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Oskar Kokoschka, Ritratto di Karl Kraus, 1925, Museum Moderner Kunst, Vienna

Oskar Kokoschka, Ritratto di Karl Kraus, 1925, Museum Moderner Kunst, Vienna

 

Come promesso nella premessa di ieri, ecco la pagina del primo aprile quest’anno dedicata al sottile ingegno mitteleuropeo di Karl Kraus (Jičín 1874 – Vienna, 1936): 

“Molti desiderano ammazzarmi. Molti desiderano fare un’oretta di chiacchiere con me. Dai primi mi difende la legge.”

“Un aforisma non ha bisogno di essere vero, ma deve scavalcare la verità. Con un passo solo deve saltarla.”

“Un aforisma non si può dettare su nessuna macchina per scrivere. Ci vorrebbe troppo tempo.”

“L’aforisma non coincide mai con la verità; o è una mezza verità o una verità e mezzo.”

“La donna è coinvolta sessualmente in tutti gli affari della vita. A volte perfino nell’amore.

“Quanto poco c’è da fidarsi di una donna, che si fa cogliere in flagrante fedeltà! Oggi fedele a te, domani a un altro.”

“Per essere perfetta le mancava solo un difetto.”

“Sotto il sole non c’è essere più infelice del feticista che brama una scarpa da donna e deve contentarsi di una femmina intera.”

“Non è vero che non si possa vivere senza una donna. È vero soltanto che senza una donna non si può aver vissuto.”

“La moralità è ciò che, pur senza essere osceno, offende grossolanamente il mio senso del pudore.”

“Le pene servono a spaventare coloro che non vogliono commettere peccati.”

“Lo scandalo comincia quando la polizia vi mette fine.”

“Ciò che nello sciovinismo non è simpatico non è tanto l’avversione per le altre nazioni quanto l’amore per la propria.”

“La vita familiare è un’interferenza nella vita privata.”

“La democrazia divide gli uomini in lavoratori e fannulloni. Non è attrezzata per quelli che non hanno tempo per lavorare.”

“Mentire per necessità è sempre perdonabile. Ma chi dice la verità senza esservi costretto non merita nessuna indulgenza.”

“Ci sono certi scrittori che riescono ad esprimere già in venti pagine cose per cui talvolta mi ci vogliono addirittura due righe.”

Karl Kraus, da Detti e contraddetti (a cura di R. Calasso, Adelphi, Milano, 1992).

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