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Claudia Losi, Oltre il giardino, 2022

Dal 4 giugno al 25 settembre la Rocca Roveresca di Senigallia ospita BEING THERE. Oltre il giardino, personale di Claudia Losi che conclude un progetto durato due anni, vincitore dell’Italian Council nel 2020, sviluppato in collaborazione con tanti partner italiani e internazionali. 

Claudia Losi prosegue la sua indagine sulla complessa relazione tra l’essere umano, l’ambiente in cui vive e la lingua con la quale comunica, lavorando sull’ambiguità del concetto di paesaggio e sul labile confine tra contesto naturale e antropizzato. Tra le opere in mostra, l’artista presenterà un grande tessuto jacquard di 15 metri realizzato appositamente per l’occasione in collaborazione con il centro di ricerca sul tessile Lottozero di Prato, che su di sé mostra una sorta di racconto per immagini della sua articolata ricerca artistica.

Irene Guzman press

Claudia Losi, Marmagne, 1999-2000

Dal 21 maggio al 25 settembre 2022, gli spazi dell’Abbazia di Valserena, sede dello CSAC – Centro Studi e Archivio dell’Università di Parma, ospitano STORIE DI FILI, a cura di Francesca Zanella e Valentina Rossi, mostra conclusiva di un progetto di ricerca iniziato nel 2020, che ha visto coinvolte le artiste Claudia Losi, Paola Mattioli e Sissi nella creazione di opere inedite, ispirate ad alcune importanti collezioni del territorio parmense e in parte realizzate in collaborazione con alcune aziende tessili del territorio. 

Claudia Losi, Orto Botanico di Parma, 2021. Foto Carolina Casali

Le “storie di fili” indagate nel corso di questi due anni sono parte di un patrimonio complesso di cui si sta perdendo memoria, una topografia di luoghi del passato e del presente collegati al concetto di abito, inteso come oggetto e come progetto. Lo CSAC dell’Università di Parma, capofila del progetto, ha invitato le tre artiste a realizzare una nuova produzione, partendo da una riflessione sul patrimonio dello CSAC e di altri musei partner come i Musei dell’Università di Parma e la Fondazione Museo Glauco Lombardi. 

Sissi, Vestirsi nel tempo, 2021

Parallelamente alla mostra, nel percorso recentemente inaugurato l’Archivio dal vivo, che si snoda all’interno dell’Abbazia di Valserena, saranno esposti alcuni documenti progettuali tratti dai fondi da cui le artiste hanno tratto ispirazione, in particolare quelli di Walter Albini, Archizoom Associati, Atelier Farani, Gabriele Basilico, Brunetta, Cioni Carpi, Carla Cerati, Mario Cresci, Sorelle Fontana, Cinzia Ruggeri, Mimmo Jodice, Krizia, Dorothea Lange, Eva Marisaldi, Moschino, Bruno Munari, Marcello Nizzoli, Man Ray, Sartoria Farani, Ettore jr. Sottsass, Luigi Veronesi.

Irene Guzman press

Paola Mattioli, Storie di fili – 1, 2021-2022

Andrea Canevaro (Genova, 19 settembre 1939 – Ravenna, 26 maggio 2022)

Sono tuttora grato per la conversazione che Andrea Canevaro tenne nove anni fa in una scuola del ravennate: “I baffi del leone”. La luce delle parole di quel pomeriggio pronunciate da questo maestro autentico continua a illuminare il mio percorso di insegnante e non solo.

Certo, mi rattrista la sua scomparsa, pur nella certezza che la sua lezione non andrà perduta, tanto ha saputo seminare e seminare.

“Adesso” di Mariangela Gualtieri: con questa cura, con questa attenzione alla Parola, ti saluto, caro professore. Infinitamente grazie.

Il mare brucia le maschere,
le incendia il fuoco del sale.
Uomini pieni di maschere
avvampano sul litorale.

Tu sola potrai resistere
nel rogo del Carnevale.
Tu sola che senza maschere
nascondi l’arte d’esistere.

Giorgio Caproni

da “Cronistoria”, Vallecchi, 1943 

PS. Questo blog lo scorso 21 marzo ha compiuto 12 anni. Oggi io ne compio 44. Regalo a tutti i miei affezionati lettori alcuni versi di Giorgio Caproni. E a me un po’ di silenzio. Ci rivedremo fra qualche settimana. Buona vita!

Gabriella Benedini, Goniometro, 2021, polimaterico su legno

Sabato 26 marzo 2022 è stata inaugurato presso la Fondazione Sabe per l’arte il suo secondo evento espositivo, ovvero la mostra personale dell’artista Gabriella Benedini (Cremona, 1932) dal titolo Un viaggio, a cura di Francesco Tedeschi.  

Gabriella Benedini, Mappa, 2005-2019, tecnica mista e collage su garza

L’esposizione, che proseguirà fino al 16 luglio 2022, riprende un filone del lavoro di Gabriella Benedini incentrato su alcune opere realizzate tra il 2005 e il 2007 e reinterpretate per l’occasione con nuove integrazioni ed elaborazioni. Il focus centrale è dedicato a lavori che rimandano ai viaggi compiuti negli anni Settanta, in luoghi che hanno costituito per l’artista dei serbatoi di memorie e di emozioni, in particolare l’Iraq, l’Afghanistan e alcuni territori dell’Asia. Riemersi a distanza di tempo nel suo immaginario, hanno dato vita alle “Mappe” e alle sculture in cui si sovrappongono riferimenti agli strumenti di misurazione e manifestazione sonora quali le “Arpe”, da lei create tra gli anni Novanta e i primi Duemila e ora oggetto di rivisitazione per effetto della presenza di ulteriori elementi narrativi. In dialogo diretto con queste ultime si aggiungono le “Vele”, simboli di una navigazione in atto.

Gabriella Benedini, Memorie del vento / Vele, 2004, scultura legno, tela e ferro.

La metafora del viaggio è la chiave narrativa che connette le varie parti di un percorso che vuole avere i tratti di un’installazione unitaria, anche se è costituita da parti o episodi distinti. La mostra presenta alcuni lavori di carattere ambientale, dove alle “Arpe” si affiancano parti di relitti marini, ai quali parallelamente l’artista affida la memoria di viaggi compiuti nel tempo e nello spazio, e alcuni lavori a parete, tra i quali alcune delle maggiori “Mappe”, nelle quali forme e colori estremamente ridotti riportano le tracce di luoghi dimenticati nelle pieghe della storia. Un lavoro implicitamente “archeologico”, che rivela però il suo interesse anche in relazione al modo in cui quella parte del pianeta quasi trascurata, apparentemente, negli equilibri mondiali del Novecento e nelle più immediate destinazioni di viaggio, sia tornata ad avere una sua prepotente evidenza da alcuni decenni. 

Press Irene Guzman

Informazioni: info@sabeperlarte.org | www.sabeperlarte.org

Gabriella Benedini, Arpa tesa, 1993, scultura polimaterica