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SeaCreative, VisionePeriferica 2013, Mosciano Sant'Angelo (TE)

SeaCreative, VisionePeriferica 2013, Mosciano Sant’Angelo (TE)

Antonella Perazza (Giulianova, TE, 1981): ho avuto il piacere di conoscerti un anno fa quando abbiamo curato il Premio Tesi 2013 in collaborazione con Maria Rita Bentini per conto dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna e prima ancora per la vincita di RAM 2013, sempre come curatori. In entrambi i casi si trattava di opere e mostre inerenti il mosaico, ma so che tu vieni dalla Street Art. A questo proposito ti chiedo: come ci sei arrivata e cosa te ne ha fatto innamorare?

La Street Art è così: quando fa centro c’è poco da fare, non smetti più di scovarla tra le strade. Basta alzare gli occhi o semplicemente non abbassare mai lo sguardo per rendersi conto che non si è mai soli. Immagini, scritte, poster, sticker, bombardano di messaggi intere città ma anche le periferie.

Ma fare centro non è sempre così immediato. O almeno per me non lo è stato. Quando qualche anno fa giravo per Berlino, le immagini di Blu impresse sui palazzi mi incuriosivano e insospettivano nello stesso tempo. Poi ho iniziato a documentarmi. Ho comprato libri, ho girato per il web alla ricerca di artisti che non conoscevo. Nel giro di qualche anno anche il mio compagno ha iniziato a fare lavori di questo tipo ed è stato il modo più veloce per catapultarmi dentro quel mondo senza nessuna possibilità di uscirne. I lavori degli artisti mi appassionavano e potevo rimanere delle ore seduta sull’asfalto a vedere i loro work in progress.

Mp5, VisionePeriferica 2014, Mosciano Sant'Angelo (TE)

Mp5, VisionePeriferica 2014, Mosciano Sant’Angelo (TE)

Negli ultimi anni non mi bastava più osservare passivamente ma sentivo la necessità di vivere in prima persona questa realtà e il modo più attivo per farlo, non essendo un’artista, era organizzare un festival. Ho girato l’Italia per conoscere gli artisti e più li conoscevo e più mi convincevo che le immagini che scaturivano dalle loro opere erano totalizzanti, rappresentavano l’estetica della rivolta, la poesia di chi odia l’inganno e le false ideologie. Le sensazioni che percepivo erano talmente complesse che a un certo punto ho pensato: “Beh, ma in Abruzzo? Non è possibile che in pochi conoscano questo linguaggio artistico”. E allora ho provato a unirmi con persone che più o meno avevano un interesse comune al mio e siamo riusciti, con budget limitatissimi, a mettere su un’associazione, DimensioniBastarde, e un primo festival, in collaborazione con la ProLoco locale. Oggi il mio interesse per la Street Art è totale. Ho addirittura un gatto che si chiama Sea (come SeaCreative) e aspetto di averne un altro che chiamerò Opi (da Opiemme). A ogni chiusura di festival la mancanza di questi artisti è tale da doverla riempire con degli animali. A 40 anni avrò una fattoria!

Gio Pistone, Avere Fame, tecnica mista su carta, 2014

Gio Pistone, Avere Fame, tecnica mista su carta, 2014

Dunque in questo ambito, a dire il vero fertilissimo di nuovi talenti, sei attivissima: hai curato diverse cose tra cui, lo citavi prima, un vero e proprio festival in Abruzzo, sino alla personale Is Animas di Gio Pistone proprio il mese scorso presso la galleria Mirada di Ravenna: come hai conosciuto questa artista e come è nata e si è sviluppata la vostra collaborazione?

Sì, esatto, come ti dicevo, il festival Visione Periferica è stato un po’ il nostro primo grande progetto ed effettivamente è una cosa che mi sta veramente a cuore. Ed è stato anche il motivo per cui ho conosciuto Gio. L’ho contattata lo scorso anno per chiederle di parteciparvi, ma lei era già impegnata in un altro progetto. Quest’anno ci ho riprovato e la cosa è andata in porto due volte. Prima è stata ospite del festival abruzzese, regalando al paese un bellissimo murales con un cavaliere-astronomo in atto di domare un cavallo. Poi abbiamo lavorato per alcuni mesi alla mostra che ho curato da Mirada, Is Animas. La cosa interessante è che per quanto possa essere diverso l’impatto fra una parete grande e un foglio di carta, l’emozione regalata è la stessa. I suoi disegni mi hanno innescato una serie di ricordi, scavando nelle mie emozioni più profonde, e ne è venuta fuori una bella collaborazione. Ho un’ammirazione fortissima per Gio e per tutte le StreetArtist donne che molto spesso passano in secondo piano ma che meriterebbero molta più attenzione. Per esempio quando parlo di Gio o presento la sua mostra, molti credono che sia un uomo. La StreetArt è anche al femminile e le nostre ragazze sono tra le migliori. È bello che questo si sappia.

VisionePeriferica 2014, work in progress di Gio Pistone e Alleg (a sinistra), Giulio Vesprini (a destra)

VisionePeriferica 2014, work in progress di Gio Pistone e Alleg (a sinistra), Giulio Vesprini (a destra) 

La mostra di Gio Pistone è inserita all’interno di Subsidenze – Street Art Festival ravennate del settembre 2014, che alla fine lascerà diversi lavori murali in città: puoi parlarne? Pensi sia un esempio esportabile?

Sì, penso che lo sia, anche se in realtà noi non abbiamo inventato nulla. In Italia ogni anno c’è un proliferare di festival di cui esempi lampanti sono quelli di Memorie Urbane e Frontier, che hanno regalato una visibilità fortissima ai loro territori.

Subsidenze, il festival organizzato con l’Associazione Indastria, è nato principalmente per la nostra passione comune verso i murales. Io amo definire affettuosamente il nostro presidente, Marco Miccoli, “lo stalker degli streets”. Qualsiasi informazioni su questi artisti è reperibile contattandolo.

Lo abbiamo conosciuto, in effetti, proprio per questo motivo e ci siamo trovati diverse volte a parlare di festival e artisti. A un certo punto eravamo diventati talmente ripetitivi che ci è venuto in mente di concretizzare qualcosa a Ravenna, mettendo a disposizione della città le nostre conoscenze in questo settore. L’assessora Valentina Morigi e le Politiche Giovanili hanno subito appoggiato l’idea del primo festival di Street Art a Ravenna. D’altronde già l’ex dirigente Raffaella Sutter aveva spinto per portare avanti un discorso di riqualificazione urbana attraverso l’arte.

Dopo mesi di riunioni e centinaia di e-mail ce l’abbiamo fatta e a settembre è partita la prima edizione di Subsidenze. Dico la prima perché credo realmente che ce ne saranno molte altre, rinnovate nella formula per non correre il rischio di cadere in festival fotocopia. Noi ce la mettiamo tutta. Ma come ti dicevo prima con la Street Art si corre sempre il rischio di cadere nelle polemiche, anche se fortunatamente sono più gli apprezzamenti. 

DissensoCognitivo, Subsidenze 2014, Ravenna

DissensoCognitivo, Subsidenze 2014, Ravenna

Infine, tuoi progetti futuri?

Tanti, troppi. Mille idee che mi frullano per la testa e che spero si realizzino. Sicuramente punteremo a una terza edizione di VisioniPeriferiche, allargando i confini fuori da Mosciano Sant’Angelo, il paese dove sono cresciuta e dove si sono tenute le edizioni precedenti. A Ravenna stiamo già lavorando per la seconda edizione di Subsidenze che sarà molto ricca di eventi collaterali.

Per quanto riguarda il mio percorso individuale, invece, proseguirò la collaborazione con Mirada curando una serie di mostre legate alla Street Art.

Ho anche due progetti a Bologna ma fin quando non si concretizzano preferisco non parlarne…

Spero anche di continuare con qualche supplenza di storia dell’arte a scuola (con questa classe di concorso è sempre un terno a lotto essere chiamati), portando le mie esperienze anche tra i giovanissimi che meritano un assaggio di contemporaneità. Mi piace pensare che proprio a partire dai più giovani sia importante sviluppare un senso critico che non li limiti a giudicare senza capire. E la Street Art merita di essere portata anche nelle scuole. Chissà se facendo così tra qualche decennio non saremo bombardati di immagini ovunque, come auspica Banksy: “Immagina una città dove i graffiti non siano illegali, una città dove ognuno possa disegnare ovunque gli piaccia. Dove ogni strada sia inondata da milioni di colori e piccole frasi. Dove stare alla fermata dell’autobus non sia mai noioso. Una città che sembri un essere vivente, una cosa che appartenga a tutti, non solo agli agenti immobiliari e ai magnati della finanza. Immagina una città come quella e smetti di appoggiarti contro il muro – è fresco di vernice.”

Zedone, Subsidenze 2014, Ravenna

Zedone, Subsidenze 2014, Ravenna

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