Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘omosessualità’

Dopo anni, ho rivisto con piacere in dvd Priscilla, o meglio The Adventures of Priscilla, Queen of the Desert, film del 1994 di Stephan Elliott, che narra il lungo viaggio di tre drag queen da Sidney ad Alice Springs, nel cuore del deserto australiano, a bordo di un malridotto pullman, ribattezzato appunto Priscilla.

Le protagoniste, due omosessuali, Mitzi Del Bra/Hugo Weaving e Felicia/Guy Pearce, e un transessuale, Bernadette Bassenger/Terence Stamp (le cui facce, battute e presenza scenica valgono l’intera pellicola, ma non chiamatelo Ralph!), decidono di prendersi una pausa dalla grande metropoli e dalle loro vite, forse giunte ad un binario morto.

L’occasione è la tournée organizzata dall’ex moglie lesbica (errori di gioventù!) di Mitzi, che porterà le magnifiche tre ad esibirsi non solo nei locali previsti, ma in luoghi improbabili del deserto australiano, che sembra non avere fine, tra rocce, sabbia, aborigeni, minatori e lucertole squamose.

 

Bernadette/Terence Stamp, Mitzi/Hugo Weaving e Felicia/Guy Pearce in Priscilla, la regina del deserto (1994)

 

Come sempre il viaggio vale più della meta: alla fine c’è chi troverà l’amore, l’ultimo forse, chi un figlio di otto anni e tutti, comunque, ritroveranno se stessi, liberi di esserlo finalmente, fra luccichii di paillettes, colpi di rossetto, chili di fondotinta e mascara,  strascichi svolazzanti (bellissime le scene sul tetto di Priscilla al suono di “Sempre libera degg’io”) di costumi giustamente premiati con l’oscar nel ’95 (altra scena top è Finally, durante lo spettacolo), senza scordare la colonna sonora, perfetta con le note disco di Alicia Bridges, Gloria Gaynor, dei Village People e il fantasma degli Abba che aleggia in musica e, letteralmente, in “cacca”.

Dunque un film traboccante ritmo e ironia, pur non rinunciando a spunti drammatici, come i vari flash back sull’infanzia dei personaggi. Un film su certi temi di sedici anni fa, ma, se non erro, come dice uno dei personaggi delle ultime Mine vaganti di Özpetek (finalmente più divertente e meno lezioso), “quelli erano gli anni ’90.”


Annunci

Read Full Post »

Stratagemma n.18: se ci accorgiamo che l’avversario ha messo mano a un’argomentazione con cui ci batterà, non dobbiamo consentire che arrivi a portarla a termine, ma dobbiamo interrompere, allontanare o sviare per tempo l’andamento della disputa e portarla su altre questioni: in breve, avviare una mutatio controversiae.

Stratagemma n.26: un tiro brillante è la retorsio argumenti: quando l’argomento che l’avversario vuole usare a proprio vantaggio può essere usato meglio contro di lui.”

Questi “suggerimenti” vengono da L’arte di ottenere ragione di Arthur Schopenhauer (1788-1860).

Senza conoscere chi fosse costui, è abbastanza usuale sentirli applicati in un qualsiasi dibattito dai politici italiani: tutto, pur di non affrontare i problemi reali con tentativi di soluzione che evidentemente nessuno si prova neanche di pensare.

Leggo in questi giorni che i vertici ecclesiastici, travolti dallo scandalo pedofilia, dichiarano che tale pratica immonda è associabile all’omosessualità anziché al celibato.

Bene: ho più di qualche amico gay ancora una volta ingiustamente (e inutilmente) offeso. Immagino che preti e curia vaticana conoscano il filosofo tedesco, essendo di letture migliori (basta poco) dei parlamentari nostrani. Mi auguro non si scordino del Principale, che senza sconti, senza se né ma, afferma: “Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.” (Mt, 18,6)

Read Full Post »