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Posts Tagged ‘vincenzo coronelli’

“(…) e ciò perché, mentre sei felicemente esule a Ravenna, con le orecchie trafitte dalle zanzare padane, ti saltella intorno la loquace turba delle rane municipali. In quella palude, con rovesciamento continuo di tutte le leggi di natura, i muri cadono e le acque stanno ferme, navigano le torri e le navi non si muovono, i malati passeggiano e stanno a letto i medici, i bagni sono freddi e nelle case si scoppia dal caldo, i vivi soffrono la sete e i morti nuotano nell’acqua, vegliano i ladri e dormono le autorità, i chierici praticano l’usura e i Siri cantano i salmi, i mercanti fanno i soldati e i monaci fanno i mercanti, i vecchi giocano a palla e i giovani ai dadi, gli eunichi portano le armi e i soldati federati si dedicano alla letteratura. Guarda un po’ che razza di città è quella dove hai tu casa, una città che ha potuto avere più facilmente un territorio che un terreno (…).” Sidonio Apollinare (430 ca. – 486 ca. d.C.), Epistole (I, 8, 2-3)

Vincenzo Coronelli, "Ravenna Antica", in "Ravenna ricercata antico-moderna", Venezia 1708 ca.

“(…) in questa località (Ravenna) non sapresti dire se la via di Cesare che l’attraversa, congiunga o separi la città vecchia e il porto nuovo. Inoltre un ramo del Po attraversa questa città doppia, mentre all’esterno la bagna un altro ramo di quel fiume, che, deviato dall’alveo principale mediante dighe pubbliche e per mezzo di queste immesso in rami derivati, divide le sue acque in modo che offrono difesa alle mura circondandole e, penetrando in città, procurano facilità di commercio. Qui, come tutto ciò che è opportuno stia in un mercato, così venivano trasportati generi alimentari; senonché siccome da una parte l’acqua salata del mare si spingeva fino alle porte e dall’altra, poiché veniva agitata al passaggio delle barche la poltiglia cloacale dei fossati, lo stesso lento defluire dell’acqua ristagnante veniva insudiciato dalla melma del fondo agitato dai pali usati dalle imbarcazioni, pur trovandoci in mezzo all’acqua avevamo sete perché non c’era da nessuna parte acqua sana di acquedotto o una cisterna da depurare o una sorgente irrigua o un pozzo d’acqua non fangosa.” Sidonio Apollinare (430 ca. – 486 ca. d.C.), Epistole (I, 5, 5-6)

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