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Posts Tagged ‘pedofilia’

Mi affretto a ridere di tutto, per la paura di doverne piangere” Beaumarchais

Non c’è problema, Rai3, 2003: la prima apparizione televisiva di Cetto La Qualunque, forse il personaggio più coriaceo di Antonio Albanese (Lecco, 1964), del quale è coautore Piero Guerrera (Palmi, 1962): onorevole amorale, corrotto, violento, mafioso, volgare, eppure, in qualche assurdo modo, simpatico (o, sotto sotto, empatico?), il prototipo di tutto ciò che sarebbe venuto fuori nella realtà di questi ultimi tempi.

Non che sette anni fa non si facessero, o meglio, continuassero le nefandezze politiche. Ma La Qualunque, in leggero anticipo, non si vergognava di mostrare a chiunque la propria condotta, anzi orgoglioso di fare scuola con la new democracy, oggi più che mai vincente in Italia e che appunto, nel giro di anni brevissimi, avrebbe polverizzato ogni forma residua di contegno o di pudore, come si sarebbe detto una volta. Meglio ridere di noi stessi. O quasi.

È di qualche giorno addietro la notizia sconvolgente, circolata solo in rete, che alcuni senatori di Pdl (Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliariello, Roberto Centaro, Filippo Berselli) e Lega (Federico Bricolo, Sandro Mazzatorta e Sergio Divina) hanno firmato e inserito nel disegno di legge sulle intercettazioni, già di per sé gravissimo, l’emendamento 1707 riguardante la “violenza sessuale di lieve entità” nei confronti dei minori, per evitare l’arresto anche in flagranza di reato: una sorta di alibi per la pedofilia (e di “lodo Vaticano”?). Neanche la fantasia più atroce di un qualsiasi La Qualunque avrebbe potuto concepire una bestialità simile.

 

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Stratagemma n.18: se ci accorgiamo che l’avversario ha messo mano a un’argomentazione con cui ci batterà, non dobbiamo consentire che arrivi a portarla a termine, ma dobbiamo interrompere, allontanare o sviare per tempo l’andamento della disputa e portarla su altre questioni: in breve, avviare una mutatio controversiae.

Stratagemma n.26: un tiro brillante è la retorsio argumenti: quando l’argomento che l’avversario vuole usare a proprio vantaggio può essere usato meglio contro di lui.”

Questi “suggerimenti” vengono da L’arte di ottenere ragione di Arthur Schopenhauer (1788-1860).

Senza conoscere chi fosse costui, è abbastanza usuale sentirli applicati in un qualsiasi dibattito dai politici italiani: tutto, pur di non affrontare i problemi reali con tentativi di soluzione che evidentemente nessuno si prova neanche di pensare.

Leggo in questi giorni che i vertici ecclesiastici, travolti dallo scandalo pedofilia, dichiarano che tale pratica immonda è associabile all’omosessualità anziché al celibato.

Bene: ho più di qualche amico gay ancora una volta ingiustamente (e inutilmente) offeso. Immagino che preti e curia vaticana conoscano il filosofo tedesco, essendo di letture migliori (basta poco) dei parlamentari nostrani. Mi auguro non si scordino del Principale, che senza sconti, senza se né ma, afferma: “Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.” (Mt, 18,6)

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