano stati fertili anche solo gli ultimi dieci anni! Aveva ragione Catullo: “le chiacchiere dei vecchi inaciditi non stimiamole che un soldo bucato…”. Questa testimonianza che sarà After After dimostra proprio il contrario: tuttora si può partire dal mosaico più tradizionale, ma nulla osta a far sparire le tessere, a creare un mosaico solo virtuale (che sembra ma non è, anche se poi, essendo visibile, in effetti è, rimanda a… e qui si aprirebbero discorsi semiotici: ecco dove può anche condurre il mosaico-non mosaico contemporaneo…), per non dire di altre ricerche che interpretano la tessera in senso lato… o ancora chi ne costruisce andamenti inediti…

Daniele 28/02/11 22.02

…mmmhh… io penso che parlare del fatto che il mosaico è vivo sia come parlare del fatto che la pittura è morta… mosaico e pittura sono linguaggi, tecniche, non sono né morte né vive… le loro possibilità espressive dipendono dalla mano e dalla mente dell’artista… che poi dal loro utilizzo, come dall’utilizzo di qualunque altro mezzo, si possa arrivare ad un’opera d’arte, questo è da discutere, caso per caso, nel tempo, nel mercato e in ogni altra sede dove la definizione di artisticità possa avere un senso o un’utilità…

Luca 28/02/11 22.04

sul mercato preferirei glissare, per me non è un criterio valutativo affidabile (se non per autori storicizzati, e anche lì…), ma una banderuola quando non una bolla, a volte con preconcetti che ancora pesano e ingiustamente proprio sul mondo del mosaico artistico… mentre sulla definizione di artisticità… non so cosa vuoi/voglia dire, rispetto anche a quanto ci siamo scritti prima… riguardo al fatto che mosaico, pittura etc. sono linguaggi/tecniche e in quanto tali né vivi né morti, siamo d’accordo: ogni tanto salta fuori qualcuno col leitmotiv “l’arte è morta”: molto banalmente, finché esisterà l’uomo sul pianeta esisterà l’arte, che essendo espressione e pensiero vivo dell’uomo, miscela di carne mente mani e tempo umani, muta col trascorrere del tempo, necessariamente, o saremmo ancora qui a copiare statue greche o le colombine di Galla Placidia… il che è sempre possibile, magari attraverso il filtro dell’ironia, altro formidabile e feroce mezzo dell’intelligenza: mettere un paio di baffi alla Gioconda e il mito è denudato… ecco se l’uomo si estinguesse mi spiacerebbe quasi più per la scomparsa dell’ironia: in sé la natura non lo è, ironica intendo… ma non voglio andare troppo fuori tema… torniamo al nostro mosaico…

Daniele 28/02/11 22.07

…opere che ingannano, serialità, opere fatte di tessere che non sono mosaici, opere che possono essere mosaici ma non di tessere, realismi e astrazioni, tradizionalismi e sperimentazioni. Le possibilità espressive si inseguono e si intrecciano le une alle altre senza soluzioni di continuità… è il senso della vista quello che più viene solleticato in questa mostra…

Luca 28/02/11 22.08

sono d’accordo, ma proprio per la natura di queste opere, come accennavo poco fa, sono propenso a leggerle anche a livello semiologico e di rottura (o evoluzione) semantica in più di qualche caso… ma probabilmente sono mie deformazioni professionali, o meglio passionali… l’artista oggi sa che può fare e fa senza porsi limiti (ma anche questo non è vero sino in fondo o non sarebbe forse il limite dei limiti?)…

Daniele 28/02/11 22.09

…Luca come pensi di lavorare sul testo critico per la mostra?

Luca 28/02/11 22.10

…sai, io stavo pensando a qualcosa a quattro mani… che ne dici?

Daniele 28/02/11 22.11

…mmmhhh… a quattro mani? non sono molto convinto… abbiamo due modi di scrivere molto diversi l’uno dall’altro…

Luca 28/02/11 22.12

e se pensassimo a qualcosa come un dialogo?

Daniele 28/02/11 22.12

…ecco! anche io stavo pensando ad un dialogo!!!

Luca 28/02/11 22.13

e anche da un punto di vista critico, trattandosi di una collettiva, anziché fare il solito elenco della spesa con relative due righe a testa, può essere più stimolante costruire un dialogo cercando le linee comuni, se esistono, fra personalità così differenti e originali.

Daniele 28/02/11 22.15

…bene bene! vada per il dialogo!… o altrimenti una chattata su skype? eh eh…

Luca 28/02/11 22.15

ma sì, perché no?

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Art gallery niArt – Ravenna

Ravenna Web TV – video intervista ai tre curatori

Ps. Il linguaggio del mosaico è da molti anni veicolo di un intenso scambio tra Ravenna e il Giappone e molto nutrita è la presenza di artisti di provenienza giapponese che ha gravitato e che gravita intorno a Ravenna. È anche per questo motivo che si è deciso di mettere in vendita il catalogo della mostra al prezzo di € 5: il ricavato delle vendite sarà devoluto alla croce rossa del Giappone.

Atzuo Suzumura, Akatonbo, 2008

Gianluca Costantini, Opus cotidianum, 2009 (cartone di G. Costantini, realizzazione studio Koko Mosaico)

Mattia Battistini, Tigre, 2003

Luca Barberini, White collars, 2011

Takako Hirai, Istinto, 2011

Valeria Ercolani, 22, 2011

Filippo Tazzari, 2012, 2011

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Premessa: il testo seguente è la prima parte della presentazione critica in catalogo per la collettiva musiva AFTER AFTER, curata da Felice Nittolo, Daniele Torcellini e da me. L’esposizione è attualmente in corso sino al prossimo 16 aprile 2011 presso Art gallery niArt di Ravenna.

Before AFTER AFTER (parte prima) di Luca Maggio e Daniele Torcellini

Luca 28/02/11 21.32

ciao Daniele, ci sei?

Daniele 28/02/11 21.32

ciao Luca, sì, dimmi…

Luca 28/02/11 21.33

ti ha chiamato Felice?

Daniele 28/02/11 21.33

sì, …per After?… sì!

Luca 28/02/11 21.34

bella l’idea di riportare in vita quel progetto, aggiornandolo…

Daniele 28/02/11 21.34

…con una coincidenza cabalistica di date… il progetto si è svolto dal 1991 al 2001 e riapre i battenti nel 2011…

Luca 28/02/11 21.36

…che ne dici di chiamarlo After After?

Daniele 28/02/11 21.36

…mi piace! …era interessante l’idea di Felice di coinvolgere gli studenti diplomati all’Istituto d’Arte “G. Severini” per mettere in pratica ma anche andare oltre gli insegnamenti ricevuti durante gli anni scolastici. Era una prima verifica ed un prima opportunità del “dopo” …dell’after appunto…

Luca 28/02/11 21.38

…curioso anche il metodo che avevano adottato: i ragazzi si riunivano nello studio del prof. e a turno mettevano in una cesta un foglietto con una parola: ne estraevano una o un paio a caso ed ecco trovato il titolo e il tema di ciascuna edizione, ad esempio “Natura crescente”, “Vuoti d’ombra”, “Artificio”…  Poi alcuni di quei giovani talenti si sono persi per via, mentre altri hanno continuato. E nuove leve nel frattempo si sono aggiunte.

Daniele 28/02/11 21.40

a distanza di 10 anni dall’ultimo appuntamento, includere sia alcuni di quegli studenti, oggi artisti espressivamente maturi ed affermati, sia altri più giovani artisti, sempre formati a Ravenna e prevalentemente intorno al linguaggio del mosaico, be’, mi sembra un’idea efficace!

Luca 28/02/11 21.42

l’obiettivo è far dialogare due se non tre generazioni di nuovi interpreti del mosaico: dai ventenni ai neoquarantenni….

Daniele 28/02/11 21.42

intendi… dai giovani ventenni ai giovani quarantenni? Come va tanto di moda in Italia… giovani ad ogni età!… comunque, è importante fermarsi e riflettere su esperienze che si sono sviluppate e aprire possibili percorsi di altre esperienze che si svilupperanno: sono i due poli intorno ai quali collocare gli artisti in mostra…

Luca 28/02/11 21.43

inoltre, altro segno dei nostri tempi, non sono solo di provenienza ravennate o nazionale, ma ben oltre, dall’est Europa al Giappone… il discorso è anche quello sulla formazione artistica che Ravenna offre… e sulle possibilità che il linguaggio del mosaico può esprimere nel contesto dell’arte contemporanea (e va da sé internazionale).

Daniele 28/02/11 21.45

…dai Luca… il concetto di arte contemporanea è morto…  e pure quello di internazionalità! eh eh eh…

Luca 28/02/11 21.46

…no!!!… o meglio, questi sono artisti tout court, che non si pongono più il problema di emancipare la tecnica scelta, il mosaico, dall’ambito dell’artigianato o della mera trasposizione. Queste battaglie sono già state affrontate dai loro padri e maestri. Semplicemente loro operano con le tessere o con altri materiali che concettualmente diventano mosaico – e lo auspicava lo stesso Nittolo nel manifesto dell’Aritmismo già nell’84 – come un altro può usare i pennelli o il bulino. Anzi hanno talmente metabolizzato tutto questo che agiscono di conseguenza con naturalezza, tanto che in alcuni casi sono oltre lo stesso concetto novecentesco di contaminazione dei generi: cosa fanno? Scultura, pittura, mosaico? Ma che vale cercare di incasellare? Come hai già avuto modo di dichiarare, non ha senso chiedersi quali caratteristiche diano la targhetta di arte ad un’opera musiva contemporanea, come non avrebbe senso chiederselo per un’opera pittorica o d’altro…

(continua…)

Art gallery niArt – Ravenna

Ravenna Web TV – video intervista ai tre curatori

Ps. Il linguaggio del mosaico è da molti anni veicolo di un intenso scambio tra Ravenna e il Giappone e molto nutrita è la presenza di artisti di provenienza giapponese che ha gravitato e che gravita intorno a Ravenna. È anche per questo motivo che, si è deciso di mettere in vendita il catalogo della mostra al prezzo di € 5: il ricavato delle vendite sarà devoluto alla croce rossa del Giappone.

Silvia Naddeo, Cookie time, 2011

Giorgia Severi, Opus Hortus, 2011

CaCO3, Movimento n.13, 2011

Arianna Gallo, Dittico, 2011

Roberta Grasso, Soft, 2011

Dusciana Bravura, Stoffa, 2011

Matylda Tracewska, Il cane, 2008

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