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Benjamin Murphy, Earthly Powers

Benjamin Murphy, Earthly Powers

È ancora aperta sino al 30 maggio presso la Galleria Mirada di Ravenna la personale del giovane e talentuoso artista britannico Benjamin Murphy Deaths and Entrances – Morti e Ingressi, curata con la consueta dovizia e originalità da Antonella Perazza.

Sono pertanto lieto di ospitarne il testo critico, rinnovando i complimenti a lei, all’artista e alla Galleria Mirada. 

Benjamin Murphy, Futility

Benjamin Murphy, Futility

Benjamin Murphy – Deaths and Entrances

di Antonella Perazza

Il mondo che conosci attraverso i sensi, in particolare i tuoi occhi, è a colori. La tua esperienza visiva di tutti i giorni è filtrata attraverso lo spettro della luce, ma Benjamin ti vuole accompagnare in un posto altro, lontano da qui. Ed è così lontano e diverso dalla normale percezione, da essere in bianco e nero. Lo spazio della Galleria Mirada, che hai avuto modo di guardare in altre occasioni, è conquistato e rivoluzionato dall’artista, venato di scotch isolante dal segno lirico e persuasivo per renderlo intimo, empatico. La tua capacità di memorizzare gli spazi è stata annullata.

Se hai creduto di riconoscerti in uno dei suoi ritratti, non è un abbaglio o un’allucinazione. I volti dei suoi personaggi sono basati sulle foto che la gente gli spedisce, e questa familiarità è importante, ti introduce nel suo immaginario. Non preoccuparti però se gli occhi sono bianchi e senza pupille, è solo un modo per tagliare i ponti con la realtà. Gli occhi sono lo specchio dell’anima e senza questo specchio, sarai obbligato a non farti ingannare dal tuo stesso riflesso e dovrai gettare le tue emozioni dentro il quadro.

Benjamin Murphy, Skull Hugger

Benjamin Murphy, Skull Hugger

Nei frames intravedi l’interno di una stanza, alcuni mobili o altri oggetti ma non lasciarti distrarre: è sul personaggio che devi concentrarti. Di solito è una donna, idea perfetta nella carne della vita, ed è nuda perché tu non possa distrarti pensandola vestita con gli abiti di un’epoca in particolare. Il tempo si è fermato, fermati anche tu.

Ma questo è solo l’inizio di Deaths and Entrances, perché qui nulla finisce. Benjamin Murphy vuole mostrarti un racconto che tu stesso puoi continuare a costruire stanotte, rientrando a casa e prendendo in mano la raccolta di poesie di Dylan Thomas. C’è un’affinità particolare, infatti, tra il poeta e l’artista che non si limita alla loro provenienza. Dice Thomas a proposito dei defunti:

benché impazziscano saranno sani di mente,

benché sprofondino in mare risaliranno a galla,

benché gli amanti si perdano l’amore sarà salvo

E la morte non avrà più dominio.

Amore, fragilità e innocenza, oscenità e bellezza, vizio, caos e vanità. Strumenti di tortura, armi, chiavi, ossa, uccelli intagliati minuziosamente in pezzetti di nastro adesivo. Nelle sue opere anche la vita e la morte convivono in pace senza antagonismi e in un dolce abbandono, manifestazioni differenti della stessa forza universale. Silenziose, come entrate e uscite di scena.

www.mirada.it

www.benjaminmurphy.info

Benjamin Murphy, Deaths and Entrances, Galleria Mirada, Ravenna maggio 2015

Benjamin Murphy, Deaths and Entrances, Galleria Mirada, Ravenna maggio 2015

Benjamin Murphy, Deaths and Entrances, Galleria Mirada, Ravenna maggio 2015

Benjamin Murphy, Deaths and Entrances, Galleria Mirada, Ravenna maggio 2015

Benjamin Murphy, Deaths and Entrances, Galleria Mirada, Ravenna maggio 2015

Benjamin Murphy, Deaths and Entrances, Galleria Mirada, Ravenna maggio 2015

Benjamin Murphy, Deaths and Entrances, Galleria Mirada, Ravenna maggio 2015

Benjamin Murphy, Deaths and Entrances, Galleria Mirada, Ravenna maggio 2015

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco, la cui attività artistica è caratterizzata dall’utilizzo di materiali nobili, si cimenta qui con i grandi temi della forma e della materia in un’avvolgente installazione site-specific in cui il materiale principe è il legno e l’interezza di tronchi provenienti da un’operazione di recupero di alberi abbattuti all’interno del territorio del Comune di Arzignano (VI), già sostenitore di Atipografia.

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Una foresta di tronchi e fusti, che paiono quasi resti di un colonnato greco come evocato da Disordine Corinzio, una delle opere del percorso, va a ricreare all’interno delle antiche sale della tipografia una cattedrale di ossa vegetali, così come le intende Mattia Bosco, “ultimi fiori” che si dischiudono con un gesto violento, quello dello spezzare, mostrando tutto il proprio intimo mistero fatto di luce accumulata da queste travi nel corso degli anni. Le linee spezzate e chiuse formano dei triangoli, un simbolo sacro nato da un atto di forza compiuto dall’artista sul legno stesso, liberando la luminosità in esso contenuta e svelando così il “non visibile”, la vita che si cela all’interno degli alberi, bilanciando i rami che cercano la luce con quelli che sono nel buio della terra, come ricorda l’artista stesso.

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Questo fenomeno è scientificamente descritto come “fototropismo” e, parafrasando Charles Sanders Peirce, si può poeticamente riassumere come “un istinto innato dunque, che coinvolge anche la natura umana”. Infatti è intento dell’artista cercare e tendere al riscontro di una continuità o di un contrasto fra la tangibilità delle cose e la nostra stessa corporeità.

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco, Fiori violenti, 2015 (foto di Luca Peruzzi)

Mattia Bosco: Fiori violenti – Fototropismo verso la forma

A cura di Elena Dal Molin

Dal 21.03 al 23.05 presso Atipografia Associazione Culturale

Arzignano (VI), Piazza Campo Marzio, 26

Info e contatti:

www.atipografia.it

facebook: Atipografia

info@atipografia.it

Roberto Paolini (1934-2012), Riquadro III

Roberto Paolini (1934-2012), Riquadro III

In occasione di EXPO 2015, domani, 12 maggio alle ore 19.00, si inaugura presso i prestigiosi spazi della Galleria Bianconi di Milano la mostra Omaggio a Roberto Paolini, dedicata alla figura poliedrica dell’artista e chef Roberto Paolini.

Nell’immaginario collettivo internazionale l’Italia e la sua identità sono da sempre associate alla cultura del “fare” e alla ricerca del “bello”, quella cultura, quella tradizione che vide nel Rinascimento le botteghe dei grandi maestri affrontare con lo stesso impegno e la medesima ideazione artistica sia gli affreschi delle grandi volte delle cattedrali sia le decorazioni degli splendidi cassoni nuziali destinati a principi e rampolli nobiliari o i volti di quest’ultimi ritratti sulla superficie di fragili e preziose maioliche.

È questa la tradizione classica, trasfigurata nella contemporaneità, che, in un momento dialettico così importante fra l’Italia e la costellazione delle diverse culture internazionali, si intende celebrare con questa esposizione.

Come scrive Adriana Polveroni nel testo di presentazione della mostra: “Roberto Paolini è stato un “artista del fare”, che con le mani creava autentici capolavori. Che fossero piatti ingegnosi, quando ancora non si parlava di “food”, ma il cibo poteva essere comunque un gesto inventivo (…). E sia che fossero gioielli, più simili a sculture da indossare. Elaborate, imprevedibili, preziose. Opere uniche. (…) Ecco, i materiali per Roberto Paolini erano importanti, andavano rispettati ma soprattutto esplorati, fino a tirarne fuori le potenzialità, le soluzioni meno ovvie che trattenevano al loro interno.”

Roberto Paolini (1934-2012), Carta lignea

Roberto Paolini (1934-2012), Carta lignea

È cosi che nelle opere esposte in mostra la materia, sia essa ferro, vetro o pigmento, riassume in sé  una sapienza antica che, riletta attraverso quelle domande di senso sulla luce, il colore, la forma o lo spazio, proprie della lezione di artisti come Lucio Fontana, Sol LeWitt e molti altri, diviene icona archetipica di un’identità, di un’appartenenza culturale.

Negli spazi della Galleria Bianconi, oltre alle opere esposte per gentile concessione dell’Archivio Paolini, grazie alla cui collaborazione la mostra è stata realizzata, sarà presentata al pubblico per la prima volta l’installazione di inedite sculture in edizione limitata, realizzate per volontà, disegno e secondo le precise istruzioni del maestro Roberto Paolini. In queste sculture la forma perfetta dell’uovo primigenio, modellato come un golem dalla terra, diviene, per mezzo di uno squarcio netto eseguito dalla mano dell’uomo, ritratto, volto dell’artista e di ciascuno di noi nella nostra individualità e moltitudine ad un tempo.

A conclusione del vernissage, nelle suggestive stanze del Palazzo Segreti, seguirà una performance, su invito, della stella emergente della cucina internazionale Roberto Valbuzzi, con la riproduzione di un’opera fedelmente tradotta in creazione culinaria e con la reinterpretazione di selezionati piatti dell’artista e chef  Roberto Paolini. Un viaggio attraverso le possibili connessioni tra arte e cucina, discipline molto diverse ma straordinariamente capaci di attingere alle medesime forme e agli stessi linguaggi espressivi.

Creazione dello chef Roberto Valbuzzi ispirata ad un'opera di Roberto Paolini

Creazione dello chef Roberto Valbuzzi ispirata ad un’opera di Roberto Paolini

Omaggio a Roberto Paolini
Testo di Adriana Polveroni
In collaborazione con Archivio Paolini

13 maggio -16 giugno 2015
Lun-Ven 10.30-13.00, 14.30-19.00 (Sabato su appuntamento)

Presso Galleria Bianconi
via Lecco 20, 20124 Milano

Tel +39 02 22228336
info@galleriabianconi.com
www.galleriabianconi.com

Archivio Paolini
via Cesare Battisti 2, 40123 Bologna
Tel. +39 051 266167
ufficiostampa@archiviopaolini.it
www.archiviopaolini.it

Archivio Paolini Press

Claudio Borghi, Fiori alti, 2010, acciaio verniciato, 209 × 84 × 28 - 51 × 66 × 35 cm, Fondazione Leonesia Puegnago (BS)

Claudio Borghi, Fiori alti, 2010, acciaio verniciato, 209 × 84 × 28 – 51 × 66 × 35 cm, Fondazione Leonesia Puegnago (BS)

Claudio Borghi (1954) ha recentemente ha realizzato la grande scultura Teatrino del tempo leggero per la piazza Cavour del Comune della sua Barlassina.

Per l’occasione è stato pubblicato il bel volume …dalle cinque alle sette (Silvana Editoriale 2014), da cui è tratto il seguente commento di Maddalena Mazzocut-Mis che apre il primo dei tre saggi in catalogo:

“Credo che ti possa piacere questo inizio: “la pensiamo allo stesso modo”. E allora ci vorrebbe un bel punto e basta. Lasciamo che l’opera parli; che parli il suo respiro e, più ancora, che la sua forma ci colga impreparati, quando all’improvviso, volgendo lo sguardo, ci cattura negli spazi trasparenti che disegna. Se è così, facciamo in modo che la nostra timidezza faccia avanzare la protagonista e che lasci nell’ombra due persone che mangiano una buona pizza sotto un grande albero, un mezzogiorno di primavera. No, tu preferiresti un buon gelato, tra le cinque e le sette, dopo una giornata di lavoro: due chiacchiere e quel tempo che scorre calmo, perché tutto segue, almeno in quelle due ore, un suo ordine…”

Claudio Borghi, Interno, 2013, acciaio verniciato, 115 × 13 × 15 - 146 × 35 × 11 cm

Claudio Borghi, Interno, 2013, acciaio verniciato, 115 × 13 × 15 – 146 × 35 × 11 cm

Così Anna Comino li chiude:

“…Qui Claudio Borghi esprime in pieno la sua spiritualità plastica: tra le pieghe dell’acciaio trovano posto i suoi pensieri, le sue letture, le sue meditazioni. Appunti che spesso raccoglie in brevi testi e che traduce in forme scultoree che quasi gli sfuggono dalle mani. E in questa atmosfera rarefatta la magia del bosco ritorna suono. Ma questa volta è respiro.”

Claudio Borghi, Teatrino del tempo leggero, 2013, ferro, 50 x 15 x 33 cm

Claudio Borghi, Teatrino del tempo leggero, 2013, ferro, 50 x 15 x 33 cm

 

Claudio Borghi – Dalle Cinque alle Sette

2 – 23 maggio 2015

niArt, via Anastagi 4a/6 Ravenna

martedì e mercoledì 11-12,30, giovedì e venerdì 17-19, sabato 11-12,30/17-19

www.niart.it  ; www.niart.eu  ; artgallery@alice.it

Ingresso libero

 

Claudio Borghi, Teatrino del tempo leggero (particolare), 2014, acciaio corten, 290 x 605 x 200 cm, Piazza Cavour, Barlassina (MB)

Claudio Borghi, Teatrino del tempo leggero (particolare), 2014, acciaio corten, 290 x 605 x 200 cm, Piazza Cavour, Barlassina (MB)

 

Salvo Ligama, Lo scherzo di Giotto, 2014

Salvo Ligama, Lo scherzo di Giotto, 2014

Domani, martedì 28 aprile alle ore 18.00, la galleria PORTANOVA 12 di Bologna, specializzata in street art e illustrazione, aprirà la mostra 8bit_un mondo a pixel di Salvo Ligama, prima personale dell’artista siciliano, a cura di Antonio Storelli, con un testo critico di Emanuela Zanon.

Salvo Ligama, Adamo, 2014

Salvo Ligama, Adamo, 2014

Salvo Ligama,Eva, 2014

Salvo Ligama,Eva, 2014

Salvo Ligama, Martirio a colazione (Uova liberamente tratte da un’opera di Marcello Berenghi), 2014

Salvo Ligama, Martirio a colazione (Uova liberamente tratte da un’opera di Marcello Berenghi), 2014

Con 8bit_un mondo a pixel, Ligama porta il pubblico in un mondo che, come fa intuire il titolo, riproduce i meccanismi di scomposizione e dissoluzione dell’immagine in pixel tipici del virtuale digitale, ma con la maestria di chi conosce e sa usare i colori e la pittura. Lungo un percorso espositivo di circa 20 opere di medio formato, lo spettatore si imbatterà in ritratti, scene di personaggi umani e animali “pixelati” con acrilico, resine e tempera su cartone, che intuirà guardandoli a distanza, fino a riconoscerli interponendo un obiettivo digitale, lo schermo di uno smartphone, ritrovando con la ricomposizione retinica soggetti della grande tradizione pittorica, da Venerdì Santo e Adamo ed Eva, a Eucarestia, fino a  riferimenti estremamente contemporanei come Siamo a sud di Roma e Martirio a colazione (Uova liberamente tratte da un’opera di Marcello Berenghi) o riferimenti non privi di una certa ironia come Lo scherzo di Giotto o Biancaneve è in pericolo.

Salvo Ligama,Eucarestia, 2014

Salvo Ligama,Eucarestia, 2014

Salvo Ligama,Eucarestia (particolare), 2014

Salvo Ligama,Eucarestia (particolare), 2014

Salvo Ligama,Inri, 2015

Salvo Ligama,Inri, 2015

Salvo Ligama,Inri (particolare), 2015

Salvo Ligama,Inri (particolare), 2015

Con composizioni di bilanciata nitidezza, che rompono in realtà la riproducibilità del digitale, e l’inserimento di alcuni elementi dipinti con l’espediente pittorico del trompe l’oeil, Ligama riesce a manifestare una riflessione sui nuovi canoni suggeriti dalle tecnologie odierne senza abbandonare la sua vocazione originaria: la riflessione sull’uomo e sulla sua storia, interrogativi universali e delicate suggestioni emotive.

Salvo Ligama, Il desiderio di Apollo, 2014

Salvo Ligama, Il desiderio di Apollo, 2014

Salvo Ligama, America, 2015

Salvo Ligama, America, 2015

Salvo Ligama, America (particolare), 2015

Salvo Ligama, America (particolare), 2015

L’indagine dell’artista prende dunque spunto da quesiti che diventano cruciali nella contemporanea virtualità delle immagini e di cui ci suggerisce possibili risposte coinvolgendoci attivamente. Lo esplicita bene il testo critico di Emanuela Zanon: come conciliare i tempi lunghi della pittura e la soggettività con il “voluttuoso regno digitale” in cui siamo immersi? A chi si rivolge la pittura e quali codici linguistici deve usare per leggere “l’inestricabile intreccio di illusorietà e pragmatismo che caratterizza le nostre nuove abitudini percettive e comunicative”?

Salvo Ligama, Siamo a sud di Roma, 2015

Salvo Ligama, Siamo a sud di Roma, 2015

Salvo Ligama, Siamo a sud di Roma (particolare), 2015

Salvo Ligama, Siamo a sud di Roma (particolare), 2015

Se l’accesso alle cose è ormai raramente diretto e la digitalizzazione pare averci regalato il prodigio della “presenza nell’assenza”, Salvo Ligama si avvicina alla resa del visibile riproducendo con la manualità degli strumenti pittorici proprio quella scomposizione cromatica in pixel che palesa la non corrispondenza dell’immagine virtuale al vero. I pixel sono per l’artista gli atomi di una nuova materia telematica e inconsistente, sono i pigmenti di una pittura che si sforza di essere contemporanea, sono un modo per avvicinarsi alle cose e per avvicinarsi alla storia. Allo stesso tempo costruire le cose “pezzo per pezzo” gli permette di analizzarne da vicino la materia, l’epidermide dell’immagine in una storia di adattamento dei pacati intermezzi della pittura alla frenesia e al frastorno della nostra era.

Salvo Ligama, La resa dei conti, 2015

Salvo Ligama, La resa dei conti, 2015

8bit_un mondo a pixel, personale di Salvo Ligama

A cura di Antonio Storelli

Testo critico Emanuela Zanon

Vernice: Martedì 28 aprile ore 18.00

Periodo di apertura: 28 aprile – 23 maggio 2015

Sede espositiva: Galleria Portanova 12, Via Porta Nova 12, Bologna

Orari: tutti i giorni feriali 16.30-19.30

www.salvoligama.jimdo.com

Facebook Portanova 12 – Galleria d’arte: www.facebook.com/12portanova

Press Culturalia di Norma Waltmann

Premessa: sono particolarmente contento di presentare attraverso le sue stesse parole questo progetto originale di Silvia Naddeo, una giovane artista che merita incoraggiamento, stima e ogni successo. Cara Silvia, continua così!

Silvia Naddeo, Day by Day, 015

Silvia Naddeo, Day by Day, 015 

Ispirazione quotidiana, mosaico destrutturato e digitale

Day by Day è un progetto artistico di Silvia Naddeo.

Un percorso lungo un anno: 365 giorni e altrettante piccole tessere andranno a raccogliere, documentare, mostrare un intero anno di ispirazioni quotidiane.

Il gesto rituale, lo sviluppo di un’abitudine, il mood che accompagna chi vive l’arte giorno per giorno: ognuno di questi elementi si inserisce nel processo creativo, fondendosi con il quotidiano, il materiale, il digitale.

Silvia Naddeo sceglie quotidianamente la tessera che rappresenterà la sua giornata, l’emblema di un’ispirazione istintiva. Sul biglietto da visita con la tessera, l’artista aggiunge data e firma: un preciso momento di vita – fotografato con un comune smartphone – è ora impresso sul cartoncino e condiviso con il resto del mondo attraverso i canali social.

Ogni nuovo giorno è una potenziale opera d’arte e, attraverso questo gesto rituale, l’artista interpreta il rapporto con la quotidianità. Il biglietto da visita rappresenta il ritrovarsi, il riconoscersi e la resa dei conti che, ogni giorno, affrontiamo con il nostro io.

Il risultato di questo percorso sarà una raccolta di 365 biglietti, simbolo di un intero anno di vita fatto di attimi e sensazioni, arte e quotidianità.

Tumblr: day by day – silvia naddeo.tumblr.com

Facebook: www.facebook.com/page/Day by Day

Silvia Naddeo, Day by Day, 002

Silvia Naddeo, Day by Day, 002

Daily inspiration, destructured digital mosaic

Day by Day is a project by italian artist Silvia Naddeo.

A year-long journey: 365 days and as many little tesseras will collect, document and represent an entire year of daily inspirations.

The ritual, the development of an habit, the mood of who lives art day by day: each one of these elements takes part in the creative process, joining the daily routine in a digital way.

Silvia Naddeo chooses the tessera that represents her day, symbol of an instinctive inspiration. Attached the tessera, she completes the card with date and signature: a definite life moment – photographed using a common smartphone – is now captured and impressed on the card and then shared through social networks.

Each day is a potential work of art and this ritual represents the artist’s interpretation of the daily routine. The business card represents a reckoning, the way we recognize and meet ourselves every day.

This journey will result in a collection of 365 cards symbolizing a slice of life made of moments and emotions, art and routine.

Tumblr: day by day – silvia naddeo.tumblr.com

Facebook: www.facebook.com/page/Day by Day

Silvia Naddeo, Day by Day, 081

Silvia Naddeo, Day by Day, 081

 

 

Trobla by Tok Tok - personal furniture

Trobla by Tok Tok – personal furniture

Da tempo conosco e stimo l’attività artistica e di designer di Andrej Koruza, sloveno di nascita, che col gruppo Tok Tok – personal furniture, realizza mobili e oggetti eco-compatibili oltre che di elegante semplicità.

L’ultimo prodotto pensato in un paio d’anni di ricerca da questo ensemble così creativo è Trobla, un innovativo altoparlante fatto interamente di legno e adatto per iPhone e altri smarthphone. L’obiettivo dichiarato è “proporre più ecologia nel mondo dell’elettronica e dell’intrattenimento, che ogni giorno producono enormi quantità di e-rifiuti”, oltre ad essere una bella occasione lavorativa che questo team decisamente si merita.

Trobla by Tok Tok - personal furniture (illustrazione di Nina Mršnik)

Trobla by Tok Tok – personal furniture (illustrazione di Nina Mršnik)

Per realizzare questo progetto necessitano fondi (basterebbe raggiungere la quota di 10.700 $): ecco perché questi ragazzi hanno lanciato una campagna di raccolta finanziamenti col sempre più diffuso metodo del crowdfunding, in questo caso sulla piattaforma Kickstarter.

Personalmente ho già contribuito e invito tutti, lettori di passaggio o affezionati followers a donare un contributo, anche minimo, e soprattutto a spargere in fretta la voce su qualsiasi social (Facebook, Twitter, Instagram), oppure via e-mail o attraverso il classico vecchio passaparola: la campagna dura sino a maggio!

Qui di seguito le indicazioni (in inglese) per procedere: coraggio, non fate mancare il vostro aiuto e un grande in bocca al lupo ad Andrej e a tutta la squadra Tok Tok!

Tok Tok – personal furniture

Facebook: Tok Tok – personal furniture