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Posts Tagged ‘sara zolla’

Elia Cantori, Untitled (Explosion)

Questo evento è il secondo appuntamento espositivo dedicato alla giovane arte italiana presso Spazio Leonardo, il contenitore espositivo di Leonardo Assicurazioni – Gruppo Generali a Milano: una personale dell’artista visivo Elia Cantori con opere inedite appositamente realizzate. 

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Marta Barbieri e Paola Bonino di UNA Galleria (che da oltre un anno curano la programmazione espositiva dello Spazio Leonardo) e la Galleria CAR DRDE di Davide Rosi Degli Esposti. 

Cantori presenta al pubblico un’installazione composta da dieci fotogrammi in bianco e nero e due calchi in alluminio e stagno di medio formato.

Il lavoro di questo artista, che tra i molti linguaggi predilige in particolar modo la fotografia, guarda con particolare interesse agli  ambiti scientifici, ai fenomeni celesti, agli effetti della luce e della cinetica. La sua attitudine sperimentale e il ricorso costante a processi fisici e chimici, ispirano fra l’altro paragoni fra il suo operare e quello di uno scienziato.

Press Sara Zolla

Elia Cantori. Deep Vision

Spazio Leonardo, Milano 22 maggio – 20 settembre 2019

Elia Cantori, Untitled (Mirror), 2018
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Federico Pietrella, Dal 24 febbraio al 1 Marzo 2019, 2019, timbri datari con acrilico su tela, cm 100×80, courtesy l’artista e Galerie Born, Berlino

Il Festival Ipercorpo diretto da Claudio Angelini dedica anche quest’anno una sezione speciale alle arti visive che accoglierà al suo interno e farà proprio il tema di questa XVI edizione: La pratica quotidiana. Dal 30 maggio al 2 giugno presso l’Oratorio di San Sebastiano a Forlì, sono invitati a esporre sei artisti: Bekhbaatar Enkhtur, Marta Mancini, Gabriele Picco, Federico Pietrella, Nazzarena Poli Maramotti, Alessandro Sarra, i cui interventi sono affidati alla curatela di Davide Ferri. La sezione arte del festival non proporrà una vera e propria mostra ma si articolerà in uno spazio di lavoro quotidiano, dove le opere degli artisti si contamineranno e attiveranno reciprocamente.

Ipercorpo 2019
Ipercorpo 2019
Ipercorpo 2019

Si vedranno i lavori di Federico Pietrella, veri e propri racconti del tempo, in cui l’artista, utilizza un timbro datario come pennello; i dipinti di Nazzarena Poli Maramotti, attraversati da forze e movimenti che preludono a diverse potenzialità dell’immagine; i lavori di Alessandro Sarra, che nascono per via di stratificazioni successive; i disegni di Gabriele Picco, realizzati in un modo rapido e dimesso, con tratti da diario adolescenziale; i dipinti di Marta Mancini, dalle larghe campiture astratte e un’installazione di Bekhbaatar Enkhtur caratterizzata dall’utilizzo di materiali trovati e figure di animali modellate in argilla.

Press Sara Zolla

Ipercorpo – Festival delle Arti dal Vivo. La pratica quotidiana

Presso l’Oratorio di San Sebastiano, Forlì 30 maggio – 2 giugno 2019

Gabriele Picco, People I don’t like, 2008, cm 29×21, inchiostro biro su carta

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Jacopo Benassi, Giardino

La mostra raccoglie una selezione di fotografie realizzate dall’artista Jacopo Benassi durante i suoi soggiorni bolognesi negli ultimi anni.

Il corpus centrale delle opere è composto da una serie di ritratti di personalità legate alla città: artisti, scrittori, imprenditori, uomini d’affari, baristi, stilisti, musicisti, animatori culturali, attori… Un centinaio di persone dalle età varie, dai ventenni agli ultranovantenni, che fanno parte del paesaggio cittadino. Un case study che compone un mosaico in grado di darci un unico grande ritratto di Bologna oggi, fatto dei volti di alcune delle persone che la stanno animando e costruendo giorno dopo giorno. A queste fotografie si mescolano immagini di un giardino fotografato nel buio della notte. È il giardino interno di Palazzo Bentivoglio. Questi scatti notturni, mescolati ai volti, finiscono per creare una contestualizzazione spaziale che è anche metafora di stati psicologici e intimi dei soggetti ritratti. La mostra presenterà circa 200 immagini in bianco e nero e sarà accompagnata dall’omonimo libro pubblicato per l’occasione da Damiani editore.

Jacopo Benassi. Bologna Portraits

A cura di Antonio Grulli

Palazzo Bentivoglio

29 gennaio-31 marzo 2019

Sara Zolla press

Jacopo Benassi, Andrea Renzini

Jacopo Benassi, Cecilia Matteucci

Jacopo Benassi, Giardino

Jacopo Benassi, Eva Robins

Jacopo Benassi, , Gasparo Tatler

Jacopo Benassi, Giardino

Jacopo Benassi, Guido Elmi

Jacopo Benassi, Luigi Ontani

Jacopo Benassi, Giardino

Jacopo Benassi, Mariuccia Casadio

Jacopo Benassi, Nino Migliori

Jacopo Benassi, Giardino

 

 

 

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La personale di Geert Goiris, composta da una selezione di stampe fotografiche di diverso formato, uno slide show e una video installazione multicanale, è presentata in un allestimento ambizioso e innovativo concepito appositamente dall’architetto Kris Kimpe, collaboratore abituale dell’artista.

Il Salone sarà occupato da moduli espositivi esagonali, alcuni chiusi, altri aperti e accessibili, ognuno dei quali ospita sulle proprie pareti fotografie o immagini in movimento. I moduli, distribuiti in maniera irregolare, offrono allo spettatore un’esperienza immersiva, lasciandogli al tempo stesso la libertà di scegliere il proprio percorso. Il termine ‘terraforming’, citato nel titolo, si riferisce all’ipotesi di rendere simili alla Terra, e dunque abitabili per gli esseri umani, pianeti diversi dal nostro, alterandone chimicamente l’atmosfera. Si tratta di un’ipotesi che a oggi risulta fantascientifica, e la cui tacita premessa non è difficile da indovinare: una profonda inquietudine circa il futuro della Terra, su cui incombe la minaccia di una catastrofe ecologica.

La mostra bolognese è in stretta relazione con la personale di Geert Goiris appena svoltasi presso la Royal Academy of Fine Arts di Anversa.

Geert Goiris. Terraforming Fantasies 

A cura di Simone Menegoi e Barbara Meneghel

Salone Banca di Bologna di Palazzo De’ Toschi

29 gennaio-24 febbraio 2019

Sara Zolla press

 

 

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Giovanni Paolo Bedini. Il fascino della spensieratezza 1844-1924

Giovanni Paolo Bedini. Il fascino della spensieratezza 1844-1924, a cura di Giuseppe Mancini, sarà la prima grande antologica focalizzata sull’intera produzione dell’artista bolognese. Presenterà circa sessanta opere di provenienza pubblica e privata, a cui verranno affiancati i dipinti di maestri contemporanei a lui vicini, con l’intento di mettere in luce non solo il percorso artistico del singolo ma di offrire un più ampio spaccato del suo tempo.

Quella di Giovanni Paolo Bedini fu un’arte allegra e vivace, molto apprezzata dalla critica e lontana da qualsiasi retorica romantica, che maturò le sue peculiarità nel filone del gusto neo-rococò e medio borghese. Lavoratore instancabile, Bedini realizzò moltissime opere tra dipinti ad olio e acquerelli che trovarono largo mercato sia in Italia che all’estero.

Giovanni Paolo Bedini. Il fascino della spensieratezza 1844-1924

L’artista si formò all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove si distinse per la sua versatilità aggiudicandosi premi in Architettura (1863), Decorazione e Figura (1864), Prospettiva (1865), Pittura (1866), Figura delle statue e Anatomia (1867).I suoi esordi risalgono al 1867, quando presentò due opere alla II Esposizione triennale delle Accademie dell’Emilia. In seguito partecipò alle esposizioni di Torino (1872), Genova (1876), Firenze (1877) e Milano (1876, 1893, 1895, 1906).

Dapprima avviato alla pittura di tema storico, ben presto la abbandonò per dedicarsi alla rappresentazione della quotidianità più spensierata: le opere, caratterizzate da un tocco spedito ed efficace, si popolano di figure piene di vita, dai colori gioiosi e modellate con cura, spesso ambientate nei secoli passati, con una particolare predilezione per il XVIII secolo.

Giovanni Paolo Bedini. Il fascino della spensieratezza 1844-1924

Artista ormai affermato, nel 1894 Bedini fu chiamato a coprire la cattedra di Elementi di figura presso l’Accademia bolognese e, tra il 1907 e il 1922, fu docente e Capo di Istituto presso la Scuola Professionale per le Arti Decorative di Bologna.

La mostra, inaugurata sabato 1 dicembre 2018 presso la Sala Ercole di Palazzo d’Accursio a Bologna, sarà aperta gratuitamente al pubblico sino al 3 febbraio 2019. Per l’occasione è stato pubblicato un esauriente catalogo corredato da testi critici e immagini inedite.

Press Sara Zolla

Giovanni Paolo Bedini. Il fascino della spensieratezza 1844-1924

Per info

www.bolognaperlearti.it

info@bolognaperlearti.it

www.facebook.com/bolognaperlearti/

www.instagram.com/bolognaperlearti/

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Massimo Baldini. A Tour not so Grand

L’esposizione Massimo Baldini. A Tour not so Grand che si terrà dal 9 al 22 novembre presso la Fondazione Carlo Gajani di Bologna presenterà circa 30 fotografie in bianco e nero dell’autore e sarà accompagnata da un testo introduttivo di  Attilio Brilli, autorevole studioso del Grand Tour e storico della letteratura di viaggio.

Massimo Baldini. A Tour not so Grand

In questa mostra Baldini gioca, ironicamente, sull’idea di un Grand Tour non poi così grande, come allude il titolo, nel senso che le mete dei suoi viaggi e del suoi studi con la macchina da presa non sono stati i classici luoghi da cartolina o i soliti monumenti contemplati nelle guide turistiche, ma le piccole realtà, i tanti musei nascosti, ad esempio, del nostro paese, considerati a torto minori, ma che minori non sono, perché ricchi di oggetti curiosi e autentiche poeticità.

Massimo Baldini. A Tour not so Grand

L’autore ha fotografato questi luoghi e le cose che in essi ha potuto osservare durante le sue visite. Ne ha colto, talvolta, la sottesa ironia, restituendoci un mondo popolato di oggetti che parlano attraverso la loro unicità. Mentre come viaggio di formazione culturale il Grand Tour ricercava in Italia le tracce dell’eredità classica, la mostra di Massimo Baldini perlustra invece la zona grigia delle rotte meno battute.

Sara Zolla press

Massimo Baldini. A Tour not so Grand

Massimo Baldini. A Tour not so Grand

Fondazione Carlo Gajani, via de’ Castagnoli 14, Bologna

Da venerdì 9 a giovedì 22 novembre 2018

Vernissage  venerdì 9 novembre, dalle 18.00 alle 20.00

Orari per le visite: da lunedì a giovedì, dalle 15.00 alle 19.00

Ingresso libero

 

 

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Thomas Berra, Tutti dobbiamo dei soldi al vecchio sarto di Toledo, installation view, Spazio Leonardo, Milano, courtesy UNA, ph. credit Cosimo Filippini

“Tutti dobbiamo dei soldi al vecchio sarto di Toledo.” Tano Festa

UNA è lieta di presentare la sua prima collaborazione con Spazio Leonardo, il nuovo contenitore di Leonardo Assicurazioni – Generali Milano Liberazione. Il primo appuntamento del programma espositivo è la mostra personale di Thomas Berra attualmente in corso: Tutti dobbiamo dei soldi al vecchio sarto di Toledo.

Fulcro del progetto site-specific è un grande wall painting lungo tutta la parete della Gallery, una delicata gouache improntata alla pittura segnica e gestuale, su cui si posizionano una serie di lavori su carta e su tela di piccolo e medio formato.

Thomas Berra, Tutti dobbiamo dei soldi al vecchio sarto di Toledo, installation view, Spazio Leonardo, Milano, courtesy UNA, ph. credit Cosimo Filippini

A questo proposito dice Simona Squadrito: “Con la sua ultima produzione Thomas Berra indaga e sperimenta la natura dei segni. La ricerca parte dallo studio delle forme organiche della natura, da una parafrasi del paesaggio e delle forme vegetali, come ad esempio quelle presenti nelle venature delle foglie, del legno, dei fili d’erba o della superficie dei tronchi degli alberi. Via via il segno ha preso il sopravvento, sganciandosi dalla sua intenzione rappresentativa, e la ricerca è diventata un puro studio sul ritmo e sulla composizione: un’indagine sulla relazione tra il segno e lo spazio.

Le tracce lasciate da Thomas Berra sono poco differenti l’uno dall’altra e si ripetono centimetro dopo centimetro, generando un vero e proprio ritmo visivo, e producendo una moltitudine di presenze simili ai suoni e alle note di un’orchestra, che poi altro non sono che le vibrazioni generate da una linea che si ripete e si moltiplica.

Thomas Berra, Tutti dobbiamo dei soldi al vecchio sarto di Toledo, installation view, Spazio Leonardo, Milano, courtesy UNA, ph. credit Cosimo Filippini

In questi lavori la superficie, sia quella del foglio che quella della parete, si presta ad accogliere l’esperienza fisica dell’artista, che riscopre la gioia e la vitalità di un gesto che traccia una linea con una mano rapida e sicura. Quelli di Thomas Berra sono colpi veloci e pre-razionali, segni dell’attimo: forme semplici e morbide dai colori liquidi e dalle tinte luminose e chiare. Attraverso questa ossessiva ripetitività del segno l’artista sembra voler affermare l’impossibilità di una pittura puramente intellettuale.”

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“We All Owe Money to the Old Tailor of Toledo.” Tano Festa

Una is pleased to present its first collaboration with Spazio Leonardo, Leonardo Insurance’s new container located in the heart of Milan, in the Porta Nuova Quarter.

The first appointment of the exhibition program is Thomas Berra’s solo show: Tutti dobbiamo dei soldi al vecchio sarto di Toledo [We All Owe Money to the Old Tailor of Toledo]The center of the site specific project is a large wall painting, as long as the Gallery’s wall, a delicate gouache marked by a sign and gesture painting, with a series of works on paper and canvas in small and medium format.

Thomas Berra, Untitled, acrilico su tela, cm 30 x 40, 2018, courtesy UNA, ph. credit Cosimo Filippini

Thomas Berra, Untitled, acrilico su tela, cm 30 x 40, 2018, courtesy UNA, ph. credit Cosimo Filippini

Simona Squadrito says: “With his latest production, Thomas Berra investigates and experiments with the nature of signs. The research begins with the study of organic forms in nature, from a paraphrase of landscape and plant forms, such as those present in the veins of leaves, wood, blades of grass or the surface of tree trunks. Gradually the sign takes over, ridding itself of its representative intention, and the research becomes a pure study of rhythm and composition: an investigation of the relationship between the sign and the space.
The traces left by Thomas Berra aren’t much different from each other and are repeated centimeter after centimeter, generating a visual rhythm, and producing a multitude of presences similar to the sounds and notes of an orchestra, which are nothing other than the vibrations generated by a repeating and multiplying line.

Thomas Berra, Untitled, acrilico su tela, cm 30 x 40, 2018, courtesy UNA, ph. credit Cosimo Filippini

Thomas Berra, Untitled, acrilico su tela, cm 30 x 40, 2018, courtesy UNA, ph. credit Cosimo Filippini

In these works, the surface, both that of the sheet and that of the wall, yields to the physical experience of the artist, who rediscovers the joy and vitality of a gesture, a line drawn with a quick and sure hand. Thomas Berra’s marks are immediate and pre-rational, signs of the moment: simple and soft shapes with liquid colors and bright and clear shades. Through this obsessive repetition of the sign the artist seems to want to affirm the impossibility of purely intellectual painting. ”

Thomas Berra. Tutti dobbiamo dei soldi al vecchio sarto di Toledo

mostra 12 aprile – 8 giugno

orari: dal lunedì al venerdì, 10:00 – 18:00

Spazio Leonardo

via della Liberazione 16/a, 20124 Milano

www.leonardoassicurazioni.it

Per informazioni: info@unagalleria.com

+ 39 339 17 14 400 | + 39 349 35 66 535

Press contact: Sara Zolla
press@sarazolla.it

 

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