Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘giuseppe tomasi di lampedusa’

Lucio Piccolo (1901 -1969)

“Mi trovavo dinanzi al barone Lucio Piccolo di Calanovella, scrittore finora inedito, sì, ma anche musicista completo, studioso di filosofia che può leggere Husserl e Wittgenstein nei testi originali, grecista agguerrito, conoscitore di tutta la poesia europea vecchia e nuova, lettore per esempio, di Gerard Manley Hopkins e di Yeats, di cui condivide le inclinazioni esoteriche. Mi trovavo, insomma, di fronte a un clerc così dotto e consapevole che veramente l’idea di dovergli essere padrino mi metteva in un insormontabile imbarazzo. Lucio Piccolo ha letto tous les livres nella solitudine delle sue terre di Capo d’Orlando; ma non segue nessuna scuola.” Eugenio Montale, dalla Prefazione a Canti barocchi e altre liriche (Milano, 1956).

Queste parole, a distanza di oltre cinquant’anni sono ancora una presentazione ottima dei versi e della personalità di Lucio Piccolo (Palermo, 1901 – Capo d’Orlando, Messina, 1969), che nel piacere della meditazione e della solitudine (pare di vederlo passeggiare fra i suoi orti e uliveti oppure fermo, rivolto al mare ondoso, o, ancora, seduto nella sua biblioteca a sfogliare con lentezza un volume) condivideva col suo nobile e più noto cugino Tomasi di Lampedusa una cultura autenticamente europea e di respiro universale (che un brutto neologismo contemporaneo definirebbe pluridisciplinare), otium quanto mai distante dalla trombonesca quanto vacua saccenteria cattedratica italiana.

Gioacchino Lanza Tomasi, Lucio Piccolo e suo cugino Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Solo che, riprendendo Montale, non seguendo nessuna scuola, è rimasto pressoché ignorato dalle antologie e dagli insegnamenti ufficiali, uno splendido isolato da riscoprire dunque, sebbene non sia semplicissimo trovare in commercio le sue raccolte, rare e preziose, al più disponibili sul mercato antiquario e spesso edite con eleganza inconfondibile da quei benefattori della cultura italiana che sono stati gli Scheiwiller (Vanni in questo caso), cui doverosamente l’Università degli Studi di Milano ha dedicato un volume, I due Scheiwiller – Editoria e cultura nella Milano del Novecento (Milano 2009), avendo acquisito il loro impareggiabile archivio.

Pierre Bonnard, Sala da pranzo in campagna, 1913, The Minneapolis Institute of Arts, Minneapolis

Mobile universo di folate

di raggi, d’ore senza colore, di perenni

transiti, di sfarzo

di nubi: un attimo ed ecco mutate

splendono le forme, ondeggiano millenni.

E l’arco della porta bassa e il gradino liso

di troppi inverni, favola sono nell’improvviso

raggiare del sole di marzo.

Lucio Piccolo da Liriche in Antologia Poetica (All’insegna del pesce d’oro di Vanni Scheiwiller, Milano 1999)

I GIORNI

I giorni della luce fragile, i giorni

che restarono presi ad uno scrollo

fresco di rami, ad un incontro d’acque,

e la corrente li portò lontano,

di là dagli orizzonti, oltre il ricordo,

– la speranza era suono d’ogni voce,

e la cercammo

in dolci cavità di valli, in fonti –

oh non li richiamare, non li muovere,

anche il soffio più timido è violenza

che li frastorna, lascia

che posino nei limbi, è molto

se qualche falda d’oro ne traluce

o scende a un raggio su la trasparente

essenza che li tiene –

ma d’improvviso nell’oblio, sul buio

fondo ove le nostre ore discendono

leggero e immenso un subito risveglio

trascorrerà di palpiti di sole

sui muschi, su zampilli

che il vento frange, e sono

oltre le strade, oltre i ritorni ancora

i giorni della luce fragile, i giorni…

Lucio Piccolo da Gioco a nascondere in Antologia Poetica (All’insegna del pesce d’oro di Vanni Scheiwiller, Milano 1999)

Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella

Annunci

Read Full Post »