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Il poeta Pierluigi Cappello

Per caso, qualche anno fa, ho sentito parlare della poesia di Pierluigi Cappello (Gemona del Friuli, Udine, 1967) e da subito ho desiderato avere tra le mani, sotto agli occhi, le sue parole: tuttora ringrazio la cortesia dell’editore Liboà che mi spedì una delle rare copie della bellissima plaquette Dittico (Dogliani, 2004), come recita il sottotitolo “Poesie in italiano e friulano”, le due lingue dell’autore.

Appresi poi che Cappello sin dall’età di 16 anni è su una sedia a rotelle, causa un incidente di moto. Di recente la sue condizioni di disagio e indigenza si sono aggravate, talché faccio mio l’appello letto un paio di giorni fa sulla Domenica del Sole 24 Ore (22 gennaio 2012, pag.33) circa l’opportunità e l’urgenza di aiutare una delle voci più intense e originali della nostra poesia contemporanea, già vincitore di premi importanti per diverse sue opere (fra gli altri il Montale Europa di poesia per Dittico, il Pisa e il Bagutta Opera Prima per Assetti di volo del 2006 e il Viareggio-Repaci per Mandate a dire all’imperatore del 2010, entrambe le raccolte pubblicate da Crocetti Editore), affinché gli sia assegnato il vitalizio previsto dalla legge Bacchelli.

Pertanto invito tutti gli amici di questo blog, followers, visitatori abituali e occasionali, a scrivere quanto prima un’e-mail in proposito all’attenzione del Presidente del Consiglio regionale friulano Maurizio Franz (presidente.consiglio@regione.fvg.it) e al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano (https://servizi.quirinale.it/webmail/): aiutiamo un uomo e un grande poeta a continuare a vivere con dignità.

 

In nissun puest ma achì ti volarès

niçant adôr sul niçul des peraulis

peraulis come fraulis  ti darès

che vite ator ator e je tampieste

jo e te mâr fer tal mieç da la tampieste

e messedant i tiei cui miei cjavei

amôr plui tô la mûse tô e sarès

e non il to plui non, cun dut il rest forest

in cheste lenghe nude e in nissun puest.

(In nessun luogo ma qui ti vorrei/ cullandoti nel su e giù delle parole/ parole fresche come fragole ti darei/ che la vita attorno è una tempesta/ io e te mare fermo in mezzo alla tempesta/ e mescolando i tuoi coi miei capelli/ più tuo, amore, il volto tuo sarebbe/ più nome il tuo nome, con tutto il resto straniero/ in questa lingua nuda e in nessun luogo.)

Pierluigi Cappello, da Dittico (Liboà Editore in Dogliani, 2004) 

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La Carta

Resta la carta mentre mi dileguo
specchio di me che non è me stesso
rimedio oppure tedio quando intesso
trame di me scrivendomi e m’inseguo.
 

Pierluigi Cappello, da Assetto di volo, (Crocetti Editore, Milano, 2006)

 

Pierluigi Cappello – sito ufficiale

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