Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘guida degli smarriti’

Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Premessa

Sabato 20 ottobre all’interno della dodicesima edizione di Rencontres Internationales de Mosaïque ha inaugurato la mostra In-Between di Matylda Tracewska presso la Chapelle Saint Éman di Chartres, visitabile sino al 16 dicembre 2018. Scrivere per questa esposizione e per quest’artista in piena maturità creativa è stato fonte di piacere profondo. Quello che segue è il testo in catalogo.

 

////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////

 

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska. In-Between

di Luca Maggio

“Le Temps scintille et le Songe est savoir.” Paul Valéry, Le cimetière marin

La metafora è tra le prime figure retoriche che si studiano sui banchi di scuola. Etimologicamente viene dal verbo μεταϕέρω ovvero “trasferire, portare oltre”. La metafora è alla base del linguaggio poetico, poiché è in grado di traghettare il significato e il suono delle parole quotidiane verso le rive delle Muse, ampliandone il senso o trovandone uno inedito.

Matylda Tracewska ha scelto di intitolare questa mostra In-Between perché ha avvertito a questo punto della sua vita l’urgenza di confrontarsi col passaggio materiale e metaforico di tecniche e mezzi differenti, il vetro e il mosaico principalmente, rispetto a un luogo così carico di storia per il quale ha pensato le nuove opere, dunque Chartres e in particolare la Chapelle Saint Éman.

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Questa ricerca poetica parla dunque di trasparenza in una delle località cardine delle vetrate medievali che “significano al tempo stesso luce e colore; costruiscono un’architettura colorata e luminosa, hanno dimensione monumentale e conservano nel tempo stesso il carattere prezioso delle gemme. (…) la semplice contemplazione dei colori splendenti aveva per effetto di innalzare lo spirito dalle cose materiali alle immateriali e di trasportare la mente da un mondo inferiore a uno superiore, in una regione dell’universo che non apparteneva interamente né alla bassa terra né al puro cielo.” (E. Castelnuovo, Vetrate medievali, Torino 2007, pp.8-9)

Tuttavia Matylda da sempre predilige un uso accorto dei colori che, sono delicatamente presenti come i ritratti di persone e personaggi. E questi compaiono quasi sospesi, come emergendo dal fondo per dare forme riconoscibili al grumo circostante, che in realtà mai è frutto di disordine ma studio attento dei pesi e delle distribuzioni delle singole tessere, qualsiasi sia la loro origine, lapidea, vetrosa, perlacea ecc.

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, foto Matylda Tracewska in studio

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

I colori della Tracewska, essendo la natura dei suoi lavori indubbiamente anche pittorica, richiamano il dilùcolo, la prima alba e non i fuochi del tramonto, le tinte del principio del mattino, chiarità aurorali che si giocano in delicatezze, soffi talvolta appena accennati, sfumati, tendenti al bianco, alla pura luce: non aggrediscono l’occhio, lo invitano all’ascolto, al raccoglimento e catturano l’anima senza il clamore di effetti spettacolari quanto effimeri: sono un canto gregoriano che accoglie il giorno e riverbera dopo essersi compiuto, come l’alternarsi delle voci di The Hilliard Ensemble e del sassofono di Jan Garbarek in Parce mihi domine nel capolavoro Officium o il salire e ridiscendere ora femminile ora maschile, nudo semplice e forte, del canto di The Tallis Scholars nel Magnificat di Arvo Pärt in Tintinnabuli.

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda è riuscita a rendere metafora i materiali usati per riflettere sull’incontro fra natura, anche umana, e cultura, o meglio le culture che ha incrociato e fatto proprie: lei, artista polacca, che si è formata sul mosaico bizantino-ravennate, che segue, secondo la regola, gli andamenti delle tessere, a differenza della sua tradizione d’origine, che tende invece all’assemblaggio degli elementi. A ciò si aggiunga l’influenza orientale, in particolare la scoperta meditativa e spirituale dei giardini giapponesi, come quello di pietra, il Ryōan-ji di Kyoto.

Così quest’artista è arrivata a ciò che Heidegger chiamava “il giungere-nella-vicinanza di ciò che è lontano” laddove, commenta John Berger, “c’è un movimento reciproco. Il pensiero si avvicina a ciò che è lontano; ma a sua volta ciò che è lontano si avvicina al pensiero.” (Sul guardare, Milano 2017, p.123)

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Chi esperisce queste sue opere, grazie anche ai giochi di riflessione dei materiali scelti, si trova coinvolto in esse, felice di fermarsi, di restare intrappolato in un tempo che pare annullarsi nel suo dilatarsi, poiché sono “minuti depredati della luce” (Agota Kristof, I paesaggi più belli, in Chiodi, Bellinzona 2018, p.21) e sente la tensione alla verticalità attraverso la collocazione di ogni singolo lavoro, inclusi quelli sul pavimento, in dialogo con gli altri e il contesto operativo: tutto si eleva.

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Alle pareti nascono sia i due piccoli lacerti con trama a pelta, quasi foglie di pietra o pelli di mosaico antico appese forse per ricordare frammenti di memoria perduta, come il particolare di una lacrima che cade da un occhio ormai chiuso, sia i ritratti umani, corpi o solo volti, col loro carico di mistero irrisolto, che appaiono-scompaiono su trame musive a nido d’ape, o circolari, oppure bianche in opus reticulatum, o come incorniciate in foto senza tempo, o letteralmente pietrificati grazie all’uso di tessere lapidee. E ancora un altro viso, quasi galleggiante, su uno dei “muschi”, escrescenze organiche altrimenti aniconiche, fatte di onice e perline fittissime, posizionate senza lasciare interstizi, che sono invece evidenti per terra, lungo la navata centrale, sul tappeto di  tessere-calchi di resina, fiume geometricamente scandito e definito che l’artista ha ritoccato con pigmenti in polvere, inserendo qua e là qualche raro calcare bianco naturale con venature verdi, appunto come sassi in un corso d’acqua viva e corrente, bagnati dalla luce che li attraversa: “Più ancora dell’acqua, che mi è stata così cara, ho amato la luce. Non soltanto i colori che sono il suo ornamento e il suo lusso come lo stile è l’ornamento e il lusso del linguaggio. Ma quella semplice luce che ci giunge dal Sole e che fa vivere il mondo. Mi è sempre sembrato che la luce fosse qualcosa di paragonabile al pensiero o a quello che chiamiamo lo spirito: un dono della materia che però si eleva per miracolo, nello stupore e nell’emozione, alla sovrana dignità della grandezza e della bellezza.” (Jean D’Ormesson, Guida degli smarriti, Vicenza 2016, pp.39-40)

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Proseguendo in questo mescolarsi e annullarsi reciproco di natura e artificio (dove sono i confini ora?), dal pavimento emergono sia la scultura-installazione di bambù in vetri verdi, sia le quattro piccole sculture coperte di fiori di madreperla e l’unica in vetri blu. Esse richiedono una sosta per seguire le torsioni minute della luce che si adegua ai labirinti ora voluti ora casuali della Tracewska, la quale lega-slega-rilega le singole tessere in screziature grazie al filo della luce che illumina gli insiemi delle superfici, ma nel dettaglio, avvicinandosi, procede attimo dopo attimo, fiore di luce per fiore di luce nelle sculture di madreperla o frammento per frammento in quelle di vetri blu e si arrende, alla fine, questa luce, si abbandona soddisfatta per abbracciarne ogni millimetro e trovare dimora presso questi oggetti, cadendo in loro, nascondendosi fra gli interstizi per farsi materia essa stessa, metamorfosi in forma di vetro o madreperla, riverberando anche sulle pietre e resine circostanti. Ecco il mosaico, lo splendore.

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, foto Matylda Tracewska all’aperto

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Tutto infine conduce al culmine, alla cascata di luce dell’abside, la vera grande vetrata della Tracewska, il velo di organza e tessere di vetro visibili da ambo i lati e che forse non si limitano a scendere o salire verso l’altro, ma sono porta, passaggio diretto di un altrove luminoso come la finestra-icona di Pavel Florenskij: “una finestra è una finestra in quanto attraverso ad essa si diffonde il dominio della luce, e allora la stessa finestra che ci dà luce è luce, non è somigliante alla luce, non è collegata per un’associazione soggettiva a una nozione di luce soggettivamente escogitata, ma è luce stessa nella sua identità ontologica, quella luce indivisibile in sé e non divisibile dal sole che splende nel nostro spazio.” (Le porte regali, Milano 2007, p. 60)

A tanto è giunta Matylda Tracewska con le sue briciole di materia, di sguardi e mani pazienti, di trasparenze intuite, attese, pensate: con Devozione direbbe Yves Bonnefoy, per “mantenere gli dei in mezzo a noi.”

Uscendo da questo luogo, attraversati dall’eco dell’esperienza di tanta luce possibile, non si può che serbarne a lungo nostalgia.

facebook.com/matylda.tracewska

Matylda Tracewska, In-between, 20 ottobre – 16 dicembre 2018, Chapelle Saint Éman, Chartres, foto Clément Mitéran e Laura Hirennau

Annunci

Read Full Post »