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Posts Tagged ‘silvio berlusconi’

Negli anni mi sono sempre schierato contro i tanti squali e squaletti come Berlusconi e Renzi, che si sono succeduti al governo con le loro corti ridicole di senz’anima, lacchè e rottweiler.

Costoro hanno anche la responsabilità di aver preparato il terreno per il disastro populista attuale, figlio dunque di leggi e atteggiamenti personali e distanti da forme di giustizia umana, autentica che avrebbe invece dovuto ispirare Parlamento e governi per dare guida al popolo durante le tempeste. Si pensi anche solo allo sbando in cui è stato lasciato il mondo lavorativo – specie giovanile – o alle questioni derivate dalle truffe bancarie: migliaia di vite rovinate e più di qualche suicidio. La politica ha fallito per assenza colpevole.

Veniamo all’oggi: la mia è una opposizione totale a questo governo bicefalo (o acefalo?), in particolare sono contro ogni razzismo e neofascismo, contro ogni piccolo Salvini (o Trump o Putin, non a caso due suoi modelli), contro i razzisti e gli ipocriti al comando dei vari governi europei, contro il clima disumano e le pallottole che cominciano a volare e a colpire per questioni di pelle: nel 2018! In Italia!

Tutto questo è inaccettabile, antiumanitario, criminale. Ecco perché l’immagine in apertura del post vuole idealmente vestire questo blog con la maglietta rossa proposta lo scorso 7 luglio da don Ciotti, presidente dell’Associazione Libera: un gesto piccolo ma chiaro “per fermare l’emorragia di umanità”.

Ps. Tutto questo può apparire retorico: non importa. I tempi chiedono che si prenda posizione chiudendo non le porte e i porti ai bisognosi, ma al razzismo. E per sempre.

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Ho letto Cassandra muta,  l’ultimo appassionante saggio/pamphlet di Tomaso Montanari sul ruolo degli intellettuali italiani nel contesto politico attuale e se da una parte mi ha fatto star male (ma un male necessario) sapere del comportamento indegno di tante persone, del male inflitto ai nostri beni culturali e paesaggistici e al senso stesso della cultura, della sua gratuità e universalità (emblematica nel libro la sempre più pesante invasione di campo politica nelle università), delle decisioni assurde prese dal MiBACT di Franceschini e del suo entourage (che  si dimostrano tanto furbi quanto politici pessimi e aggressivi, la cui cecità e tracotanza sono pari solo all’ignoranza loro. Un dubbio: credono veramente d’essere e operare nel giusto e forse meglio, che so, di un Bondi o di un Galan?), d’altro canto questo testo è più che una denuncia, piuttosto un vero e proprio exemplum nel senso classico: è necessario, vitale tenere la schiena dritta, dicendo apertamente le cose con coraggio, nonostante le conseguenze di inevitabile ostracismo cui si è poi soggetti dai vari gerarchetti del potere locale o nazionale.

Anche questo ho sperimentato nella Ravenna monopolio PD da sempre e lo scrivo da ex elettore di sinistra che mai ha voluto una tessera per lavorare o avere favori e preferenze (a differenza di altri batraci locali coetanei e non, mi sono rifiutato sin dai tempi non sospetti dell’inizio università, quando avevo appena vent’anni, di aderire a certi giochetti), né tanto meno lo farò adesso, nell’era Renzi, uno dei peggiori antidemocratici, bugiardi e assetati di potere quanto vacui figuri di sempre. Né credo a una impossibile rinascenza populista e disorganica a 5 stelle.

A questo proposito, devo dire la verità: mi ha sorpreso la mia totale ingenuità politica nel rileggere un mio post del 2010, laddove in un’Italia ancora sotto la volgarità e corruzione berlusconiana pensavo che stimoli alternativi fuori o dentro il PD come Renzi, allora sindaco di Firenze, o Grillo o lo stesso Vendola potessero essere di aiuto rispetto alle medesime eterne e bloccate facce di sinistra (da D’Alema a Bersani a tutti ma proprio tutti gli altri), la cui opposizione era da tempo se non da sempre di pura facciata. Ahi, quanto mi sbagliavo! E le prossime elezioni restano un bel problema, non solo per la legge elettorale. Vedremo.

Ma tornando al testo di Montanari, ritengo mi sia davvero stato utile sia come insegnante, sia come cittadino che fra le altre cose si occupa di critica d’arte. Dunque lo ringrazio pubblicamente.

Il Resto del Carlino, 2 giugno 2017

Un’ultima nota su Ravenna: è di questi giorni lo “scandalo” strombazzato su tutte le testate locali, basti vedere l’immagine tratta dal Resto del Carlino del 2 giugno o leggere il Ravennanotizie.it dell’1 giugno

In sostanza, Nova Musa srl, ditta che per conto dello Stato da anni gestiva le biglietterie museali non ha mai versato quanto dovuto nelle casse pubbliche con evidente danno erariale. Rescissione immediata del contratto e lavoratori a spasso. Biglietterie nel caos alla vigilia del ponte del 2 giugno.

Perché chi di dovere, dopo molti anni, si è svegliato proprio adesso? Perché una storia del genere, pur gravissima senza dubbio alcuno, viene così cavalcata dai media locali, mentre mesi fa quando veniva approvato lo spoglio di alcuni beni dello stesso Museo pubblico per essere trasferiti nell’inutile Museo di Classe privato e gestito dalla Fondazione RavennAntica non solo la cosa non ha suscitato indignazione, ma è stata salutata come una conquista? Ne avevo ampiamente scritto in precedenti post dato che sulle testate locali non ho avuto alcuno spazio (si veda il 2 marzo 2017 e precedentemente il 28 gennaio 2016, all’alba di tutta questa vicenda).

Ricordo infine un dato di non secondaria importanza: l’ex deputata PD Elsa Signorino ed ex Presidente di RavennAntica (sino a un anno fa ricopriva questa carica) è l’attuale Assessore alla Cultura di Ravenna.

Cosa scommettere sul fatto che la prossima gara d’appalto per il servizio di biglietteria museale verrà, guarda caso, vinta da RavennAntica? Così, la Signorino e tutti gli alti papaveri locali che si dichiarano sorpresi e preoccupati per l’accaduto faranno anche la figura degli eroici salvatori. Con futuri elogi sui media locali. Capolavoro, no?

Mi aggrappo alla Costituzione, all’articolo 9 che c’è, continua a esistere, a resistere.

E vi saluto con i versi di P.P.P. oltre a segnalare l’ottimo e meritorio sito www.libertaegiustizia.it

 

Alla mia nazione

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.
 

Pier Paolo Pasolini

 

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Rohani a Roma:coperte alcune statue di nudi musei capitolini

Premessa 1: l’episodio di ieri dei marmi capitolini inscatolati per piaggeria verso Rohani, mi ha ricordato come un ossimoro ridicolo quello del 2010, quando Berlusconi premier col ministro dei Beni culturali Bondi fece riattaccare mani e pene posticci (il che, riferito al personaggio, è tutto dire) per esibire un gruppo marmoreo romano rappresentante Venere e Marte in occasione della visita del premier cinese Wen Jiabao.

Almeno allora la responsabilità era “orgogliosamente” diretta. Oggi invece Renzi e Franceschini cascano dalle nuvole, cercando di scaricare l’accaduto sulla Soprintendenza, come se una decisione di tale importanza d’immagine non sia partita da qualche mente illuminata degli ambienti governativi.

Forse anche questo episodio fa parte della volontà politica di gettare discredito sul lavoro preziosissimo di difesa e tutela dell’arte e del paesaggio capillarmente svolto dalle Soprintendenze negli ultimi 100 anni (la prima nasceva a Ravenna nel 1897), con lo scopo neanche troppo nascosto di accelerare sempre più una privatizzazione selvaggia del patrimonio pubblico, possibilmente a tutto vantaggio del privato e non della cosa pubblica.

Espellere la storia dell’arte dalle scuole superiori (fatti salvi, per ora, alcuni licei), com’è avvenuto negli ultimi dieci-quindici anni col totale accordo fra destra e sinistra, è assai significativo. Privare milioni di futuri giovani italiani della coscienza e della conoscenza del Paese in cui abitano, rende tutto più facile a chi di volta in volta detiene le leve del potere.

Premessa 2: qualche settimana fa, ho inviato la lettera aperta sottostante ai principali quotidiani nazionali e locali e ad alcune personalità del mondo della cultura. Non so se queste mie opinioni troveranno qualche ascolto, ma da cittadino che sente l’articolo 9 della Costituzione sopra la propria pelle, non potevo tacerle.

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Vi invito a leggere questo articolo:

Ravennanotizie.it: Il Ministro Franceschini dice sì a Ravenna: sarà partner nella gestione del patrimonio archeologico

A parer mio, ci sono più cose gravi che emergono o non sono ben chiarite e si possono immaginare:

– anzitutto il carrozzone “RavennAntica” che ha per decenni mal gestito gli scavi di Classe e con la stessa lungimirante capacità ha aperto vari punti in città come il museo TAMO o la Cripta Rasponi (prima gratuita), collezionando varie iniziative di dubbia o nulla scientificità (l’evanescente mostra “Imperiituro” ne è il manifesto) e consumando una voragine di finanziamenti, è ora a corto di liquidi, quindi tramite accordi politici (i vertici di “RavennAntica” sono ex deputati PD, con conoscenze romane potenti) passa allo Stato senza alcuna ristrutturazione interna, solo per essere mantenuto con soldi pubblici: ne valesse la pena (alla cultura non deve essere applicata la triste logica del profitto), capirei benissimo la gratuità salvifica della decisione, ma non è così;

– le figure professionali assunte privatamente nel corso di tanti anni da “RavennAntica” potrebbero dunque essere cooptate nell’organico statale senza regolare concorso, alla faccia di chi invece ha duramente studiato e passato selezioni pubbliche;

– i reperti trovati in tanti decenni si trovano sotto la giusta tutela della Soprintendenza archeologica, ma viste le dimensioni del nuovo museo, l’ex zuccherificio di Classe, è ipotizzabile che per riempire le sale verrà saccheggiato il Museo Nazionale di Ravenna (credo sia un rischio davvero reale), che fin dalla sua origine è luogo deputato a conservare e rendere fruibile il patrimonio culturale “ravennate”.

Se davvero sarà tale, tutto questo è indecente e inaccettabile, essendo anche strombazzato in pompa magna come una conquista per la città. Che amarezza…

Luca Maggio

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Mosaici romani d'età imperiale sfondati dagli scavi di Hera in Piazza Anita Garibaldi a Ravenna, estate 2011

Dei berluscones e della Lega s’è più volte detto su questo blog e il voto salva Cosentino della scorsa settimana ritengo sia un atto finale perfetto, oltretutto fuori tempo massimo, non necessitante di commenti ulteriori.

Ma quel che giusto è giusto: in quest’ultimo quasi ventennio anche il PD ha fatto la sua parte.

Come quasi tutti ha cambiato nome, ma non sostanza, che è ciò che conta. Quando è andato al governo come armata Brancaulivesca, be’, ha fatto la differenza: vogliamo parlare della ferocissima legge antitrust sul monopolio televisivo mai nemmeno sognata? E nell’ambito locale, il sistema Penati dice niente?

A Ravenna, candidata capitale europea della cultura per il 2019, nell’ultimo anno il Comune (giunta a maggioranza PD) in accordo con Hera, la holding energetica dell’Emilia Romagna, e scandalosamente con l’assenso della Soprintendenza archeologica, ha concesso ogni permesso di continuare a scavare sopra un’area, Piazza Anita Garibaldi in pieno centro storico, nonostante il ritrovamento di importanti mosaici pavimentali romani d’età imperiale, ora sfondati da piloni di cemento armato. Per far cosa? Un’isola ecologica interrata, ovvero una mega fossa raccogli monnezza puzzolente. E cercare altre soluzioni più rispettose e, fra l’altro, meno costose? Inutile ogni commento come le numerose proteste dei cittadini indignati completamente ignorate dalla dirigenza.

Ma non bisogna generalizzare, vero: ci saranno pure uomini validi nel Partitone, no? E fai pure che non ci siano! Spesso per la verità sono donne, ma tanto è come se non ci fossero o meglio, sono come le spillette e le coccardine da esibire al momento giusto sulla giacca dei soliti immarcescibili baffini, tanto perché non si dica che non siano al passo coi tempi.

E all’opposizione? Anche lì il super PD non s’è fatto mancare nulla: ha tuonato fermamente contro la barbarie belusconleghista facendo contestualmente controproposte serie (ma quando mai…), si è appropriato, questo sì, del risultato dei referendum di giugno che neanche voleva (anzi sulla privatizzazione dell’acqua sino a pochissimi anni fa Bersani era favorevolissimo e anche il nucleare non era certo un tabù) e sulle cose che contano davvero, tipo l’ignobile scudo fiscale tremontiano, ha fatto in modo che passasse grazie all’assenza di ben venti suoi deputati. Complimenti davvero.

Per non dire sulla contrarietà, talvolta ambiguamente taciuta, ad abolire province, privilegi, numero dei parlamentari, stipendi assurdamente alti e il porcellum elettorale che alla fine fa mooolto comodo a tutti. O il PD non è di sinistra o se la sinistra è il PD ha davvero finito il suo percorso storico, in modo pessimo peraltro.

“Noi siamo diversi, non dite che siamo tutti uguali”, ha ripetutamente ribadito Bersani: sì, nel senso che a differenza degli altri il PD fa la morale, non si capisce bene da quale razza di pulpito.

Mica è finita però. C’è un regalo anche per i bibliofili scattato lo scorso primo settembre 2011: il disegno di legge proposto da Ricardo Levi, parlamentare PD, e da tutti approvato, ovvero l’imposizione a tutte le librerie italiane incluse quelle online di non poter più fare i meravigliosi sconti del 25% talvolta anche 50% con cui i modesti acquirenti ma appassionati come il sottoscritto potevano permettersi qualche catalogone d’arte altrimenti troppo costoso. Per non dire del disastro provocato alle casse esangui delle biblioteche!

Contro ogni legge di libero mercato ora tutti sono eguali, al massimo è previsto un 15% di sconto ma non sotto i periodi festivi come dicembre e comunque non cumulabile con altri buoni o sconti ricevuti.

Motivo di questa genialata? Favorire le piccole librerie indipendenti distruggendo ogni concorrenza: ora, chi glielo va a spiegare a Levi e compagnoni che non è esattamente in questo modo e in questo periodo di crisi nerissima che si stimola il mercato librario italiano, già magrissimo peraltro?

Semplicemente si acquisteranno ancor meno testi sia da parte dei privati sia soprattutto da parte dei pubblici uffici, biblioteche in primis.

Ma a gentaglia che percepisce fra i 15 e i 20 mila euro mensili e fors’anche di più in alcuni casi, sganciata da ogni realtà nel dorato ancien régime romano, cosa vuoi che importino le magnifiche sorti e progressive di noi comuni mortali?

Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

Ps. Bene o male che se ne dica o pensi, il governo Monti in questi primi due mesi di operato ha dimostrato quanto mai chiaramente l’enorme lavoro che c’è da fare (e certo i tecnici non sono perfetti, anzi), ovvero tutto quello che l’intera nostra classe dirigente, in primis politica, non ha voluto né saputo fare per anni, causa sostanziale inadeguatezza, inettitudine cronica e un egoismo sfrenato.

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Giuliano Pisapia e Luigi de Magistris

Spero che i miei amici milanesi e napoletani vadano a votare per Pisapia e de Magistris. Li invito a farlo. E non perché io ritenga che questi candidati abbiano una specie di bacchetta magica per risolvere in un bibbidi bobbidi bu la montagna di problemi delle loro rispettive città, piuttosto perché credo siano più puliti, meno compromessi, non violenti e in definitiva più autenticamente democratici rispetto ai loro avversari. Sanno di svolta, di futuro. E sarebbe anche un segnale forte, un vero stop per questa maggioranza, per questo governo e per lui, senza i suoi beneamati (e in parlamento comperati) consensi pubblici…

The times they are a-changin’… pensate agli “indignados” spagnoli: non sono così distanti o altro da noi, anzi… certo i media italiani non hanno quasi dedicato spazio a loro, giustamente impegnati a informare l’opinione pubblica sui soliti delitti succulenti o sull’annoso problema dell’obesità canina…

Andate a votare, stavolta non mancate, come dovremo tutti tornare a farlo il 12 e 13 giugno prossimi, in occasione del referendum più censurato della Repubblica: a proposito, anche se scippassero il quesito sul nucleare (il che la dice proprio tutta sul concetto di democrazia di Mr B.& company e se a questo punto non l’avete capito, altro che di coccio siete!), bisogna, si deve, necesse est con ancora più convinzione e motivazione votare Sì per dire NO ai restanti quesiti sulla privatizzazione dell’acqua e (il)legittimo impedimento, la vera spina nel fianco che lui teme affinché possa non farsi processare…ma “questa maledetta notte dovrà pur finire” (Roberto Vecchioni).

Ne ha bisogno l’Italia, per tornare a respirare, a muoversi, a occuparsi d’altro, delle esigenze vere delle persone, dei cittadini, il lavoro anzitutto, per tornare ad essere il grande e unito Paese che è.

Giuliano Pisapia – Sindaco per Milano

Luigi de Magistris – Sindaco per Napoli

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